«Se un guard rail uccide
vuol dire che andava rimosso
Siamo vicini alla famiglia di Yainet»

PIEVE TORINA - L’Associazione italiana familiari e vittime della strada sull'incidente in cui venerdì è morta la 27enne di Pioraco: «Chi non ha vigilato deve pagare»
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La Fiat Panda di Yainet

 

«Se un guard rail ha ucciso anziché salvare una vita, vuol dire che sussistevano già delle condizioni di pericolo alla luce delle quali il dispositivo andava rimosso o adeguato. E’ inaccettabile parlare dell’ennesima vittima della strada, specie alla luce della fase storica che stiamo vivendo». Così il presidente dell’Associazione italiana familiari e vittime della strada onlus, Alberto Pallotti, sulla morte di Yainet Luis Bernal, la ragazza di 27 anni che viveva a Pioraco e ha perso la vita venerdì in un incidente stradale sulla Valnerina tra Visso e Pieve Torina. Il guard rail ha sfondato l’abitacolo della sua Fiat Panda e la ragazza è morta sul colpo mentre stava rientrando a casa dopo il turno di lavoro. «Bisognava sfruttare il lockdown nazionale per riqualificare le strade italiane – dice Pallotti -. I comuni, invece, hanno messo da parte la problematica. Tale atteggiamento avrà, indubbiamente, delle ripercussioni potenziali sul futuro prossimo di tutti gli utenti: si passerà dalla lotta al Coronavirus al ritorno alla lotta contro le morti sulle strade». Yainet era incinta di 4 mesi e lavorava alla Svila di Visso. Era incinta di 4 mesi. «Siamo vicini alla famiglia – dice Pallotti – e daremo battaglia quando si aprirà ufficialmente il processo. Chi non ha vigilato a dovere deve pagare». Il referente dell’Associazione italiana familiari e vittime della strada onlus, Biagio Ciaramella, ha posto l’accento sulle concause degli incidenti: «Nei tanti processi che stiamo affrontando su piano nazionale, dal processo per la morte di mio figlio Luigi al Ponte Morandi, abbiamo prova evidente della pericolosità delle concause. Le istituzioni devono tenere veramente a cuore la problematica, investendo i proventi dell’articolo 208 nella sistemazione delle infrastrutture italiane».

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