Nas nella cucina della All Foods, i militari dell’Arma fanno una serie di segnalazioni alla ditta che realizza i pasti per le scuole del Comune. Critico il consigliere Rossi: «Perchè nel nuovo bando non è stato previsto una standard dimensionale minimo?». I fatti risalgono allo scorso dicembre, ma sono stati resi noti solo oggi dal consigliere di minoranza e membro del comitato mensa. I Nas, durante un controllo hanno elevato un verbale e redatto una segnalazione di carenze igienico strutturali e di carenze al piano di autocontrollo Haccp nei locali dell’hotel Velus dove vengono confezionati 1.500 pasti giornalieri. Nel verbale dei Nas si leggono alcune criticità emerse all’atto dell’ispezione, tra cui scrostature, ruggine, strati di ispessimento di unto e grasso sui fornelli e altre criticità strutturali come zanzariere e porta non a tenuta stagna. Nel verbale i Nas segnalano anche le dimensioni della cucina di 37,05 metri quadrati per la preparazioni di 1.500 pasti giornalieri e di 4 dipendenti che evidenziavano non poche difficoltà nell’attendere alle operazioni di preparazione. Sulla base della segnalazione Pier Paolo Rossi critica il bando presentato dal comune alla stazione appaltante che non ha previsto uno standard minimo di grandezza della cucina.
«Con delibera di Giunta numero 40 del 6 febbraio 2018 l’amministrazione, con una urgenza tale da non informare neanche il Comitato tecnico mensa, di cui faccio parte come consigliere comunale – scrive Rossi – ha approvato ed autorizzato l’espletamento dell’appalto per il servizio di refezione scolastica già scaduto ma prorogato sino a giugno 2018. Come da prassi ha inviato relativo Capitolato d’oneri corredato di 10 allegati alla Stazione Unica Appaltante di Macerata per la procedura di avvio della gara. L’amministrazione a riguardo però non è stata così accorta da inserire all’interno della proposta di bando una serie di standard minimi dimensionali relativi al centro unico di cottura tali da permettere una agevole preparazione di circa 1.500 pasti giornalieri. Probabilmente se avessero completato a riguardo la consultazione del Comitato Tecnico Mensa o della relativa commissione consiliare avrebbero di fatto potuto evitare tale mancanza che, per amore della verità, non è obbligatoria per legge: in effetti non vi sono indicazioni normative in merito ma, come hanno fatto altri comuni più accorti, la buona pratica lo consiglierebbe. Tanto più se considera che il Comune, e quindi l’Amministrazione, era sin dal dicembre scorso a conoscenza delle rilevazioni, a dir poco negative, del Nas dei carabinieri di Ancona a seguito di un sopralluogo nell’attuale centro cottura a disposizione della ditta All Foods, che espleta il servizio di refezione, sito presso l’hotel Velus di Civitanova. Nel verbale, inviato per conoscenza al Comune il giorno 29 dicembre 2017, relativo al sopralluogo del 7 dicembre 2017, si evidenziano sporcizia, calcare, ruggine, scrostature di intonaco, trascuratezza, facile accesso per insetti e roditori, deposito merci usato come ufficio, criticità igienico sanitarie ma anche strutturali per le quali si contestano violazioni di cui all’articolo 6 comma 5 del decreto legislativo 193/2007. Ci si chiede: perché, viste le esigue dimensioni della cucina in uso continuativo da quasi 20 anni per il servizio di refezione scolastica comunale, non si è provveduto ad inserire nel bando degli specifici requisiti minimi dimensionali in modo da scongiurare l’uso ulteriore di cucine simili a quella oggetto del sopralluogo del Nas di Ancona? Si chiede urgentemente all’amministrazione comunale di ovviare a tale grave mancanza e provvedere quanto prima all’integrazione del bando per permettere alla Stazione Unica Appaltante di Macerata di aprire una gara che possa finalmente garantire ai nostri figli una cucina adeguata ad un servizio di refezione scolastica di qualità». Il responsabile della mensa ha spiegato di aver messo in regola la struttura rispetto alla segnalazione effettuata dai Nas a Dicembre e che nella cucina non si effettuano lavorazione di cibi, ma solo cottura e che è in programma, in casa di vincita del prossimo bando, di allargare la cucina. L’appalto per la mensa è di circa 7 milioni di euro per 7 anni.
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Il seguente comunicato è stato inviato il 23 Marzo e mai pubblicato dalle associazioni sotto indicate. Invitiamo l’amministrazione a emanare un’ordinanza o un atto di giunta per stabilire gli standard minimi per le mense delle scuole pubbliche comunali e per quelle relative agli anziani e/o malati
COMUNICATO
Letto il capitolato d’appalto della mensa scolastica noi di Civitanoi, Civitasvolta e Cittaverde vorremmo esprimere un senso di rassegnazione nel redarguire quanto scritto per l’ennesima volta.
Nello stesso capitolato (quello che stabilisce anche dove e come debbono essere preparati/elaborati i pasti,ecc) non si fa riferimento al Regolamento Comunale di igiene e sanità urbana forse perché non esiste.
Nelle città più accorte esistono questi Regolamenti che riguardano anche gli esercizi di somministrazione di cibi e di bevande- C’è stata questa necessità perché in questi anni si sono moltiplicati e hanno ampliato la loro offerta ai clienti.
Regolamenti di Igiene Urbana che, senza togliere le competenze delle ASUR, concretizzano le prerogative specifiche del Comune e del Sindaco quale autorità Sanitaria Locale secondo la legge.
In questi Regolamenti Comunali vengono stabilite dove, in rapporto al servizio e alle potenzialità di un esercizio commerciale ,sono incluse per categorie
Fra queste tabelle ci sono anche i riferimenti per le cucine delle scuole con caratteristiche che differiscono da altre come le mense aziendali, cucine bar e altre tipologie.
Per tutte le categorie nei regolamenti ci sono anche adempimenti che riguardano gli ambienti dove si stoccano e si preparano cibi ed alimenti; in base alla quantità dei pasti variano le categorie della cucina con il suo crescente o decrescente dimensionamento.
Tutto questo non è da confondere con i pareri obbligatori delle Asur.Pareri che sono diversi dagli adempimenti stabiliti con Regolamento dal Comune. Nel capitolato d’appalto non esiste. Sarebbe stato superfluo se Civitanova Marche avesse un regolamento di igiene e sanità pubblica aggiornato al numero dei pasti. Non solo non abbiamo un regolamento, ma manca anche la Carta dei servizi dove sia scritto l’organigramma,il servizio , il rapporto con gli utenti: chi e che cosa fa? Essa è garanzia di un rapporto trasparente con l’utente che riguarda, in questo caso, le fasce deboli della popolazione cioè i nostri bambini, i nostri malati e i nostri anziani. La trasparenza, oltre che legge dello stato, evita che i furbi si approfittino delle risorse pubbliche.
Civitanoi e Civitasvolta
Scusate, errata corrige; è stato inviato alla stampa e mai pubblicato da essa. Le associazioni di riferimento sono Civitanoi e Civitasvolta
e Cittaverde, di nuovo scusate per le imprecisioni