“Gennaro e la coscienza”,
applausi alla commedia surreale

RECENSIONE - Il quarto appuntamento della rassegna Teatro & Sapori di Corridonia continua a divertire il pubblico con uno show brillante e di pura evasione. Questa volta ad esibirsi al teatro Lanzi è stata l’associazione culturale «Palcoscenico» di Macerata
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Il cast di “Gennaro e le sue coscienze”

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di Walter Cortella

(foto di scena dell’associazione “Palcoscenico”)

Anche il quarto appuntamento della rassegna Teatro & Sapori organizzata dal Cot e dall’associazione «TuttInsieme» di Corridonia si pone sulla falsariga della manifestazione: divertire il pubblico con spettacoli brillanti e di pura evasione. Obiettivo finora sempre centrato. Questa volta ad esibirsi al teatro Lanzi è stata l’associazione culturale «Palcoscenico» di Macerata che ha presentato Gennaro e la…coscienza, scritta e diretta dal Pino Cipriani, prolifico autore maceratese di commedie in vernacolo dalla coinvolgente comicità. Questa sua ultima fatica narra la vicenda di Gennaro, un giovane single che conduce vita appartata e per certi versi tormentata. Non riesce a trovare la sua giusta collocazione nella società che lo circonda. Il rapporto con gli altri è sempre difficoltoso: ha problemi in ufficio con il lavoro e con il suo capo, ha problemi con gli amici con i quali non è capace di stabilire il giusto feeling, ha problemi con le donne e, come se non bastasse, ha problemi con le due sorelle che vedono in lui il loro punto di riferimento, la loro ancora di salvataggio.

gennaro-e-le-sue-coscienze-2-325x203Insomma, il povero Gennaro è sottoposto ad un continuo martellamento che gli rende la vita impossibile. Come via d’uscita ai problemi esistenziali, dialoga con la sua coscienza, anzi dovremmo dire con le sue coscienze. E sì, perché quando si ritrova tra le quattro mura domestiche, Gennaro è costretto a sentire le prediche della coscienza “buona”, alla quale fa eco la coscienza “cattiva”. È inutile dire che fra di loro non c’è accordo: quel che va bene per l’una non va certo bene per l’altra e Gennaro, sballottato qua e là, finisce per perdere quel briciolo di calma che con fatica riesce talvolta a conquistare e se ne va a dormire. Ma anche durante il sonno le sue interlocutrici non lo lasciano in pace, lo assillano con i loro scontri dialettici. La sua vita è un tormento continuo. Se la “buona” gli consiglia di trovarsi una brava moglie, la “cattiva” non esita e sciorinargli tutti gli inconvenienti cui va incontro l’uomo che imprudentemente mette su famiglia. Gennaro ha uno strano rapporto con le sue due coscienze: non solo ci parla ma addirittura le vede. Per lui sono due persone in carne ed ossa che, però, intervengono inopinatamente nella conversazione tra Gennaro e le sorelle o la graziosa e premurosa vicina di casa. E ciò crea situazioni surreali e gag esilaranti gradite al pubblico. La vicenda si dipana tra alti e bassi d’umore del povero Gennaro ma alla fine, messe a tacere per un momento le due coscienze, in verità un po’ troppo chiacchierine, Gennaro incontra l’amore, quell’amore che sembra risolvere, almeno nella maggior parte dei casi, i nostri problemi esistenziali. E si innamora proprio in Isabella, la sua vicina di casa. Anche le sorelle Augusta ed Elvira trovano finalmente la loro giusta dimensione e con essa la serenità. E le due coscienze? Come detto, per il momento Gennaro le mette un po’ in castigo per affrontare i problemi della vita senza porsi tanti scrupoli e senza dare spazio ai pregiudizi e ai pericolosi canti delle false sirene. Gennaro e la…coscienza è un testo divertente che fa presa sul pubblico, grazie alla sua comicità immediata e garbata. Il cast dimostra un forte affiatamento ed ognuno dà vita a personaggi ben caratterizzati e convincenti. In complesso, uno spettacolo piacevole, in linea con lo standard della manifestazione. Di buon livello l’interpretazione di Mario Minati, nel ruolo principale di Gennaro, affiancato dalle graziose Maila Minati (la buona) ed Elena Cicconi (la cattiva), da Cristiana Tombesi e Silvia Riccioni (le due sorelle) e da Caterina Bormioli, nei panni di Isabella, la vicina di casa. Tradizionale e funzionale la scenografia di Guerino Cicarilli. Domenica prossima la Rassegna si chiude con uno spettacolo di commedia dell’arte, proposto dal Cot, con la regia di Francesco Facciolli.

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