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Maurizio Porfiri va in pensione,
chiude la storica rosticceria

MACERATA - Si abbassano le saracinesche per l'attività di via Barilatti 3, da 36 anni al servizio della clientela. Con le sue pizzette sono cresciute generazioni di studenti. Famosi in tutta la zona i manicaretti della moglie Maria. «Speciale era il rapporto con la clientela affezionata, alcuni venivano anche solo per chiacchierare»
sabato 29 Giugno 2019 - Ore 12:12 - caricamento letture
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L’ingresso della rosticceria Porfiri

 

di Marco Ribechi

Dopo 36 anni compiuti di attività chiude la storica rosticceria Porfiri a Macerata. Passate le 13 non rialzerà più la saracinesca l’attività di via Barilatti 3 gestita da tutta una vita da Maurizio Porfiri e sua moglie Maria. Una vera istituzione del quartiere e non solo che negli anni ha saputo sopravvivere a supermercati e centri commerciali grazie all’attitudine alla qualità e al rapporto confidenziale che legava i titolari alla numerosissima clientela.

Maurizio Porfiri

Porfiri, rosticcere da 49 anni, aveva aperto in un’epoca in cui i negozi portavano i nomi dei proprietari come Elio il barbiere o Rita la lavanderia, ancora attivi nella zona. Per tutti lui era semplicemente Maurizio, sinonimo di genuinità. «Ho iniziato da ragazzo in corso Cairoli, la rosticceria che fa angolo quasi di fronte allo Sferisterio era di mio padre – dice Porfiri – poi ho deciso di aprire qui in via Barilatti dove prima di me c’era l’alimentari di Antonio Fermanelli. All’epoca questo era un quartiere giovane con palazzi appena costruiti. In via Barilatti c’era una sorta di piccolo centro commerciale con la macelleria, due fruttivendoli, due lavanderie, le mercerie, il barbiere. La vita era frizzante e si respirava il fermento delle tante giovani famiglie che lo popolavano».

Maurizio Porfiri con sua moglie Maria con cui è sposato da 35 anni

Nei tanti anni Porfiri ha sempre mantenuto la propria clientela, la chiusura è dovuta a un fatto anagrafico e al desiderio di godersi la pensione: «Per fortuna i clienti non sono mai mancati – spiega Porfiri – anzi nonostante la chiusura tanti sono felici per me sapendo che andrò in pensione. Certo c’è molta nostalgia perché alcuni li servo da una vita, anche più generazioni della stessa famiglia e l’affetto che mi hanno dimostrato è sicuramente la cosa più bella di tanti anni di lavoro». Ma la rosticceria ha anche un altro cuore, quello della moglie Maria che da sempre si è occupata dei preparati. I due sono sposati da 35 anni e hanno due figli, Andrea ed Emanuele. I piatti di Maria sono famosi in tutta la zona e fanno parte della cucina maceratese più tradizionale. «La specialità assoluta sono i tortellini – spiegano le clienti Elisa e Maria, entrate per l’ultima spesa – ma buonissimi erano anche le lasagne, la galantina, il coniglio in porchetta. Deliziosi anche i dolcetti di Carnevale. La bravura di Maria è quella di saper unire il gusto tradizionale alla leggerezza». Con un briciolo di genuino orgoglio Maria svela uno dei suoi segreti: «Non ho mai usato l’aglio, non mi piace – dice la cuoca – ho sempre usato il principio che quello che non mi piace non dovevano mangiarlo neanche gli altri. Fortunatamente il mio gusto ha incontrato quello della clientela».

Porfiri mostra una delle sue storiche pizzette

La rosticceria Porfiri ha inoltre fatto crescere generazioni di studenti grazie all’asilo e alla scuola elementare nelle vicinanze, ma anche all’istituto Ipsia e al liceo Galileo Galilei. Le sue pizzette sono un ricordo nella memoria di qualsiasi studente abbia frequentato la zona: «Tanti bambini e ragazzi prima di andare in classe passavano qui a comprare la pizzetta o i panini – continua Prorfiri – alcuni tornano dopo 15 anni, magari con la moglie e i figli e mi chiedono se li riconosco oppure mi raccontano che avranno comprato più di 500 panini». Il rapporto con la clientela, le chiacchiere fatte da chi andava a far la spesa anche per avere un po’ di compagnia sono il bene più prezioso nei ricordi di Porfiri: «Ci sono vari tipi di clienti – dice il titolare quasi con le lacrime agli occhi – alcuni vanno di fretta ma altri passavano qui anche più volte al giorno per il gusto di parlare un po’ magari dei problemi con i figli o di calcio vista la mia fede interista. Facevo anche servizio a domicilio per le persone più anziane. E’ stato gratificante avere questa dimensione intima che non esiste nella grande distribuzione».

Porfiri scambia due parole con alcuni clienti

Con la chiusura della rosticceria verrà a mancare un importante servizio nel quartiere, ormai privato di quasi tutte le sue attività commerciali. «Il problema è a monte, nella progettazione degli edifici – conclude Porfiri – ci sono pochi locali per le attività commerciali. Ho aperto in concomitanza del supermercato di via Manzoni che però ha chiuso qualche anno fa prima di me. Oggi non ci sono più negozi per comprare le prime necessità ed è dura soprattutto per gli anziani e per chi non guida». La speranza è che presto possa riaprire un altro generi alimentari negli stessi locali, visto che sembra ci sia l’interessamento di un privato. Intanto Maurizio Porfiri si appresta a chiudere per l’ultima volta ma, con il suo tipico sorriso sulle labbra, la risposta ai clienti che lo salutano è sempre la stessa: «Tanto ci vediamo a spasso per le mura».

 



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