Massimo Baldini, sindaco di Matelica
di Monia Orazi
Sospiro di sollievo per il comune di Matelica: la Corte d’appello di Ancona ha accolto il ricorso dell’ente e per ora è scongiurato il rischio di dover risarcire 3,5 milioni di euro, richiesto da Pietro Mattei, per un contenzioso che si trascina ormai da oltre sei anni. A darne notizia è il sindaco di Matelica Massimo Baldini. «E’ stato accolto il ricorso presentato dall’avvocato Maurizio Discepolo per conto del Comune – dice Baldini -, teso ad annullare gli effetti della sentenza del tribunale di Camerino, che aveva condannato l’ente al risarcimento di un danno subito da Pietro Mattei, stimato in circa tre milioni di euro, per una presunta condotta omissiva dell’amministrazione comunale relativamente al procedimento per la ristrutturazione di palazzo Mattei, in seguito alla crisi sismica del settembre 1997». I fatti risalgono all’epoca dell’amministrazione guidata da Antonio Roversi, alla fine del 1998. Per una serie di circostanze, secondo Pietro Mattei, nipote del compianto presidente Eni, l’Ufficio tecnico comunale non avrebbe trasmesso in modo corretto alla Regione la pratica della ricostruzione post terremoto del 1997, così da precludergli l’accesso ai fondi per la ricostruzione. Mattei presentò ricorso e nel 2013 l’allora tribunale di Camerino condannò in primo grado il Comune al risarcimento dei danni, a favore di Mattei, per una cifra pari a 3 milioni e mezzo di euro, con sentenza di primo grado immediatamente esecutiva. All’epoca l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Paolo Sparvoli presentò ricorso in appello contro la sentenza, affidandosi all’avvocato Maurizio Discepolo, che nel settembre 2013, chiese ed ottenne la sospensiva dell’efficacia della sentenza dalla Corte di appello di Ancona, sino al termine del processo di secondo grado. Ora in secondo grado è giunta la sentenza favorevole al Comune, ma la controparte potrebbe presentare ricorso. «La sentenza della Corte di appello sancisce l’assenza di una condotta omissiva da parte del Comune e conseguentemente l’assenza del danno nei confronti del proprietario dell’edificio – conclude Baldini -. In precedenza il Consiglio di stato in sede giurisdizionale aveva stabilito definitivamente la legittimità dell’atto con la quale il Comune aveva annullato, a suo tempo, il diritto all’assegnazione del contributo sisma 1997 per la ristrutturazione di Palazzo Mattei, nei confronti del proprietario».
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