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Simona Bonafè a Macerata:
«Ecco l’Europa che vogliamo»

VERSO LE ELEZIONI - L'eurodeputata uscente, capolista per il Centro Italia del Pd, ha presentato il suo programma oggi pomeriggio in città assieme ai vertici locali e alla candidata maceratese Bianca Verrillo: «Bisogna parlare meno di finanza ed economia e più di lavoro»
domenica 12 Maggio 2019 - Ore 19:52 - caricamento letture
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Simona Bonafè

di Federica Nardi

Due settimane al voto e «un bivio», come lo chiama il segretario provinciale Pd Francesco Vitali, in cui bisognerà ricordare che «senza l’Europa anche i sindaci si fanno male. Perché i finanziamenti partono da lì». Una breve introduzione, dopo i saluti del segretario cittadino Stefano Di Pietro, alle due candidate dem alle Europee presenti oggi a Macerata: Simona Bonafè e Bianca Verrillo. Quest’ultima, l’unica maceratese aspirante a Bruxelles nelle fila democratiche. La prima si è già fatta le ossa per cinque anni nel Parlamento europeo. Eurodeputata uscente, nel suo discorso convivono passato e sfide future.

«In Europa abbiamo provato a cambiare un po’ la situazione – dice Bonafè -. Di Europa c’è bisogno e ci sono questioni che andrebbero governate a livello europeo. C’è però bisogno di profondo rinnovamento, che in cinque anni abbiamo cominciato a fare. Come il piano di investimenti Juncker. Quello che abbiamo provato a dire è: basta con le politiche di austerity, parliamo di crescita e lavoro in Europa. Un altro grande lavoro è stato quello sulla migrazione, con la modifica del sistema di Dublino. Che è quello che stabilisce che sia il Paese di primo approdo a farsi carico dell’accoglienza del richiedente asilo». Bonafè, capolista del Pd nel Centro Italia, rimarca anche il lavoro «di tutti i parlamentari europei per stanziare le risorse straordinarie per il terremoto». Dopodiché le intenzioni: «Vogliamo un’Europa più democratica e che valorizzi di più la partecipazione – spiega Bonafè -. Un’Europa che parli meno di finanza ed economia e più di lavoro. Vogliamo un’Europa sociale. Un salario minimo europeo, uno statuto dei lavoratori europeo. L’armonizzazione dei sistemi fiscali e la lotta contro le forme di paradiso fiscale. Introdurre la tassa sul web. Occuparci dei temi del cambiamento climatico. C’è tanto da fare, ma fuori dall’Europa si sta peggio: vedi la Gran Bretagna. Viviamo nel mezzo di una guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. Se noi pensiamo di andare da soli come Italia non c’è Via della seta che tenga. Gli accordi bilaterali sono un segno di debolezza. L’Italia è stato uno dei Paesi fondatori dell’Europa e deve tornare ad avere un ruolo da protagonista. Oggi noi siamo isolati – conclude -, non siamo più nei Paesi di serie e quindi le elezioni del 26 maggio serviranno intanto per stabilire che siamo l’unica alternativa e poi che l’Italia ha bisogno della nostra alternativa per avere un ruolo in Europa».

Bianca Verrillo

Per Bianca Verrillo, avvocatessa matelicese che coordina anche il Centro antiviolenza di Macerata, il tema fondante è quello della ricostruzione: «Ricostruire le Marche, ricostruire la vita delle donne e ricostruire l’Europa. Questa è la mia proposta – sintetizza Verrillo -. La ricostruzione va tenuta al centro dell’attenzione. Non se ne parla più e il governo vuole tenere questo tema in secondo piano. Da otto mesi siamo al palo. Abbiamo avuto quattro scosse fortissime e un’emergenza lunghissima che il nostro governo ha gestito bene. Mentre quello attuale non si interessa più della questione. Ed è il momento di ripartire, tenendo l’attenzione alta anche sullo sviluppo. Perché non basta ricostruire ma bisogna dare occasioni, fare in modo che l’economia regionale abbia uno slancio. Dobbiamo essere coesi in un’Europa dove ci sia più sinistra, con un’idea di Europa progressista». Al tavolo con le candidate anche Angelo Sciapichetti, assessore regionale e Mario Morgoni, deputato. Presenti in sala anche Francesco Micucci (consigliere regionale) e Narciso Ricotta, assessore comunale. Terminato l’incontro Bonafè è andata alla Raci, dove ha premiato insieme al sindaco Romano Carancini il toro che ha vinto la tradizionale competizione (leggi l’articolo).

 

 



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