Piediripa, terra di shopping
«E’ questo il nuovo centro città»

MACERATA, VIAGGIO NEI QUARTIERI (6a puntata) - Tra superstrada, centri commerciali, bar e lottizzazioni abbandonate, è una delle frazioni più in crescita della città. I giovani apprezzano sia la vita che il lavoro in zona. Eros Cesaretti: «Le attività si stanno spostando quaggiù». Yoandry Madrigal: «E' il mio posto preferito dopo Civitanova». Ma non per tutti è così. Nazzareno Poloni: «Vent’anni fa era un’altra cosa adesso la sera non c’è niente»
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La rotonda di Piediripa che porta verso la superstrada

 

di Federica Nardi

Da un lato la zona industriale e commerciale, dall’altro il “cuore” abitato della frazione. Punto di snodo per la superstrada e vicolo cieco allo stesso tempo, con una strada che si interrompe nel nulla, a memoria del naufragio dei grandi piani di edificazione, quando il mercato sembrava non doversi arrestare mai. Eccola Piediripa, «il nuovo centro di Macerata» per qualcuno, «dimenticata e in declino» per altri. Prosegue qui il viaggio nei quartieri e frazioni della città di Cronache Maceratesi.

In questa terra di rotonde, bar, ristoranti e centri commerciali, c’è chi si augura «meno ristoranti e un po’ più di cultura». A dirlo è Michele Spreca, 27 anni. «Intendo ad esempio più concerti, magari con un aiuto del Comune – prosegue il giovane -. Più spazio alle iniziative culturali. E poi sfruttare le lottizazioni che abbiamo: ce ne sono due e non le sfruttano per niente. E’ inutile fare strade senza niente intorno». E sull’ipotesi di realizzare un nuovo centro commerciale? «Penso sia completamente inutile. Ce ne sono già due a pochi metri».

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Eros Cesaretti

Eros Cesaretti, 28 anni e fornaio nel Forno e pasticceria del Borgo (attività aperta dal 1953), racconta la “sua” Piediripa: «E’ una piccola frazione dove si vive tranquillamente. Non succede niente di clamoroso in genere. Le attività, da Macerata, si stanno spostando quaggiù e dintorni e quindi Piediripa vive un momento rigoglioso della storia. C’è ancora una vita di quartiere, ci sono diverse iniziative anche sotto Natale. Lo sviluppo è rapido rispetto agli anni precedenti, vuoi per il terremoto vuoi per le decisioni prese in centro. Secondo me è il nuovo centro di Macerata. Qualcuno si lamenta della vegetazione urbana un po’ troppo rigogliosa, qualche noncuranza ma tutto sommato niente di grave».

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Nazareno Poloni

Diverso il punto di vista di Nazareno Poloni, 69 anni, che qui ci è nato e sempre vissuto. «Piediripa è un po’ dimenticata. I vigili non si fanno vedere mai, le macchine corrono a tutta velocità – racconta Poloni – All’incrocio e alla rotonda la sera è un casino dalle 17 fino alle 20. C’è ancora vita di quartiere ma la sera c’è poca vita. Tante fabbriche hanno chiuso, vent’anni fa era un’altra cosa adesso la sera non c’è niente. Per strade e marciapiedi non è stato fatto più niente e sopra i marciapiedi crescono le foreste. Mia suocera, quando era viva, non poteva uscire perché c’erano troppe piante a ostruire il passaggio».

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Uno dei marciapiedi di via Di Vittorio invaso dalla vegetazione

Nel giudizio complessivo sulla frazione anche quello di chi non vive in zona ma ci lavora da anni. Come Yoandry Madrigal, 33 anni, da nove anni dietro al bancone del bar Filoni. «Dopo Civitanova, come posto preferito, per me c’è Piediripa. Lavorare qui mi piace. Prima vivevo a Macerata e non mi piaceva molto, qui c’è molto più movimento e soprattutto per il lavoro. A Macerata si paga tutto, anche parcheggi che dovrebbero essere gratis». Per quanto riguarda marciapiedi e strade «non cambierei niente, io sono giovane e non guardo certe cose. La vita commerciale che c’è qui è una bella cosa. Noi lavoriamo parecchio e ci sono tantissimi bar che hanno aperto recentemente».

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