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Allarme spopolamento nell’entroterra:
«A tre anni dal terremoto
sparita una città come Matelica»

SISMA - A dirlo la Filt Cgil nel corso di un convegno a Macerata per parlare di mobilità. Presente il segretario nazionale Stefano Malorgio. Il 94% di chi ha lasciato la sua casa non farebbe ritorno nel cratere
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L’incontro della Filt Cgil

 

A tre anni dal sisma sparita la popolazione di una cittadina grande quanto Matelica e il 94% delle persone che hanno lasciato le zone colpite dal terremoto non farebbero ritorno. E’ emerso nel corso di un convegno della Filt Cgil che si sta svolgendo a Macerata “Muoversi nell’entroterra marchigiano: esperienze ed idee per una nuova mobilità che rivitalizzi i territori in declino”. Presenti tra gli altri Stefano Malorgio, segretario nazionale Cgil, Valeria Talevi, segretaria generale Filt Cgil Marche e Walter Cerfeda, presidente Ires Marche. La Cgil sottolinea che «Da un’indagine del 2019 di Terre di Ricerca relativo allo spopolamento dei territori delle Marche colpiti dal sisma, nei tre anni precedenti al terremoto, risulta scomparsa un’area la cui estensione è pari a quella di un comune come San Ginesio. Tra il 2016 e il 2019, il calo della popolazione è stato dell’1,2%: praticamente è sparita una cittadina come Matelica.

Tra i due trienni di osservazione, il fenomeno ha dunque avuto un incremento del 170%». Secondo la Cgil un’inchiesta condotta su un campione di oltre 1.136 residenti, «rivela che il 94% non ritornerebbe nelle aree colpite per il peggioramento della situazione economica». Per contrastare lo spopolamento «il servizio di trasporto pubblico e una rete infrastrutturale ripristinata sono interventi necessari per il ripopolamento e lo sviluppo non solo del territorio colpito ma di tutte Marche» ha detto Talevi. Una rete infrastrutturale importante  è in grado di connettere l’intero sistema produttivo locale al suo interno. «E’ fondamentale poi rilanciare una dimensione sociale delle infrastrutture ovvero la necessità di promuovere servizi di utilità pubblica per favorire il ripopolamento, magari con tariffe agevolate o creando sinergie tra i vari tipi di trasporto» dice la Cgil. Tra le questioni più urgenti da risolvere c’è quella della A14: «La situazione non è più sostenibile – spiega Talevi -, la società Autostrade ha chiesto ulteriori 6 mesi per ripristinare la normale viabilità del tratto tra Porto Sant’Elpidio. Occorre accelerare i tempi e ripensare un nuovo modello di sviluppo che si basi non solo sulla rete viaria». Sul fronte del trasporto pubblico locale su ferro e gomma, per la Filt Cgil è prioritaria la realizzazione della Civitanova-Albacina che con l’elettrificazione della linea renderà i collegamenti più veloci e meno inquinanti, migliorare la transitabilità della linea ferroviaria Roma-Ancona e  realizzare il raddoppio della Orte-Falconara per il quale mancano 600 milioni. Tra gli altri interventi al convegno, l’assessore regionale Angelo Sciapichetti, Nicola D’Alessandro, direttore territoriale Rfi, Stefano Belardinelli, presidente Cotram e Fausto Del Rosso, direttore regionale Trenitalia.

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