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Confindustria, Pesarini ai saluti
«Futuro in politica? Vedremo»

MACERATA - Il presidente uscente in scadenza di mandato fa un bilancio degli ultimi tre anni: «Un'esperienza che mi ha arricchito. Formazione, infrastrutture e ricostruzione i temi da cui partire per rilanciare il territorio». Su ciò che farà dopo, viste le imminente elezioni regionali, non si sbilancia. Il 24 si rinnovano le cariche, Domenico Guzzini in pole
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Gianluca Pesarini, presidente uscente di Confindustria

 

di Mauro Giustozzi (foto Falcioni)

«L’esperienza in Confindustria mi ha arricchito e rafforzato nelle conoscenze e negli incontri avuti in questi anni. Sono sempre a disposizione della mia famiglia, dell’impresa che guido da tanti anni. Di attività ne ho fatte tante nella mia vita: quello che sarà il mio futuro lo vedremo magari nei prossimi giorni, ma ciò che posso dire è che qualunque cosa farò il mio impegno sarà totale». Gianluca Pesarini chiude la conferenza stampa rispondendo così alla domanda se nei prossimi mesi potrà portare questa esperienza vissuta alla guida di Confindustria Macerata in altre sedi, magari in Regione visto che tra pochi mesi si voterà e lui è vicino alla Lega. Pesarini non dice no e neppure conferma, ma una porta socchiusa c’è per questo scenario che riguarderà, eventualmente, il suo futuro.

Quello di Confindustria da lui guidata negli ultimi 3 anni e mezzo, la disegna ripercorrendo i tanti temi affrontati che vanno dalla formazione al rapporto con le banche, dalla necessità di un rapporto sempre più stretto tra scuola e industria al problema di una ricostruzione post sisma che latita e ad infrastrutture cui bisogna mettere mano. «Tempo, metodo, costanza, coerenza e cultura servono per fare impresa – esordisce il presidente uscente – Siamo in un periodo di grande trasformazione delle Pmi che rappresentano il 42% del Pil di questa provincia in tema di manifattura, sia essa industriale che artigianale. Le due criticità che ho affrontato in questo mio mandato sono quelle formative e quelle legate al sistema bancario, le cui trasformazioni più recenti hanno trovato le aziende non abituate a vivere determinate situazioni. Nella nostra provincia il rapporto con le banche era improntato alla fiducia e conoscenza. Il default di Banca Marche ha creato meno impieghi per le aziende e problemi economici per le famiglie. Un problema grave per lavoratori e persone. Per questo domani avrò un incontro con Nicastro vicepresidente di Ubi per affrontare un percorso che sostenga il nostro territorio. E’ necessaria una ristrutturazione del sistema di credito e noi vogliamo esserne protagonisti».

Gianni Niccolò e Gianluca Pesarini

L’altro aspetto cui tiene molto Pesarini è quello della formazione, dei giovani che se ne vanno altrove a cercare lavoro e di un calo demografico pauroso nei nostri territori. «Un sondaggio del Miur a livello nazionale – spiega Pesarini – indica che il 63% dei giovani andrà in futuro a lavorare all’estero: l’andamento demografico vede un figlio per coppia il che significa che tra 15 anni ci sarà un milione di studenti in meno in Italia. In un territorio che subirà questo spopolamento è necessario invertire in fretta la tendenza: Confindustria Macerata vuol percorrere con gli enti di formazione, con gli istituti scolastici quelle che sono le aspettative e gli interessi dei giovani. L’alternanza scuola-lavoro deve essere vissuta non come un problema ma una opportunità. La formazione è decisiva per far fare il salto di qualità alle nostre imprese: così come un corretto cambio generazionale nelle imprese. Gli investimenti produttivi si sono fermati e c’è un preoccupante rallentamento del ciclo economico che si ripercuote sul territorio». Anche sul tema delle infrastrutture Gianluca Pesarini ha idee chiare su quello che non va e ciò di cui ci sarebbe necessità. «Infrastrutture deficitarie –afferma- basta guardare cosa sta succedendo sul troncone sud dell’A14: dicono che entro 6 mesi i problemi saranno risolti, ma la velocità di spostamento delle merci non può avere tempi biblici. Stessa situazione anche nei collegamenti per Roma, nella zona umbra, che ho toccato con mano la scorsa settimana. Bisogna ottimizzare le infrastrutture esistenti mettendole a sistema: dall’autostrada alle superstrade, dal porto all’aeroporto e linee ferroviarie. E’ bello puntare su un territorio incontaminato che offre opportunità: ma se poi c’è un deficit per arrivare da noi tutto si azzera. Impresa, turismo ed enogastronomia sono asset forti delle Marche che devono andare di pari passo. Avere strutture materiali ed immateriali di primo livello garantisce il fiorire dell’industria, del lavoro, del benessere».

Dal canto suo Gianni Niccolò, direttore di Confindustria Macerata, ha snocciolati i dati di questi ultimi anni dell’associazione provinciale che il prossimo 24 gennaio terrà l’assemblea per il rinnovo delle cariche: in pole position Domenico Guzzini come successore di Pesarini. «Attualmente le imprese socie di Confindustria Macerata assommano a 410 –ha affermato Niccolò- con alcune aziende importanti che sono entrate recentemente. E’ vero che abbiamo anche perso una decina di imprese perché la crisi ha colpito anche il nostro comparto. Complessivamente negli ultimi 3 anni abbiamo distribuito 18 milioni di euro in finanza agevolata alle aziende del maceratese con contributi giunti da bandi nazionali e regionali. La nostra provincia vanta ancora una buona qualità della vita ma siamo nella fase di rendita: è necessario ripartire in fretta E’ necessario sburocratizzare, usare delle deroghe in alcuni casi, il che non significa si badi bene, non controllare o non vigilare. Se non si percorrerà questa strada, ad esempio legata al sisma, molte piccole imprese soprattutto artigiane rischiano di dover abbandonare la ricostruzione perché la tempistica dei pagamenti così dilatata nel tempo le mette in gravissime difficoltà. E’ giusto che i giovani vadano all’estero a fare esperienza lavorativa ma poi debbono tornare per dare ricchezza al loro territorio». Sul terremoto e la ricostruzione che non c’è si è soffermato infine anche il presidente di Confindustria. «Indispensabile un cambio di marcia – ha detto Pesarini –  che ci sia o meno un nuovo commissario alla ricostruzione. Si deve puntare con forza sull’evoluzione socio-economica di un territorio così duramente colpito dal sisma. Velocizzare le pratiche, ridare energia e speranza alle zone dell’entroterra prima che sia troppo tardi. Le imprese edili che lavorano per la ricostruzione devono essere poste nelle condizioni di farlo mentre oggi ancora la burocrazia rallenta l’azione. Non è più tollerabile. Ognuno deve prendersi le proprie responsabilità con coraggio. Confindustria resta un laboratorio di idee aperto per individuare il metodo ed il sistema migliore per velocizzare la ricostruzione».

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