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Tolentino su il sipario
Ecco il moderno teatro Vaccaj:
dov’era e com’era (Le foto)

ANTEPRIMA - Il gioiello della città intitolato al grande musicista apre le sue porte. 5,7 milioni di euro investiti per rifare in modo speculare l'edificio storico di prima dell'incendio e con nuovi servizi più moderni
domenica 9 Settembre 2018 - Ore 16:00 - caricamento letture
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di Gabriele Censi

(foto di Fabio Falcioni)

Svelato stamattina in anteprima e in tutta la sua bellezza il restaurato teatro Nicola Vaccaj di Tolentino che sarà inaugurato domani sera. Dov’era e com’era, senza cambiamenti in apparenza, se non piccole cose, ma con in più tanta tecnologia nascosta dietro le quinte. 

Pierluigi Salvati, Giuseppe Pezzanesi e Barbara Capecci

Ad aprire le porte il sindaco Giuseppe Pezzanesi che con il suo stile popolare ha ripercorso i dieci anni dall’incendio che lo distrussero: «Chi mi ha preceduto non è stato con le mani in mano ma sono state tante le complicazioni, era un obiettivo privilegiato del programma di mandato e ora festeggiamo con emozione. C’è sempre chi “suona un altra musica” anche in questi momenti ». Si riferisce il sindaco anche alla predisposizione del programma inaugurale, curato direttamente,  e alla scelta degli ospiti che hanno fatto storcere la bocca ad alcuni: «Si può non essere d’accordo ma anche la critica deve mantenere il rispetto».

Pezzanesi

Pezzanesi allarga il discorso alla sua intera gestione amministrativa. Parla della scuola, “il campus costa meno che la ristrutturazione”, delle strade, “via Filelfo va rifatta ma ora con le betoniere in circolazione sarebbero soldi buttati”. Poi si torna al protagonista della giornata con l’ingegnere Barbara Capecci che ha seguito per intero l’iter e si appresta con questa consegna a lasciare il Comune:  «Sono questioni personali di cui non  parlo qui, per me è una grande emozione aver completato un percorso complesso e difficile, gli scavi archeologici, la crisi economica e le problematiche scaturite dal sisma hanno messo a dura prova il cantiere ma dico grazie allo sforzo immenso di tutti, dall’ultimo operaio al più grande progettista tutti hanno dato più di quanto dovevano».

L’architetto Pierluigi  Salvati, del Mibact rimarca il ruolo del pubblico: «Abbiamo seguito gli obiettivi di un progetto preliminare che è partito da funzionari pubblici, unico rimpianto non aver potuto fare il “ridotto” sotto la piazza che avrebbe permesso di mettere in campo la modernità. Si tratta di un edificio monumentale, qui si entra in un teatro storico, non è quello del Lucatelli ma contiene tutto ciò che lo ha preceduto». Saverio Marconi elogia la completezza della nuova struttura:«Da artista posso dire che c’è tutto e al meglio, il palcoscenico è bellissimo, i camerini più belli di quelli di Broadway». Poi la precisazione sulla gestione del teatro: «Sono il direttore artistico della compagnia della Rancia,  non del teatro, la stagione segue le indicazioni dell’amministrazione e noi diamo il nostro supporto logistico e organizzativo».

LA MOSTRA. Il grande musicista a cui è intitolato il teatro sarà omaggiato, oltre che con l’opera Romeo e Giulietta in programma il 22 settembre, con una mostra allestita in una piccola sala affrescata nel primo ordine dei palchi  che espone lettere del maestro tratte dal fondo di duemila lettere e manoscritti musicali, donato dalla famiglia al Comune e conservato nell’Archivio Storico e la Biblioteca comunale “Filelfica”. Tra i corrispondenti scelti innanzitutto i musicisti: Giovanni Paisiello, di cui Vaccaj fu l’allievo prediletto, che si complimenta con il padre del futuro musicista per le doti del figlio. Tra i nomi illustri Gioacchino Rossini, che intesse con il Vaccaj una corrispondenza dal 1838 al 1847. Non potevano mancare lettere di Giovanni Ricordi, fondatore della celebri edizioni musicali “Ricordi”, grande amico oltreché editore delle opere di Vaccaj. Tra le grandi voci citate nella corrispondenza, Maria Malibran, una delle più grandi cantanti del secolo che Vaccaj vuole espressamente ad interpretare Giulietta e Romeo alla Scala di Milano.

