Visso, revocate le perimetrazioni:
«Scelto il male minore»

SISMA - Il sindaco spiega la scelta presa dal Consiglio comunale di rinunciare all'iter già avviato per la ricostruzione: «Era tutto bloccato, adesso i privati possono redigere i progetti. Senza le seconde case non abbiamo speranza di sopravvivere»
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Era una volontà annunciata e alla fine il Consiglio comunale di Visso ha deciso di revocare le perimetrazioni. Il problema, già sollevato a maggio dal sindaco Giuliano Pazzaglini, è la poca chiarezza delle norme sui piani attuativi che sono al momento in stallo. «Le perimetrazioni – dice il sindaco annunciando la rinuncia all’iter -, sono diventate un ulteriore motivo di rallentamento della ricostruzione. Abbiamo dovuto scegliere tra due mali. Al momento è tutto bloccato a causa dell’impossibilità di avviare i piani attuativi. Ma Visso, se le seconde case non vengono ricostruite, non ha nessuna speranza di sopravvivenza. Gran parte dell’economia si regge su di loro». A Visso erano state individuate cinque aree da ricostruire attraverso questo strumento. La revoca è stata comunicata all’Ufficio ricostruzione e adesso l’intenzione è quella di «rivedere i perimetri individuati», limitatamente «alle criticità viarie di Villa Sant’Antonio, Borgo San Giovanni», senza escludere «l’opportunità di valutare un approfondimento relativo al centro storico di Visso». Un processo che, assicura il sindaco, vedrà il coinvolgimento di tecnici e privati. Togliere le perimetrazioni amplia le aree dove «i privati – conclude Pazzaglini -, possono procedere fin da subito alla redazione dei progetti di ricostruzione individualmente o in forma associata attraverso l’istituzione di consorzi».

(Fe. Nar.)

 

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