Ghergo, 160 famiglie a rischio:
i lavoratori incrociano le braccia

PORTO RECANATI - Incontro tra proprietà e sindacati, ritenute insoddisfacenti le risposte su piano aziendale e investimenti per la GI&E. Domani le prime otto ore di sciopero davanti lo stabilimento
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GI&E (Gruppo Ghergo), in gioco il futuro di 160 famiglie. I lavoratori incrociano le braccia. L’allarme arriva dai sindacalisti Rocco Gravina (Fim-Cisl), Carlo Cesca (Fiom-Cgil) e Boris Marco Basti (Uilm-Uil). Ieri, infatti, nello stabilimento di Porto Recanati si è svolto l’incontro con l’amministratore Luciano Ghergo e l’amministratore unico della Glf turbine srl Lorenzo Ghergo. La Gi&E è stata messa in liquidazione e la Glf turbine ha affittato solo un ramo d’azienda, quella relativa alle parti calde. Oggi i lavoratori, già in cassa integrazione fino al 2 maggio, si sono riuniti in assemblea per discutere l’avvio della procedura di affitto d’azienda e messa in liquidazione degli altri reparti produttivi.  Insomma i rappresentanti dei lavoratori hanno chiesto alla proprietà rassicurazioni sia sull’inizio della parte di attività affittata, previsto per il primo febbraio, sia per gli altri reparti che andranno in liquidazione. Ma le risposte sono state tutt’altro che soddisfacenti. «I lavoratori – spiegano Gravina, Cesca e Basti –  dopo ampia discussione hanno ritenuto insufficienti e poco credibili le argomentazioni addotte dagli amministratori delle due aziende, in quanto non hanno fornito un piano industriale dettagliato sia per quanto riguarda gli ordinativi sia sul piano della sostenibilità economica e sugli investimenti necessari per il rilancio dell’azienda. I lavoratori di tutta la GI&E  ad oggi non sono nelle condizioni di poter esprimere fiducia alla nuova compagine aziendale e vogliono risposte immediate e concrete e non fumosi e al quanto improbabili progetti di scarsa sostenibilità, è in gioco il futuro di 160 famiglie a Porto Recanati. Per quanto sta succedendo all’intero gruppo, si chiedono incontri serrati in sede istituzionale per garantire un futuro occupazionale a tutte le maestranze». Per questo al termine dell’assemblea sono state decise le prime otto ore di sciopero domani davanti lo stabilimento. «Se non ci saranno riscontri a quanto richiesto – concludono i sindacati – si valuteranno ulteriori iniziative di protesta». Il 23 invece è previsto un incontro in Regione tra proprietà e sindacati.



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