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5 minuti con… Roberto Cresti,
“I colori della poesia”
in ricordo di Remo Pagnanelli

MACERATA - La relazione dello storico dell'arte apre le celebrazioni a 30 anni dalla morte del poeta. Quattordici artisti in mostra. La sorella Sabina: «Sono commossa: la riscoperta di mio fratello è come un’onda montante nell’interesse dei giovani e non solo di Macerata». VIDEO
mercoledì 31 gennaio 2018 - Ore 19:26 - caricamento letture
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L'intervista di Maurizio Verdenelli a Roberto Cresti

 

di Maurizio Verdenelli

Una trilogia di eventi  per ricordare Remo Pagnanelli a trent’anni dalla morte. Ad aprire le celebrazioni con la sua relazione è Roberto Crestiricercatore di Storia dell’arte contemporanea all’università di Macerata. Sabato 3 febbraio (alle 17), alla Sala Castiglioni della Biblioteca comunale Mozzi Borgetti: “I colori della poesia in mostra”, cui partecipano 14 artisti: Ubaldo Bartolini, Giuseppe Rinaldo Basili, Ugo Caggiano, Aldo Carletti, Silvio Craia, Egidio Del Bianco, Anna Donati, Manuela Grelloni, Carlo Iacomucci, Carlo Migliorelli, Jacopo Pannocchia, Claudio Pantana, Riccardo Piccardoni, Lucia Spagnuolo e Luca Zampetti.

Remo Pagnanelli

«Nel mare allora andando/per una in una oscurità maggiore/sogna l’alito di Dio/e vedine la chiarità che salva – dice Sabina Pagnanelli, sorella del poeta suicida a 32 anni, nell’autunno dell’87 – Quei versi sono ora incisi sulla sua tomba nella parte monumentale del cimitero di Macerata. Marmo, quei versi, la sua foto e basta: il bianco come il mare sostiene e comprende tutto. A lui sarebbe piaciuto. Qualche mese prima di morire, nella sua ultima estate, in vacanza con i nostri genitori, a Brunico, aveva visitato i cimiteri della prima guerra mondiale. E gli era piaciuta la disposizione, il bianco minimal, l’asciuttezza, il messaggio sussurrato e profondo insieme di tutti quei nomi, vite stroncate nella giovinezza. E tra le sue ultime poesie, c’è scritto: ‘Desidero una tomba di eguale essenzialità’. Così è stato». E’ commossa, sempre e comunque, a distanza di trentanni, Sabina ricordando Remo, poeta e critico di enorme talento che Macerata (“città dalla quale mai si sarebbe staccato: viaggiava, ma indicava in agenda sempre la data del ritorno…”) s’appresta a ricordare con una trilogia di eventi. «Mio fratello amava soprattutto l’azzurro ed aveva una spiccata predilezione per la storia dell’Arte. Ricordo che ebbi gratificazioni da parte della commissione all’esame alla mia ‘Maturità’ per aver fatto tesoro di una ‘lezione’ che Remo mi aveva impartito sul Giorgione, qualche giorno prima. L’arte lo affascinava come le poesia e la critica e pure la musica: avrebbe imparato a suonare il pianoforte ma a 18 anni le sue mani risultavano ‘rovinate’ dalla pianola elettrica di cui era ‘pratico’».

Dunque una scelta obbligata, quella delle visive, in apertura? «Certamente, e chi meglio di tanti bravissimi artisti e del professor Cresti? I suoi versi rappresentano delle pennellate, sempre pronte allo scatto alla ricerca della luce e della redenzione»Si proseguirà con? «Altri due sabati: 10 e 17 febbraio. Il primo con la curatrice del libro ‘Quasi un consuntivo’ pubblicato dalla Casa editrice Donzelli di Roma. Una scelta forte, indicativa in direzione della poesia: una nicchia scarsamente frequentata dal grande pubblico. Con Daniela Marcheschi, Alessandra Sfrappini, direttrice della Biblioteca e la scrittrice Lucia Tancredi. Il coordinamento è di Maurizio Verdenelli.  Sono commossa: in effetti, la ‘riscoperta’ di mio fratello è come un’onda montante nell’interesse dei giovani e non solo di Macerata, tanto che si prevede dopo il terzo (con i poeti e gli amici di mio fratello: Guido Garufi, Filippo Davoli, Eugenio De Signoribus, Enrico Capodaglio, Umberto Piersanti, Alessandro Seri, Piero Feliciotti e Maurizio Verdenelli) un quarto e forse anche un quinto appuntamento». E nell’immediata prospettiva? “Intanto il quarto appuntamento è fissato giovedì 22 al pub di via Costa, 5: “Il Pozzo” del Poeta. Il locale, quasi un caffè letterario per mio fratello e il suo gruppo, che chiuse ‘per lutto’ quando lui morì. E si ricorderà una serata a consuntivo (inimmaginabile allora) dell’impegno giornalistico di Remo. Con Maurizio Verdenelli allora caporedattore de ‘Il Messaggero’, Guido Garufi, Luciano Magnalbò, Filippo Davoli, Piero Feliciotti. Musica di Enzo Nardi e Marco Ferrara. Ci sarà pure spazio per letture ed una mostra fotografica di quegli anni formidabili, ancora fortemente vivi”.

Chiediamo a Simona Speranza, titolare della ‘Bottega del Libro’ in corso della Repubblica: Come sta andando ‘Quasi un consuntivo’’? “Fortissimo. I giovani sono entusiasti».

 

 

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