Asfaltata pista di atletica,
San Severino dice addio
alla storica terra rossa

I LAVORI completati, per un importo pari ad 85mila euro, primo passo secondo l'amministrazione verso la futura copertura in tartan, che però ha un costo elevatissimo. Alcuni fra appassionati sportivi locali e consiglieri di minoranza avrebbero conservato la testimonianza di architettura sportiva risalente al 1960
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Lo stadio di San Severino

 

di Monia Orazi

Là dove c’era una pista di atletica in terra rossa, ora c’è una striscia di asfalto. Sono ormai diventati realtà i lavori di asfaltatura della pista di atletica che circonda lo stadio di San Severino, terminati la settimana scorsa.

Campo-sportivo-20190710_172505-1-325x183E’ così sparita una delle tre ultime rimaste in Italia, in terra battuta rossa ottima per correre senza traumi alle caviglie, insieme a quelle di Coverciano e di Casale Monferrato. E’ stata realizzata all’epoca di costruzione dello stadio comunale, il 1960 anno delle Olimpiadi di Roma. A far notare la scarsa opportunità di asfaltatura della storica pista di atletica era stato in consiglio comunale il gruppo consiliare del Centrodestra per San Severino, formato da Gabriela Lampa e Massimo Panicari. Qualche mugugno è giunto da appassionati sportivi locali, secondo i quali si sarebbe dovuto conservare questa testimonianza storica di architettura sportiva del secolo scorso. Qualcuno di loro ha preso “carta e penna”, scrivendo al Coni ed alla Fidal (federazione italiana atletica leggera), ma a giudicare da quanto avvenuto, sembra non ci siano stati i risultati sperati.

Campo-Sportivo-San-Severino-Marche-4-20170913_181949-1-325x325Invece il Comune ha deliberato lavori di asfaltatura, come annunciato dall’assessore allo Sport Paolo Paoloni, per un importo pari ad 85mila euro, i cui lavori sono stati eseguiti dalla ditta Gatti e Purini la scorsa settimana. Tra le motivazioni riportate da Paoloni in consiglio comunale quella che l’asfaltatura sia il primo passo verso la futura copertura in tartan, che però ha un costo stimato in 420mila euro. Era stata avanzata l’ipotesi di usare la pista per gare internazionali di pattinaggio. Come rilevato dai consiglieri di opposizione, i lavori non sono stati finanziati da fondi del credito sportivo, ma con soldi propri del Comune. Della vicenda si era interessato anche Vittorio Sgarbi, che in un video sul web aveva lanciato un appello ad evitare l’asfaltatura, rimasto inascoltato. Ad esprimere rammarico anche Gilberto Chiodi, ex consigliere comunale, appassionato di sport: «Si è persa l’occasione di valorizzare una delle ultime piste originali di atletica in terra rossa rimaste in Italia, i fondi spesi per la sua asfaltatura avrebbero potuto essere usati per interventi di ammodernamento del campo sportivo, che presenta diverse necessità. Adesso visto che ormai la pista è stata asfaltata, ci attendiamo al più presto l’annunciata copertura in tartan». Secondo alcuni settempedani i fondi si sarebbero potuti usare per lavori di migliorie allo stadio, anche considerato che la pista di pattinaggio quasi mai usata, è accanto al campo sportivo comunale. Il paradosso è che sono tutelati come bene vincolato i bagni pubblici in viale Bigioli, ironizza qualcuno e si è lasciata sparire una storica pista di atletica, testimonianza di architettura sportiva rarissima in Italia.

 

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