Ricostruzione, la ricetta di Spuri:
«Per accelerare i lavori
serve ansia da prestazione»

CAMERINO - Convegno organizzato dall'Inail sulla sicurezza nei cantieri post sisma, presenti i vertici dell'istituto governativo, il presidente della Regione Luca Ceriscioli, il rettore Unicam Claudio Pettinari, i direttori regionali dell'Ufficio speciale e della Protezione civile
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Il convegno

 

«Se nella ricostruzione non si ha l’ansia non va bene. Tutta la comunità ha un problema, se ad esempio serve l’autorizzazione paesaggistica e l’ente di tutela non va o fa fatica ad essere presente alle conferenze dei servizi». Sono le parole di Cesare Spuri, direttore dell’Ufficio speciale ricostruzione Marche che ha chiuso il convegno organizzato dall’Inail a Camerino sul tema “Cantieri post sisma. Aspetti di salute e sicurezza”. A introdurre e coordinare i lavori del convegno è stato il direttore regionale Inail Marche Anna Maria Pollichieni. Presenti anche il governatore Luca Ceriscioli, il rettore dell’università di Camerino Claudio Pettinari, il direttore centrale pianificazione e comunicazione dell’Inail Giovanni Paura, Spuri appunto e il dirigente della Protezione civile marchigiana David Piccinini.

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Luca Ceriscioli

«E’ importante un’adeguata e continua formazione, che crei una cultura della sicurezza tra gli operatori, al fine di prevenire i rischi sul posto di lavoro – ha sottolineato Ceriscioli – Con l’Inail la Regione ha già realizzato sei accordi che hanno avuto come oggetto la condivisione di una ampia visione in termini di sicurezza, necessaria per tutelare i lavoratori». Il governatore ha proseguito il suo intervento sottolineando anche «l’importanza dell’informazione nel rendere disponibile il più possibile i contenuti che riguardano gli strumenti per sviluppare le attività di sicurezza. E’ doveroso –  ha concluso Ceriscioli – fare in modo che tutti i rischi prevedibili, governabili e gestibili abbiano una corretta disciplina di applicazione».  L’incontro ha posto l’attenzione sugli aspetti di salute e sicurezza nei cantieri, anche attraverso la divulgazione del volume “Cantieri post sisma – Raccomandazioni di salute e sicurezza”.  Il testo, frutto della collaborazione tra istituzioni pubbliche e private, rappresenta un contributo per tutti coloro che, a vario titolo, sono chiamati a individuare e ad applicare misure idonee di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, in un contesto lavorativo compromesso sotto dal punto di vista della prevenzione. Le raccomandazioni contenute nella pubblicazione non hanno alcun valore vincolante, ma traggono origine dalle norme vigenti per adattarle alla specificità degli interventi e alle peculiarità del contesto ambientale.

Inail-convegno-1-650x366Giancarlo Levis, presidente della Commissione nazionale paritetica per la prevenzione infortuni, l’igiene e l’ambiente di lavoro ha spiegato come per garantire la sicurezza nei cantieri edili, la formazione sia indispensabile, annunciando che secondo i dati provvisori del 2018 in Italia si è avuto un aumento dello 0,9 per cento degli infortuni, con un incremento di 104 casi mortali. «Per ogni euro investito in sicurezza, se ne hanno 2 euro e venti di profitto – ha detto Giovanni Paura direttore Inail della divisione comunicazione – malattie ed infortuni incidono per il 3,3 per cento del Pil in Europa. L’Inail dal 2010 ha investito oltre due miliardi di euro in prevenzione e per il 2019 saranno investiti 370 milioni di euro, la cifra più alta di sempre. Per quest’anno ci sarà anche un risparmio del 32 per cento, sui premi assicurativi Inail, che ha devoluto 30 milioni di euro, per la rinascita e sviluppo delle zone colpite dal sisma, come già avvenuto in occasioni di precedenti calamità naturali». La seconda parte del convegno è stata introdotta dall’ingegnere Giuseppe Semeraro dell’Inail Marche che ha evidenziato come per ridare vita e speranza alla popolazione sia necessario ricostruire e come nel cratere ci sia un grande “cantiere distribuito”, con la necessità di intervenire con tecniche avanzate di consolidamento dove vi sia il rischio di crolli. Da questa necessità è nato il volume Inail che contiene raccomandazioni per operare al meglio, in cui è essenziale il coordinamento tra progettiste e coordinatore per la sicurezza.

Inail-convegno-3-650x366Ad aprire la serie finale di interventi tecnici è stato appunto Spuri. «Ci sono risorse per le opere pubbliche per un miliardo di euro, con un’ansia da prestazione terrificante per spendere i soldi prima possibile – ha affermato– ma questo si scontra con tutte le operazioni da porre in essere. I Comuni non hanno personale, spesso mancano le figure per fare cose semplici come la notifica delle ordinanze, ci sono segretari a scavalco per quattro enti  e avere un ufficio con seicento persone qualche problema in più lo risolverebbe, mi auguro che questo tema sia occasione di riflessione in futuro. Ci sono solo un migliaio di professionisti a livello locale e sono in difficoltà». Facendo un bilancio del lavoro svolto in un anno e mezzo Spuri ha detto di essere orgoglioso, ma non soddisfatto, per i 300 milioni di euro di progetti approvati, circa duemila i cantieri aperti, di cui 500 hanno già terminato i lavori, solo mille le imprese locali. Mancano all’appello 8mila perizie giurate.

Inail-convegno-2-650x366«Gli operatori economici sono al 90 per cento locali, hanno un senso di affaticamento – ha aggiunto – Chi fa i lavori non può fungere da banca della Cassa Depositi e prestiti, un conto avere il Sal (stato avanzamento lavori con pagamento parziale n.d.r) dopo trenta giorni, un conto dopo otto mesi. Mi rivolgo agli amici della Soprintendenza, con cui condividiamo lo stesso quadro operativo, ci sono ottanta milioni di euro stanziati per gli interventi: quando si sistemeranno le chiese ed i beni culturali se nemmeno si riesce a fare un gts (gruppo tecnico di supporto), per decidere dove spostare le macerie vincolate? Avremo oltre quarantamila cantieri privati ed un migliaio per le opere pubbliche, ogni segmento di chi si occupa di ricostruzione deve avere un numero ed adeguata capacità di intervento, altrimenti la macchina continua ad incepparsi. Sono il parafulmine di ciò che non va bene, e ci sta, ma ognuno deve fare la sua parte, altrimenti non se ne esce». E’ intervenuto anche il capo della Protezione civile regionale Piccinini, che ha illustrato le principali fasi dell’emergenza. Al momento ci sono nelle Marche 89.913 edifici verificati con sopralluoghi, di questi 48.923 sono stati evacuati. Al momento ci sono 31mila 169 sfollati, 25mila 563 persone che prendono il contributo di autonoma sistemazione, 4120 persone nelle soluzioni abitative di emergenza, 836 sono negli alberghi, 410 nei container o altra sistemazione, 140 solo quelli che alloggiano negli appartamenti invenduti, acquistati a posto delle Sae.

(aggiornamento delle 19,50)

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