“Provincia non periferia”,
Manfredi presenta il libro
MACERATA - Appuntamento il 9 dicembre all'hotel Claudiani. Iniziativa promossa da Confartigianato
“Provincia non periferia”, un testo per parlare dell’innovazione delle molteplici diversità dei territori e delle province attraverso la valorizzazione della manifattura e dell’artigianalità locale. Lo sostiene nel suo libro Paolo Manfredi, responsabile delle strategie digitali di Confartigianato Imprese. Il testo sarà presentato lunedì 9 dicembre alle 18 all’hotel Claudiani di Macerata. E’ indispensabile, secondo Manfredi, concentrarsi sulla varietà e le peculiarità di ciascun territorio per riscoprirne gli antichi valori, sviluppare saperi e competenze, affinché ritornino ad avere un ruolo centrale. L’iniziativa promossa da Confartigianato imprese Macerata-Ascoli-Fermo, con il patrocinio del comune di Macerata e la collaborazione di Uni.Co, sarà inoltre l’occasione per presentare la pubblicazione redatta e curata dall’associazione maceratese, in occasione delle celebrazioni dei 70 anni di attività. All’incontro interverranno Pietro Marcolini, presidente Istao, Fabio Renzi, segretario generale Fondazione Symbola, il segretario generale, Giorgio Menichelli e il presidente del Direttivo territoriale di Macerata, Francesco Cacopardo. Paolo Manfredi, milanese di 46 anni, scrive di innovazione, politica e ristoranti. È autore di L’economia del su misura. Artigiani, innovazione, digitale (2016). Da settembre 2019 cura il blog Grimpeur-Scalare la montagna dell’innovazione inclusiva, sulla pagina web di Nòva del Sole 24 Ore.
IL LIBRO – Lo sviluppo dell’economia digitale e l’urbanizzazione sempre più spinta, insieme alla lunghissima crisi economica, hanno sottoposto a uno stress mai sperimentato la «biodiversità» italiana e il suo biotopo principale: quella dimensione straordinariamente ricca e peculiare che è appunto la provincia. Sono venute meno le risorse per politiche redistributive attente alle esigenze del territorio e soprattutto l’economia digitale ha riscritto le regole della competizione globale attorno a piattaforme – virtuali e fisiche – tanto più efficienti e redditizie quanto più sono scalabili e in grado di ridurre le differenze, appiattendole. Nel secolo delle metropoli, l’Italia è fra i Paesi europei quello che cresce meno e la provincia, culla della nostra cultura e del made in Italy, rischia di ridursi a un anacronismo. Per riportare il Paese su binari virtuosi è necessario riprendere il cammino di modernizzazione dell’economia, delle istituzioni e della società italiana, con nettezza, intelligenza e soprattutto rispetto delle peculiarità locali. Il territorio diffuso rappresenta allora il laboratorio (o il campo di battaglia) per sperimentare un possibile nuovo paradigma di innovazione radicale, che punti all’inclusione degli esclusi e alla valorizzazione delle differenze in termini di competenze, culture e territori. Facendo leva su tre elementi: la modernizzazione digitale della manifattura come chiave di ingresso per la modernizzazione della provincia; l’attivazione di congiunzioni forti tra territori, persone e competenze chiave geograficamente lontani; l’attribuzione a Milano, unica città italiana che partecipa al gioco globale dello sviluppo, del ruolo di “città-acceleratore” dell’intero Paese.
