Dottori di ricerca cinesi
donano 5mila mascherine
a Macerata

EMERGENZA - Sui pacchi recapitati al sindaco è riportata in lingua cinese e italiana una frase di padre Matteo Ricci, tratta dall’opera Dell’Amicizia “Sebbene l’amico e io abbiamo due corpi, nei due corpi c’è un cuore solo”. Il rettore Adornato: «Alcuni di questi studiosi si sono formati nel grembo dei dottorati di studi Ricciani»
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Il sindaco Romano Carancini con il pacco di alcune mascherine in cui è scritta la frase tratta dall’opera Dell’Amicizia di padre Matteo Ricci

La città di Macerata ha ricevuto una donazione di 5000 mascherine provenienti da dottori di ricerca cinesi che hanno studiato nell’Università di Macerata, da giovani cinesi che hanno lavorato presso l’Istituto Confucio e da persone che hanno frequentato a vario titolo la città. Sui pacchi recapitati al sindaco di Macerata, Romano Carancini, è riportata in lingua cinese e italiana una frase di padre Matteo Ricci, tratta dall’opera Dell’Amicizia “Sebbene l’amico e io abbiamo due corpi, nei due corpi c’è un cuore solo”. “Sentire la spontanea e profonda solidarietà degli amici cinesi – afferma il sindaco Romano Carancini ringraziando del gesto di solidarietà e vicinanza – ci emoziona e ci incoraggia, poiché in questo momento di sfiducia e di sofferenza comune, ci aiuta a credere in un domani migliore. Possiamo ancora immaginare un futuro di condivisione, dove le distanze si annullano e i popoli comunicano attraverso il solo linguaggio dell’amicizia, anche e soprattutto nei momenti di difficoltà. Accogliamo con gratitudine questa generosa donazione e – prosegue il Sindaco – voglio far sapere agli amici cinesi che la città di Macerata, che loro hanno conosciuto e amato anche grazie al prof. Filippo Mignini e al suo inestimabile talento nel tessere meravigliose relazioni umane, sarà sempre la loro seconda casa.”La dottoressa Huang Ping, ha curato i contatti con gli organizzatori e racconta che “Da quando è comparso in Italia, il Coronavirus ha fatto conoscere anche al popolo italiano il suo violento potere di distruzione. La notizia è giunta subito in Cina, Paese che ha appena oltrepassato il momento peggiore e si sta man mano riprendendo. Il dolore e la preoccupazione per l’Italia, per la città di Macerata, la seconda casa per chi ha già vissuto lì, crescono sempre di più. La dottoressa Wang Shaohua, uno dei sette dottori di ricerca che negli anni hanno studiato e lavorato nell’Università di Macerata con il prof. Filippo Mignini, ha fatto subito appello alle persone che sono legate in qualche modo alla città di Macerata per poterla aiutare. Sono l’ex direttore cinese dell’Istituto Confucio di Macerata (2012-2020), il professore Yan Chunyou e la moglie, gli altri dottori di ricerca, i volontari dell’Istituto Confucio di Macerata, persone che hanno vissuto nella città e persone che amano la cultura e l’arte italiana.” «Macerata è per me la seconda casa, una città che fa sentire calore», scrive l’organizzatrice Wang Shaohua. «Voglio innanzitutto ringraziare il mio professor Mignini, ringrazio l’Università degli studi di Macerata, grazie anche a tutti gli amici maceratesi che mi hanno aiutato durante il mio soggiorno di studio. Spero con tutto il cuore che quest’emergenza finisca al più presto e che possa riabbracciare tutti i miei amici». Il prof. Yan dichiara: «Ho lavorato per otto anni a Macerata e provo un profondo affetto verso questa città e verso l’Italia. Il disastro che l’Italia sta soffrendo lo avverto sulla mia pelle. Spero che la primavera scenda presto sulla penisola appenninica e che tutti gli italiani siano sani e salvi». “L’Università e l’Istituto Confucio apprezzano vivamente e con gratitudine il buon ricordo e l’affetto che i giovani studiosi cinesi e altri ospiti conservano per la Città e le sue Istituzioni.

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Francesco Adornato

Il rettore Francesco Adornato: «Alcuni di questi studiosi si sono formati nel grembo dei dottorati di studi Ricciani coordinati dal prof. Filippo Mignini, altri hanno partecipato alla guida e alla realizzazione dei progetti dell’Istituto Confucio, fianco a fianco con i nostri docenti e con il nostro personale tecnico amministrativo. Tutti hanno vissuto molti anni insieme a noi. E anche ora che sono tornati in patria, non dimenticano il profondo legame che li unisce al nostro territorio e alla nostra gente». Il prof. Yan Chunyou, direttore cinese dell’Istituto Confucio fino a pochi mesi fa: «Ho lavorato per otto anni a Macerata e provo un profondo affetto verso questa città e verso l’Italia. Il disastro che l’Italia sta soffrendo lo avverto sulla mia pelle. Spero che la primavera scenda presto sulla penisola appenninica e che tutti gli italiani siano sani e salvi». Il direttore Giorgio Trentin: «L’Università e l’Istituto Confucio apprezzano vivamente e con gratitudine il buon ricordo e l’affetto che questi studiosi -giovani e meno giovani- così come tutti gli altri cinesi che hanno risieduto nei nostri luoghi conservano nel loro cuore per la Città e per le sue Istituzioni».

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