Nuova Dante Alighieri:
«Rischiamo di perdere il finanziamento
per un errore della Regione»

FIUMINATA - Il sindaco Felicioli conta di avere il progetto definitivo per la nuova scuola da 3 milioni di euro entro il 31 dicembre 2020. Resta il nodo della graduatoria del bando del ministero, per cui si pensa ad un ricorso la presidente della Repubblica
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Il sindaco Felicioli e l’ingegnere Massacci con il rendering della nuova scuola

 

di Monia Orazi

Il Comune di Fiuminata minaccia il ricorso straordinario al presidente della Repubblica, contro la graduatoria del Ministero dell’Istruzione, per un bando che ha stanziato 120 milioni di euro di fondi per la progettazione di nuove scuole e per ricostruire edifici con un alto indice di vulnerabilità sismica. Per la nuova scuola Dante Alighieri il Comune sta per emanare il bando che gli permetterà di avere il progetto definitivo. Ad annunciarlo nel corso di una conferenza stampa il sindaco Vincenzo Felicioli, il vicesindaco Ilenia Grandoni, i consiglieri Gioia Modesto e Giacomo Piancatelli, con l’ingegnere dell’ufficio tecnico Lorenzo Massacci. «Per un errore materiale della Regione Marche – spiega Felicioli – la scuola di Fiuminata è stata inserita con un codice diverso da quello previsto per le opere pubbliche del piano triennale della Regione Marche, la quale su nostra segnalazione ha provveduto con apposito decreto dell’architetto Achille Bucci, a rettificare il codice mettendo quello giusto. A causa di questo abbiamo tre punti in meno in graduatoria, siamo 82esimi, con questi punti saremo 55esimi. Vengono finanziati solo 53 progetti, su 587 domande presentate, occorre aumentare i fondi disponibili».

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I consiglieri Grandoni, Modesto, Piancatelli con il sindaco Felicioli e l’ingegnere Massacci

Tutto parte dalla precedente amministrazione guidata da Ulisse Costantini, che a norma di legge fa verificare l’indice di vulnerabilità sismica dell’edificio scolastico che ospita 86 studenti tra elementari e medie. La parte più vecchia in muratura fa rilevare un misero 0,12 su un massimo di 1 e quella più nuova in cemento armato solo lo 0,09 tanto che viene dichiarata inagibile e gli alunni spostati nella parte in muratura. «Abbiamo incaricato uno studio tecnico di Fabriano di fare uno studio di fattibilità per la nuova scuola – prosegue il sindaco – ci è stato consigliato di demolire e ricostruire per una spesa di circa 3 milioni di euro, una struttura in legno ed acciaio tutta su un piano, circondata da una vasta area verde, con il massimo indice di sicurezza pari ad uno. A maggio abbiamo partecipato al bando del Ministero dell’istruzione, che prevede 192mila euro di finanziamento oltre ai 50mila euro che abbiamo impegnato nel bilancio comunale. Tra pochi giorni emaneremo il bando per la progettazione definitiva. Contiamo di avere il progetto pronto entro il 31 dicembre 2020. Vogliamo dare una scuola sicura ai bambini, se a comunità come la nostra si tolgono servizi essenziali rischiano di non avere un futuro». La recente scossa di magnitudo 3,3 avvenuta ad una profondità di 63 km con epicentro Fiuminata e le problematiche della ricostruzione sono un monito per il futuro. «Sino ad oggi – piega il primo cittadino – non si erano mai verificati terremoti con epicentro Fiuminata, chiederemo ulteriori verifiche alla Protezione civile. Nel nostro comune non ci sono soluzioni abitative di emergenza perché abbiamo a disposizione tante seconde case ristrutturate da poco in cui sono andate le famiglie in autonoma sistemazione, ma anche qua ci sono danni e difficoltà legate al sisma, per cui nessuno ci aiuta. La burocrazia complica tutto, chiediamo al Ministero di veder riconosciuti i nostri diritti per poter costruire una scuola sicura ed adeguata alle normative. Sino ad oggi non abbiamo avuto risposta, se saremo costretti faremo ricorso straordinario al Capo dello Stato». Intanto in paese è ripartito un asilo, sono otto i piccoli che frequentano il centro per l’infanzia allestito dal Comune presso la casetta in legno, donata dal comune gemellato di Differdange, in segno di solidarietà dopo il terremoto. È gestito da una cooperativa che ha risposto al bando comunale, un piccolo segno di speranza per il futuro.



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