Bagarre in Consiglio sul numero legale,
tre società verso la liquidazione

MACERATA - L'opposizione ha minacciato esposti alla prefettura, abbandonando i lavori a più riprese. L'assise ha deliberato lo scioglimento del centro agroalimentare, dell’osservatorio geofisico e, una volta risolto il contenzioso legale, della quota nella Nuova via Trento
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Maurizio Mosca

 

di Federica Nardi

(foto di Fabio Falcioni)

Bagarre in Consiglio comunale per il numero legale, la minoranza se ne va e minaccia esposti in prefettura. Oggi si discuteva il bilancio del 2017, ma erano solo in 17, sindaco compreso. Al terzo appello infatti il consigliere Renato Rocchi è entrato al fotofinish, mentre veniva pronunciato l’ultimo nome utile, quello di Valentini. A quel punto il presidente del Consiglio Luciano Pantanetti ha dato avvio all’assise, ma il consigliere di Città viva Maurizio Mosca ha puntato il dito e alzato la voce contestando il fatto che non si poteva ammettere Rocchi ad appello finito. Il consigliere di Forza Italia Riccardo Sacchi ha chiesto di sospendere la seduta. Una pausa in cui Pantanetti si è affidato al “Var” della telecamera che riprende il consiglio per capire se Mosca avesse ragione o meno. Il verdetto, poi spiegato dal segretario comunale Claudia Tarascio, è che siccome Rocchi è entrato prima della proclamazione della sospensione della seduta, poteva essere ammesso: «sul filo del secondo», ha detto Tarascio.

consiglio-comunale-mc2-325x244VOTAZIONI LAMPO – Il Consiglio ha fatto a meno della minoranza fino alla discussione sulla liquidazione delle società partecipate. Anche questa finita nella morsa del braccio di ferro del numero legale per cui a un certo punto, a dibattito in corso ed essendo nuovamente assenti alcuni consiglieri di maggioranza, il consigliere di FI Deborah Pantana ha chiesto il riconteggio portando all’ennesima sospensione. Minuti in cui la minoranza se n’è andata e la maggioranza è riuscita a recuperare i 17 consiglieri necessari per la validità della seduta e ha proseguito nelle votazioni: bocciata la mozione della Pantana (ormai assente) di censura agli Antifa, approvato l’ordine del giorno di maggioranza per “esprimere disapprovazione” nei confronti della Pignatta antifascista che invita inoltre l’amministrazione a valutare più attentamente le future richieste di occupazione di suolo comunale. Le altre mozioni di maggioranza sono state ritirate, mentre quelle di minoranza andranno a finire al prossimo Consiglio comunale.

LE SOCIETA’ LIQUIDATE – Se le liti in assise hanno dominato l’intero pomeriggio (fatta esclusa la parentesi di ritrovata serenità tra il sindaco Romano Carancini e il consigliere Maurizio Mosca che si sono ritirati dai lavori per discutere del destino della Maceratese – leggi l’articolo), gli argomenti sul tavolo non sono comunque mancati. Uno su tutti la liquidazione del Comune delle quote nel centro agroalimentare, dell’osservatorio geofisico e della società Nuova via Trento. Per quest’ultima il Comune ha anche un contenzioso legale con la società, che impedisce di trovare la quadra normativa per liquidare le quote prima del prossimo settembre, quando ci sarà il verdetto dell’arbitrato. La scelta di liquidare le quote segna nel frattempo di fatto il destino delle prime due società partecipate. Almeno per il centro agroalimentare il Consiglio ha approvato un ordine del giorno, a firma di Caterina Rogante (Pd), che indica di salvaguardare i servizi del centro agroalimentare in fase liquidatoria valutando anche una possibile gestione dell’Apm.

consiglio-comunale-mcI COMUNICATI A CONSIGLIO IN CORSO – A metà dell’assise minoranza e opposizione si erano già mandate stilettate a mezzo di comunicati. Prima tutti i gruppi di opposizione si sono radunati in un ufficio della Provincia per scrivere il loro, poi la maggioranza ha risposto quasi nell’immediato con una nota. L’opposizione contesta alla maggioranza «l’ennesima forzatura del regolamento per il corretto svolgimento delle sedute consiliari. Al terzo appello – scrivono i consiglieri -, ben oltre i termini di chiamata, il centro sinistra non era in grado di garantire il numero legale. Nonostante all’ordine del giorno fossero fissati importanti argomenti. Prima tra tutti l’approvazione del bilancio consuntivo. Oltre all’incapacità politica nell’amministrare la città, stigmatizziamo la crescente arroganza e disprezzo delle regole da parte della giunta e della maggioranza consiliare. Ciononostante, tutti i gruppi di opposizione consapevoli della gravità della situazione politica cittadina, continueranno a sviluppare una penetrante attività di controllo, di indirizzo e di proposta per il bene di Macerata». La maggioranza replica che «per l’ennesima volta l’opposizione ha scelto e tenuto un comportamento da considerarsi assai discutibile e ai limiti dell’inqualificabile. Da stigmatizzare con forza la totale mancanza di responsabilità che ha strumentalizzato la conta del numero legale per cui invece di sedersi a lavorare per il bene della comunità ha visto l’opposizione alzarsi per tenere l’ennesima conferenza stampa, dopo l’ennesimo ‘entra-esci’ proprio finalizzato ad impedire i lavori. Nonostante votati ed eletti per svolgere il ruolo istituzionale di controllo e verifica che la legge gli attribuisce i consiglieri di minoranza, che passano interi pomeriggi a discutere posizioni già superate dall’azione amministrativa (come l’immediata avvenuta riprovazione e condanna della ‘pignatta antifascista’) hanno preferito l’auto promozione e la visibilità per fini diversi uscendo dall’aula mancando così alla discussione di delibere impegnative come la razionalizzazione delle partecipate e l’approvazione del bilancio consuntivo 2017, cadendo in una vistosa contraddizione che li ha visti rientrare soltanto dopo un momento di verifica rilevante come quello del consuntivo. Un bilancio che, peraltro – conclude la maggioranza – segnala più di una nota positiva come gli anticipi di cassa totalmente reintegrati con il risultato di una cassa attiva con grande risparmio degli interessi passivi, l’avanzo di amministrazione, l’aumento delle entrate correnti a seguito degli accertamenti tributari, investimenti in conto capitale (di cui 1,5 per lavori su strade e marciapiedi tra cui viale Indipendenza, via Mattei, via dell’Acquedotto) e il mantenimento dell’equilibrio tra le entrate e le uscite senza nessuna diminuzione dei servizi, l’importante sostegno ai servizi sociali nel mentre si compiva un notevole sforzo per la protezione civile)». Il consuntivo del 2017 infatti chiude con una variazione in positivo di quasi 3milioni e 400mila euro.

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