Tra la corrispondenza amicale troviamo lettere di Giuseppina Morosini, contessa luganese e cantante. Poi alcuni esemplari dei numerosi diplomi e riconoscimenti avuti dai più prestigiosi teatri e accademie filodrammatiche. Anche Tolentino è presente con una lettera inviatagli nel 1847 dal gonfaloniere Filippo Ciardoni, che lo prega di scrivere qualche musica sacra in occasione delle Festa di San Nicola. Tra i manoscritti, si è scelto di esporre il Metodo di Canto che ho la reso famoso nel mondo.

LA STORIA. Nel tardo pomeriggio di martedì 29 luglio 2008 , il teatro Nicola Vaccaj, chiuso da qualche mese per lavori di consolidamento e restauro del tetto, è stato interessato da un vasto incendio.
Le fiamme si sono sprigionate rapidamente ed hanno distrutto il tetto ed il timpano. Sono andati persi gli affreschi della finta volta, che nascondeva il tetto a capriate, dipinta dal Fontana come un Olimpo, divisa in quindici unghie. La buona notizia è rappresentata dal fatto che dopo i sopralluoghi si è appurato che è miracolosamente scampato alle fiamme il sipario storico del Lucatelli mentre è andato perduto il sipario che rappresentava Francesco Filelfo e Niccolò Mauruzi, dipinto dal Fontana e dai suoi allievi. Ingenti i danni anche se la furia devastatrice dell’incendio non ha creato danni al foyer, ai tre ordini di palchi i cui parapetti sono abbelliti con maschere, fiori e uccelli su fondo azzurro, alla zona degli uffici e alla zona dei camerini. Oltre al tetto crollato, danneggiata la platea e tutta la zona del palcoscenico e della graticcia. Dopo una lunga fase burocratica che ha portato alla dichiarazione dello stato di emergenza, dopo i vari progetti preliminari ed esecutivi è stato pubblicato il bando per il restauro ed il recupero del teatro

 

IL CANTIERE. Inizio lavori 1° stralcio: 27/06/2011. Fine lavori 2° stralcio: 15/07/2018. Da sottolineare il fatto che ci sono stati circa 3 anni di rallentamenti e fermi dei lavori per ritrovamenti archeologici e per questioni inerenti le disponibilità economiche del Comune. Quindi, in definitiva, si può tranquillamente affermare che in realtà si è lavorato per circa 5 anni. Sono 3 le ditte principali che si sono aggiudicate il bando di gara: CrucianelleRest Edile eTonoimpianti per i lavori in associazione temporanea d’impresa con Termostudi per la parte di progettazione definitiva e esecutiva di tutti gli stralci. I subappalti e subaffidamenti sono stati in totale circa 40. Oltre 40 anche le ditte coinvolte (lavori, forniture, servizi anche tecnici) per somme a disposizione dell’amministrazione extra appalto. Difficile da stimare il numero di operai, tecnici, professionisti che a vario titolo hanno dato il loro contributo per la ricostruzione del teatro Nicola Vaccaj ma facendo un calcolo in base alle mansioni si può stimare che oltre 400 hanno lavorato all’interno del cantiere (sia di appalto che con incarichi del Comune).

