L’Asur licenzia un sindacalista,
pugno duro di Maccioni:
«Presentato esposto in procura»

MACERATA - Provvedimento dell'Ufficio disciplinare nei confronti di un infermiere e rappresentante della Fp-Cisl, il direttore dell'Area Vasta: «Per giustificare l'assenza dal lavoro ha prodotto motivazioni non riscontrate». Il sindacato non ci sta: «Siamo sorpresi, ci opporremo». L'avvocato del dipendente: «Una sanzione esagerata. Mai avuto un richiamo, curriculum immacolato»
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L’ospedale di Macerata

 

Licenziato in tronco dall’Asur, scatta l’esposto in procura contro un sindacalista. Il caso è scoppiato nell’Area Vasta 3, e nel mirino dell’Ufficio provvedimenti disciplinari è finito un infermiere, distaccato parziale per il territorio della Fp-Cisl. Innanzitutto va chiarito che il sindacato è completamente estraneo ai fatti, che quindi riguardano esclusivamente il dipendente in questione.

«L’Ufficio provvedimenti disciplinari, che è un ente indipendente – ha spiegato il direttore dell’Area Vasta Alessandro Maccioni – ha lavorato due mesi sulla questione. Il dipendente per giustificare l’assenza dal lavoro ha usato motivazioni non previste, o che non hanno trovato riscontro oppure che non sono state ritenute corrette. L’azienda ha anche presentato un esposto in procura sulla vicenda». Il licenziamento dunque sarà valido a partire da domani. Intanto la Cisl si dice sorpresa del provvedimento e ne annuncia fin da subito l’impugnazione.

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Luca Talevi

«Si evidenzia la grave  singolarità del fatto – precisa Luca Talevi, segretario generale Fp-Cisl Marche – visto al momento né il lavoratore, né il legale che lo assiste hanno avuto notizia del provvedimento se non dalla lettura dell’Albo pretorio intorno alle 13. Il provvedimento, quando notificato, sarà impugnato in via d’urgenza tramite i nostri legali. Vi sono oggettive difficoltà a commentare una vicenda senza avere la documentazione procedurale alla base del gravissimo provvedimento, che ci ha profondamente sorpreso».

L’avvocato del dipendente parla di un provvedimento esagerato e annuncia ricorso. «Non possiamo entrare nel merito – spiega il legale Diomede Pantaleoni – perché ancora non c’è stato notificato il provvedimento, quantomeno l’azienda avrebbe dovuto comunicarlo al lavoratore, senza che questi lo apprendesse stamattina per altre vie. La prima impressione comunque è che i fatti contestati non siano così gravi da determinare il licenziamento, che è la sanzione più grave. Il mio assistito non ha mai avuto neanche un richiamo e ha un curriculum immacolato e quando gli hanno mosso contestazioni sulla sua attività sindacale, ha ammesso di essersi sbagliato, ma senza dolo. Invece tutto ciò che è successo è stato interpretato in maniera assolutamente negativa, come se il lavoratore avesse voluto mettere in atto comportamenti finalizzati a danneggiare l’azienda. Questo è esagerato, non è così, presenteremo ricorso».



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