Manifatturiero, export negativo:
il Maceratese perde terreno

CONFARTIGIANATO - Nelle Marche le esportazioni sono calate dell'1,6% rispetto al primo trimestre del 2017. Crollo del settore farmaceutico che ha perso il 18,4%, cioè 80,6 milioni di euro in meno. La nostra provincia fa registrare un -4%, peggio solo Ascoli con -14%
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Export manifatturiero, crolla il settore farmaceutico e ne risente tutto il comparto. Le Marche registrano un segno negativo rispetto al 2017. La provincia di Macerata, con quelle di Fermo e Ascoli, è fanalino di coda. Da una recente analisi dell’ufficio studi di Confartigianato relativa al I trimestre 2018, è emerso che le esportazioni manifatturiere delle Marche, che rappresentano il 98,0% di tutto l’export regionale, ammontano a 2,8 miliardi di euro. Un valore che, confrontato con il I trimestre 2017, è in diminuzione del 2,3% (pari a 65,5 milioni di euro in meno) e in controtendenza rispetto alla media nazionale (+3,5%). Complessivamente tutto l’export regionale registra un -1,6%. Bisogna considerare però che, nel dettaglio settoriale, questa diminuzione è fortemente trainata dal comparto Farmaceutico le cui esportazioni da sole rappresentano il 12,4% di tutte le esportazioni manifatturiere marchigiane: in questo primo trimestre infatti l’export di tale comparto è diminuito del 18,4%, pari a 80,6 milioni di euro in meno. Quindi, al netto del farmaceutico, l’export manifatturiero delle Marche sarebbe cresciuto dello 0,6% (+15,1 milioni di euro). Per quanto riguarda gli altri principali comparti si registrano diminuzioni dell’export di articoli in pelle e simili con il -5,0%, pari a 26,7 milioni di euro; macchinari e attrezzature con il -4,3% pari a -19,5 milioni di euro in meno; prodotti chimici con il -3,4% pari a 3,3 milioni di euro in meno.

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Paolo Capponi

Crescono invece le esportazioni dei prodotti della metallurgia con il +15,6% (pari a 14,6 milioni di euro in più), delle apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (+15,0% pari a 39,7 milioni di euro in più), dei prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature (+7,4% pari a 15,5 milioni di euro in più), dei mobili (+1,9% pari a 2,3 milioni di euro in più), degli articoli in gomma e materie plastiche (+1,0% pari a 1,3 milioni di euro in più) e degli articoli di abbigliamento (anche in pelle e in pelliccia) con il +0,4% pari a 0,5 milioni di euro in più. A livello provinciale Pesaro-Urbino registra la crescita maggiore delle esportazioni manifatturiere con il +5,6%, seguita da Ancona con il +2,5%. In diminuzione rispetto al 2017, Fermo con il -2,8%, Macerata con il -4,0% (+3,4% nel I trimestre 2017) e Ascoli Piceno con il -14,0%. Osservando i maggiori mercati di destinazione delle esportazioni manifatturiere della nostra regione, gli Stati Uniti registrano il calo più significativo con il -21,7%, seguiti da Belgio (-21,3%), Spagna (-13,4%), Regno Unito (-10,8%), Russia (-8,0%) e Paesi Bassi con una dinamica sostanzialmente stazionaria (-0,2%). Cresce invece l’export in Turchia (+39,2%, +17,5 milioni di euro), Cina (+28,9%, +16,1 milioni di euro), ad Hong Kong (+21,0%, +7,5 milioni di euro), Svizzera (+11,0%, +9,9 milioni di euro), Francia (+6,9%, +18,6 milioni di euro), Germania (+6,8%, +21,4 milioni di euro), Polonia (+6,7%, +7,2 milioni di euro), Austria (+5,5%, +2,2 milioni di euro) e Romania (+5,3%, +3,3 milioni di euro). «Siamo consapevoli che ci sono molti fattori che possono incidere sulla nostra economia, dalle questioni geopolitiche al rischio di sanzioni e dazi – afferma Paolo Capponi, responsabile ufficio Export di Confartigianato Imprese Macerata – ma siamo altrettanto sicuri di poter contare sulla forza dei nostri prodotti manifatturieri di alta qualità, apprezzati in tutto il mondo. Possiamo dire comunque che ci sono dei segnali positivi, come emerge dallo studio, complessivamente, al netto del settore farmaceutico, le esportazioni marchigiane hanno registrato un lieve aumento. Conferma questa che le nostre imprese continuano, seppur con difficoltà, a conquistare i mercati esteri in particolar modo attraverso l’alta qualità del made in Italy».



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