Addio al maestro Mario Polci,
ha educato intere generazioni
La lettera degli ex alunni

MACERATA - E' morto ieri per cause naturali. Lo ricorda anche Santa Cioci: «Uomo di vivissima intelligenza, creativo, aperto al nuovo, ha dato grande spessore al cammino formativo, graduale, progressivo, della comunità parrocchiale dell’Immacolata»
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Mario Polci

Si è spento ieri Mario Polci, storico maestro della scuola “Castelfidardo” a Macerata e catechista. Novantenne,  è morto per cause naturali.
Ha insegnato con passione a intere generazioni di maceratesi e fino a quando ha potuto ha partecipato a incontri con i suoi ex allievi.

Lo ricordano gli allora bambini della prima B nell’anno 1980/81.
«Caro Maestro, ti abbiamo incontrato 40 anni fa e sei stato il nostro primo punto di riferimento al di fuori delle nostre famiglie.
Ho cancellato molti ricordi della mia infanzia! Tranne il ricordo di te caro maestro! Il tuo sorriso, il tuo affetto e la tua particolare attenzione per me! Pensarlo ancora oggi mi commuove e mi riempie di gioia! Un giorno mi hai detto “non potrò mai dimenticarmi di te” anche per me sarà così. (Barbara)
Tu Maestro disteso su di una brandina al centro della classe, noi, tuoi bambini, intorno a te seduti e incantati ad ascoltarti… Solo tu sei capace di fare queste cose! Grazie per tutto quello che mi hai insegnato. (Marta – il tuo piccolo campione)

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Il maestro Mario a cena con gli ex alunni

Sei, sei stato e sarai sempre il Maestro che ci ha tenuto forte le piccole mani guidandoci lungo gli insegnamenti delle nostre vite. Con l’amore, la dedizione e la cura che solo un Maestro di vita sa concedere. Grazie. (Fabiola)
Nonostante gli anni passati il ricordo di te caro maestro è ancora vivo… dal grembiulino fatto con il sacchetto della spazzatura o quando vidi con te la prima eclissi. Grazie mille per la tua dedizione, pazienza e sforzo nell’insegnarmi. Con affetto. (Sabrina)
Caro maestro Mario…. In quei 5 anni di scuola non solo mi hai insegnato cose utili per il proseguo della mia vita da studente… ma anche ad essere un ragazzino umile e senza troppe pretese… Di questo te ne sono e sarò sempre riconoscente, perché quello che sono diventato lo devo anche a te. Grazie. (Emanuele)

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Un incontro della classe 1B anno 1980/81 con il maestro

Il tuo più grande insegnamento per me è stato l’attaccamento alla terra di origine. Dagli stornelli a lu pulentò. Per questo uso la nostra vera lingua per dirti: te vulimo vè maestru! (Paolo)
Sono stata solo due anni nella sua classe ma ancora oggi la penso con tanto affetto, ha lasciato un segno indelebile nel mio cuore per la grande passione verso l’insegnamento che trasmetteva a noi bimbi di allora.” (Gioia)
Sono passati tanti anni, troppi, troppo velocemente, tante cose non le ricordo più… ma le persone importanti rimangono sempre nel cuore! Grazie Mario. (Stefania)
Caro maestro i tuoi insegnamenti, la tua pazienza e il tempo che ci hai dedicato sono qualcosa per cui non finirò mai di dirti grazie! (Michele)
Grazie caro maestro per i tanti ricordi di quei 5 anni trascorsi insieme e grazie soprattutto per la tua passione per la musica così forte da riuscire a trasmetterla anche a noi facendoci scoprire le prime e vere emozioni dell’anima. (Sonia)
Quarant’anni da quel primo giorno di scuola. Ricordo la rosa del deserto, “La guerra di Piero”, “ La Pasquella”, gli stornelli marchigiani che ancora oggi canto a mia figlia. Ciò che un’insegnante scrive sulla lavagna della vita di un alunno, non potrà mai essere cancellato. (Giorgia)
Tu maestro seduto a suonare il tuo organo con allegria e gioia ed io incantata. Grazie a te ho imparato che la musica è sostegno e sollievo per l‘anima. Grazie Mario (Lorella)
Grazie per averci istruito nel modo migliore “a quel tempo “ per poi farci diventare persone di successo nel mondo di oggi. (Alessandro) Ciao Maestro Mario»

Lo ricorda Santa Cioci per la parrocchia dell’Immacolata Santa Croce di cui faceva parte. «Non è facile, presentare una persona poliedrica. È ancora più difficile, parlare di un amico, un cristiano che, con la sua fede, ha fatto crescere, nell’amore al Signore Gesù, alla parola, alla chiesa, tanti educatori e tanti giovani. Mario Polci, uomo di vivissima intelligenza, creativo, aperto al nuovo, ha dato grande spessore al cammino formativo, graduale, progressivo, della comunità parrocchiale dell’Immacolata. Amico di tante persone, ha testimoniato una fede adulta, incarnata nella storia, non devozionale, nè intimistica, ma “in uscita”, aperta e desiderosa di sintonizzarsi con il nuovo che avanzava. Dotato di grande umanità, solida e ampia competenza, ha educato, non solo i bambini suoi alunni, ma i giovani e gli adulti, a non perdere mai di vista, nel fluire dei giorni, il Signore: l’unica persona, che può dare speranza e significato al vivere quotidiano. Attento, delicato, sensibile alla bellezza nelle sue manifestazioni naturalistiche, musicali, artistiche, ha approfondito numerose tematiche, spaziando tra bibbia, ecclesiologia, liturgia, catechetica, sacramentaria, antropologia. alcuni di questi studi sono diventati agili sussidi, per operatori pastorali. Un credente credibile è un testimone, una persona bella e la sua mancanza, nella comunità cristiana, si sente e si sentirà fortemente. Ma è lo stesso Mario Polci , vivo nel Signore, a venirci incontro e a dirci, che più  vicino alla famiglia, agli amici, alla parrocchia e che offrirà il suo aiuto propositivo come sempre, anzi, più di sempre».



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