Lo stadio della discordia,
«la Sangiustese non paga affitto da un anno»

MONTE SAN GIUSTO - Giovanni Pucci, presidente della società Ponte San Giusto Academy che gestisce l'impianto di Villa San Filippo: «Nei mesi scorsi abbiamo fatto partire il decreto di ingiunzione. Non abbiamo nulla in contrario a parlare di un nuovo accordo per il futuro, ma sin quando non verrà saldato il debito non ci siederemo al tavolo convocato dall'amministrazione». Il sindaco Andrea Gentili: «Sono venuto a sapere che hanno trattato con il comune di Civitanova, dimostrando di non essere un interlocutore affidabile»

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Giovanni Pucci, presidente del Ponte San Giusto Academy

 

«Per un anno la Sangiustese non ha pagato quanto pattuito per l’utilizzo dell’impianto di Villa San Filippo. Abbiamo massimo rispetto per l’amministrazione comunale e nulla in contrario a parlare di un nuovo accordo per il futuro con il club del presidente Tosoni, ma sin quando non verrà saldato il debito non ci siederemo a nessun tavolo». E’ il presidente del Ponte San Giusto Academy, Giovanni Pucci, ad annunciare la presa di posizione della società che gestisce lo stadio di Monte San Giusto. «Il totale per il periodo primo luglio 2018-30 giugno 2019 ammonta a 30mila euro che non ci sono stati pagati. Nell’accordo era stabilita la quota mensile. Dopo cinque mesi senza che ci fosse corrisposto quanto dovuto, nonostante la società rossoblu abbia regolarmente usufruito dell’impianto, abbiamo fatto partire il decreto di ingiunzione. L’ennesima riunione, vista anche la strada tracciata in maniera netta dal sindaco, è inutile se prima non verranno sistemate le pendenze», precisa Pucci.

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Il sindaco Andrea Gentili

E’ proprio il primo cittadino Andrea Gentili a spiegare quelle che sono le criticità di un problema che non sembra trovare una soluzione e il percorso che l’amministrazione ha deciso di intraprendere per mediare fra le due realtà calcistiche. «Ho convocato l’incontro per cercare di trovare una soluzione. Abbiamo fatto il bando, oggi c’è un gestore e chiedo che si mettano d’accordo. Dopo di che mi tiro fuori, ogni anno c’è questo tira e molla soprattutto da parte della Sangiustese, che pretendo si metta al tavolo in maniera seria. Sono venuto a sapere che hanno trattato con il comune di Civitanova, dimostrando di non essere un interlocutore affidabile». Il primo cittadino, di fronte all’intenzione del Ponte San Giusto Academy di non partecipare al summit, dichiara: «Da una parte mi dispiace se loro hanno deciso di non venire e farò di tutto per farli sedere al tavolo. Ma li capisco. Non c’è stato rispetto di quanto stabilito, l’accordo non è stato onorato e i sangiustesi devono sapere che non c’è in città gente che fa capricci ma che di fronte ad una situazione del genere si tratta di una questione di principio, anche perché se quanto stabilito non fosse stato ritenuto giusto il club rossoblu avrebbe dovuto farlo presente subito. Prima si parla con gli uomini e poi con gli sportivi, se avessero intenzione di sistemare le pendenze dovute non ci sarebbero problemi nel cercare una soluzione per le prossime stagioni. Ma se l’interlocutore è poco serio prima o poi qualcosa va per storto. Il tempo in cui le società chiedono e non danno è finito, come ho più volte ribadito in campagna elettorale. Noi come amministrazione abbiamo investito tanto e ora c’è un centro sportivo invidiato da tutti dove c’è spazio per tutti».

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Lo stadio di Villa San Filippo

Il presidente Pucci ripercorre le tappe di quanto accaduto: «Dopo che il Tar ha giudicato il precedente bando illegittimo, sentenza per la quale abbiamo presentato un contro ricorso, il primo cittadino ha prorogato per un anno l’accordo. E’ stata fissata una nuova gara che ad aprile abbiamo vinto e che ci permetterà di gestire lo stadio per altri 6 anni – sottolinea Pucci – Per questo siamo a disposizione per il futuro, per trovare un accordo con la Sangiustese e ribadisco che non abbiamo nulla in contrario ad intavolare la trattativa. Ma è proprio nell’anno di proroga che non ci è stato pagato quanto stabilito e senza prima aver messo a posto questa pendenza è inutile parlare della prossima stagione. La società con rispetto di quanto detto dall’amministrazione si sta prodigando per fare quello che deve e cioè farsi trovare pronta a rispondere alle esigenze di chi voglia utilizzare l’impianto. Ma allo stesso tempo la nostra volontà di sederci ad un tavolo è subordinata al risolvere prima questa spiacevole situazione. Per questo, non ci presenteremo. Per cinque mesi abbiamo atteso invano prima di presentare il decreto ingiuntivo, non siamo disposti ad attendere ancora».

(redazione CM)

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