facebook twitter rss

Parco dei Sibillini senza presidente,
appello al ministro dell’Ambiente

UNDICI ASSOCIAZIONI hanno inviato una lettera aperta a Costa per risolvere lo stallo di governance delle aree protette italiane. Compresa quella che abbraccia parte della provincia, dove la carica è ricoperta ad interim da Alessandro Gentilucci
lunedì 11 Marzo 2019 - Ore 22:08 - caricamento letture
Print Friendly, PDF & Email
2K Condivisioni

 

 

«Una situazione drammatica che ci preoccupa profondamente per la natura protetta italiana. Chiediamo al ministro dell’Ambiente di intervenire con urgenza per risolvere le nomine in sospeso». Una lettera che parte dalla scadenza del mandato del presidente del parzo Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise ma tocca tutte le aree italiane che, per motivi inspiegabili, si ritrovano ancora senza organi direttivi. A firmarla il Cai, Enpa, Federparchi, Italia nostra, Legambiente, Lipu, Marevivo, Mountain wilderness Italia, Pronatura, Touring club e Wwf. Il motivo dello stallo da parte del ministero dell’Ambiente che aveva assicurato le nomine entro la fine del mese scorso, resta da chiarire. Ma nel frattempo l’assenza di figure chiave, che come nel caso del parco dei Monti Sibillini sono ricoperte ad interim dai vice presidenti, ha allarmato diverse associazioni che si rivolgono al ministro Sergio Costa con una lettera aperta.

Alessandro Gentilucci, presidente ad interim del Parco nazionale dei Monti Sibillini

«Il 18 marzo scade il mandato del presidente del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise – scrivono le associazioni -. Un passaggio istituzionale al quale le nostre associazioni guardano con giustificata inquietudine. Come tutti sanno (o non dovrebbero dimenticare), il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise nell’arco della sua storia quasi centenaria ha sempre rappresentato l’esempio concreto e simbolico di una lungimirante gestione del patrimonio paesaggistico, naturale, culturale del nostro paese. Fino ad acquistare il valore di modello di riferimento per tutti i successivi parchi nazionali presenti sul territorio italiano. Se le nostre Associazioni ravvisano in questo imminente passaggio del testimone un potenziale pericolo è perché l’esperienza maturata in questi ultimi anni non lascia ampio spazio all’ottimismo. La scelta di un nuovo presidente potrebbe portare a una defatigante catena di compromessi, rinvii, patteggiamenti, stalli. Insomma un’ennesima e particolarmente infausta criticità che si aggiungerebbe alle altre numerose criticità dalle quali deriva la paralisi gestionale della maggior parte dei parchi nazionali italiani. Solo chi non conosce la realtà potrebbe pensare a un allarme esagerato. Da anni e non da mesi sono commissariati i parchi dell’Appennino Lucano e della Sila e sono privi di presidente i parchi nazionali delle Dolomiti Bellunesi, delle Cinque Terre, delle Foreste Casentinesi, dei Monti Sibillini, della Maiella, del Gargano, dell’Alta Murgia, del Circeo, dell’Aspromonte e dell’Asinara». Le associazioni ricordano anche che «alcune di queste realtà oggi sono anche prive di direttori legittimamente nominati e si affidano a dipendenti che ne svolgono le funzioni: Dolomiti Bellunesi, Foreste Casentinesi, Maiella, Abruzzo-Lazio-Molise, Gargano, Appennino Lucano, Sila, La Maddalena e Pantelleria».



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page




Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons
X