Terzoni: «Domanda per i danni lievi
verso proroga di qualche mese»
Emendamento per i 12 in cabina di regia

CAMERINO - L'onorevole lo ha detto nel corso del convegno organizzato da Cna sugli 11 sentieri per lo sviluppo dell'Appennino. Ha anche parlato delle possibilie integrazioni al decreto terremoto
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Lonternteo di Patrizia Terzoni

 

di Monia Orazi

«La scadenza del 31 dicembre per presentare domanda per i danni lievi, probabilmente sarà prorogata di qualche mese. Dopo tre anni i danni lievi dovrebbero essere sistemati, in alcuni casi il contributo di autonoma sistemazione supera il costo dei lavori per la riparazione di danni lievi e questo non va bene». Parola della deputata Patrizia Terzoni, vicepresidente della Commissione Ambiente della Camera e relatrice del decreto legge sul terremoto, a cui sono stati presentati dalle diverse forze politiche dell’arco parlamentare, 880 emendamenti. «Molti sono simili e potranno essere ridotti a circa duecento.

convegno-cna-camerino-ramadoriSe alcuni saranno portati avanti dipenderà dai ministeri», chiosa lei. L’occasione è stata il convegno di oggi pomeriggio a Camerino, organizzato dalla Cna, sugli “Undici sentieri di sviluppo per l’Appennino marchigiano”, nati dal lavoro delle quattro università marchigiane con altri enti, approvato all’unanimità dal consiglio regionale, come ricordato da Daniele Salvi, adetto della presidenza del consiglio guidata da Antonio Mastrovincenzo, che del progetto è il coordinatore, «con la sola astensione della Lega. Da uno choc come il terremoto si può uscire solo con una visione strategica, ora noi dobbiamo dare corpo e gambe a questa strategia – ha detto – come sarà questo territorio nel futuro, non va discusso solo nei convegni, ma deve essere oggetto di programmazione strategica, coinvolgendo i diversi livelli istituzionali. Questa non è una strategia vera e propria, ma traccia il quadro di riferimento. Come detto dal presidente del Consiglio all’inaugurazione dell’anno accademico Unicam il vero rischio è lo spopolamento e questo progetto tende a contrastare questo rischio. Sotto l’ala di palazzo Chigi, servirebbe una cabina di regia, un piano strategico d’area per lo sviluppo delle zone terremotate, non si può riavvolgere il nastro, non andavano bene nemmeno prima. Sono stati stanziati 13 miliardi e 200 mila euro per la ricostruzione, se ne potrebbe prendere il 4 per cento, come fatto per l’Aquila, circa seicento milioni di euro, per finanziare progetti di sviluppo per le quattro regioni del cratere». Patrizia Terzoni, ultima a parlare nel pomeriggio, ma l’unica dei presenti ad avere tra le mani i fili della normativa nazionale, ha confermato che tra gli emendamenti è prevista una cabina di regia formata da dodici persone, tra cui i presidenti delle quattro regioni, quattro rappresentanti Anci e quattro di enti ed università, che avrà anche 400 milioni di euro di fondi presi dalla ricostruzione, per progetti legati allo sviluppo economico. Confermati i controlli a campione del 20 per cento sui progetti, per l’autocertificazione si sta cercando di risolvere il problema della conformità edilizia. Per la deputata fabrianese valido lo strumento “Io resto al Sud”, con contributi a fondo perduto del 35 per cento ed il resto mutui a tasso agevolato per chi vuole aprire un’impresa nel cratere, resterebbe escluso solo il commercio, tra gli emendamenti si pensa di estenderlo alle strart up.

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Mario Morgoni, deputato del Pd

A far sedere tutti intorno a un tavolo il presidente provinciale Cna Luciano Ramadori, che è tornato a chiedere un piano strategico per il territorio e di valorizzare le imprese locali, ragionamento condiviso da Giuseppe Corridoni, artigiano camerte fresco di elezione come presidente Cna, della zona di Camerino. Intervenuto anche il sindaco Sandro Sborgia. Il presidente del Parco dei Sibillini Andrea Spaterna ha confermato l’interesse strategico dell’ente per progetti di sviluppo ed innovazione, dato che il suo territorio si trova nel cratere. L’onorevole Mario Morgoni ha rilevato come il destino delle piccole imprese locali sia legato all’effettiva partenza della ricostruzione, ricordando uno studio di Banca d’Italia secondo cui a venti anni dal terremoto in Friuli rispetto ai territori circostanti non colpiti dalle scosse il pil (prodotto interno lordo) era più alto del 23 per cento, mentre in Irpinia sempre vent’anni dopo era inferiore del 12 per cento. Morgoni ha invitato a superare i campanilismi e a procedere uniti. «Questo è un progetto nato dal confronto con i sindaci – ha detto Massimo Sargolini, docente di Unicam che ha coordinato i sentieri di sviluppo – una strategia nasce dal conflitto, da procedure trasparenti, è come andare in mare aperto, il contrario di andare di nascosto a Roma a rivolgersi al personaggio di turno. Occorre muoversi in modo condiviso, ci deve essere una presa di coscienza, altrimenti il rischio di spopolamento, perdita di paesaggio e civiltà, diventa sempre più concreto».

 

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