I COSTI dell’opera (arrotondati):
Lavori e impianti veri e propri (importi netti):  4.200.000,00 euro;
Spese tecniche di gara nette (era un appalto integrato): 300.000,00 euro;
Somme a disposizione dell’amministrazione: iva, affidamenti diretti, lavori su fattura, lavori in economia, spese tecniche dd. ll., consulenze, rimborsi, allacci, casse integrative, diritti, oneri, ecc.:  1.200.000 euro;
Il totale tra primo e secondo stralcio arrotondato è di 5.700.000 euro contro gli   8.000.000 euro con cui era partito il progetto generale andato in gara. Questi i costi e tempi delle varie fasi: ricostruzione plafone, impianti, ecc.
• 1° stralcio opere strutturali e finiture “pesanti” circa 3 anni lavorativi effettivi per circa   1.800.000,00 euro;
• 2° stralcio opere di finitura, arredi, apparati decorativi, impianti: circa 2 anni effettivi per circa € 2.400.000,00 euro di cui:
• arredi circa  200.000,00 euro;
• plafone (tra struttura e decorazioni) circa   200.000,00 euro
• Impianti (tutti, elettrici, speciali meccanica di scena) circa  1.100.000,00
• Il resto dei fondi sono serviti per le finiture.

INTERVENTI. Questi gli interventi più importanti che hanno portato alla ricostruzione e alla riapertura del Teatro Nicola Vaccaj come era dove era.
• Sono state rifatte le coperture, consolidate murature e solai, risanate le fondazioni e i solai contro l’umidità.
• Rifatti tutti i servizi igienici con nuovi camerini, bagni interni, docce, ecc.
• Spostati tutti gli impianti e locali tecnici interni che rubavano spazi vitali attraverso la realizzazione di locali interrati sotterranei nel cortile degli artisti. Realizzata nuova vasca antincendio, macchine uta per il trattamento aria, (è tutto predisposto per avere anche aria condizionata). Installata aria condizionata negli uffici, nel bar e nel foyer del bar.
• Realizzati bagni per disabili facilmente accessibili
• Installato sistema di riscaldamento/raffreddamento sotto platea con aria che esce sotto le poltrone e riprende dal plafone.
• Realizzato il nuovo sistema di movimentazione del lampadario con tiro in basso per le manutenzioni (meccanizzato).
• Costruita la nuova copertura della torre scenica con aumento dell’altezza di circa 1,60 metri per consentire l’accesso in piedi del personale di scena, realizzate tre passerelle per accesso personale di scena sotto la graticcia, rifatta la graticcia con aumento di portanza e installati 10 motori di scena, americane e luci.
• Rispettata l’impostazione dei posti esistente prima dell’incendio con ottimizzazioni.
• Realizzati impianti di illuminazione led e a risparmio energetico, impianti elettrici e speciali, tvcc interna e esterna, impianti antincendio, sprinkler, idranti, ecc per avere finalmente un teatro a norma anche per la prevenzione incendi.
• Messa in posa moquette per confort acustico e per rispettare carichi solai, rifatti i vetri, restaurati i portoni storici da parte dei falegnami del comune, ottimizzati locali biglietteria e guardaroba, completamente nuovo l’ambiente che ospita il bar e i locali tecnici.
• Restaurati gli uffici con coperture, lucernari e servizi igienici nuovi.
• Sono stati eseguiti restauri conservativi di quanto ancora esistente e nuove decorazioni sulla logica preesistente di quanto perduto con rispetto dei materiali dell’epoca e con un grande lavoro di ricostruzione e riproduzione dei disegni.
• Realizzato un nuovo e più funzionale ingresso carrabile su via Gramsci con locali tecnici anche la piano primo per caldaie e predisposizione gruppi frigo.
• Nuovi arredi nei camerini, restauro delle sedie e poltrone dei palchetti e nuova fornitura “come era” delle poltrone in platea, firmate Poltrona Frau.
• Nuovi arredi per il bar, per le sedute nei foyer, e montati nuovi tendaggi.

Saverio Marconi e Alessia Pupo

Questa la capienza del Teatro Nicola Vaccaj: 371 posti così distribuiti:

• platea 150 posti a sedere a cui vanno aggiunti 2 posti per diversamente abili;
• I Ordine palchi 50 posti a sedere;
• II Ordine palchi 67 posti a sedere
• III Ordine palchi 65 posti a sedere
• Loggione 37 posti in piedi.

Appuntamento a domani lunedì 10 settembre per il taglio del nastro (il programma)

 

 

Saverio Marconi

 

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