Finito sotto accusa per sfruttamento della prostituzione, assolto il tassista di Porto Recanati, Walter Eduardo Diaco. La sentenza ieri al tribunale di Macerata. Gli veniva contestato di aver favorito la prostituzione fornendo case a una trans e a due squillo dove queste potevano ricevere i clienti con cui le avrebbe messe anche in contatto. Gli appartamenti, tre in tutto, si trovano tutti a Civitanova. Per l’accusa gli affitti delle case erano eccessivi: per le abitazioni in cui stavano le prostitute avrebbe chiesto 1.400 euro al mese e per il trans 3-400 euro mensili. Sentite in aula nel corso del processo, una squillo e il trans (entrambi costituiti parte civile al processo) avevano detto che se non pagavano quelle somme, il tassista le minacciava. I fatti contestati sarebbero avvenuti tra il 2009 e l’aprile 2012.
Ieri il colpo di scena al processo con la chiusura arrivata all’improvviso dopo che è stata risentita una delle persone che accusava Diaco. «Una di loro non si è nemmeno presentata. L’altra è stata sentita e sono emerse numerose contraddizioni. L’inconsistenza delle accuse è apparsa talmente vistosa da indurre il Tribunale a revocare l’ordinanza ammissiva anche delle prove richieste dalla difesa ed invitare immediatamente le parti alla discussione» dice l’avvocato Luisa Di Ruscio, che assiste l’imputato. I giudici hanno assolto Diaco con la formula più ampia da tutte le accuse.
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