Cede diritto di superficie,
Agenzia entrate chiede 440mila euro
Imprenditrice vince la causa

SAN SEVERINO - La donna si era vista arrivare un avviso di accertamento salatissimo per tasse che riteneva di non dover pagare. Ha vinto un ricorso, poi l'ente ha fatto appello alla Commissione tributaria regionale che gli ha dato torto
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L’avvocato tributarista Marisa Abbatantuoni

 

Imprenditrice si vede arrivare una richiesta di pagamento di 440mila euro dall’Agenzia delle entrate per tasse e multa sulla cessione del diritto di superficie di alcuni terreni ad una società che vi aveva installato impianti fotovoltaici: la Commissione tributaria regionale ha dato torto all’ente che aveva presentato appello dopo la sentenza sfavorevole in primo grado. I terreni si trovano nella zona di San Severino e la sentenza è la seconda in Italia su questo argomento in sede di appello. In sostanza era previsto per legge che chi possedeva un terreno da oltre 5 anni se ne cedeva i diritti di superficie per 20 anni ad aziende che vi mettevano i pannelli fotovoltaici non era tenuto a pagare le tasse su quanto incassato. La donna però si era vista arrivare un avviso di accertamento salatissimo: circa 200mila euro di tasse e circa altrettanto di multa. La donna, imprenditrice agricola, aveva deciso di fare ricorso contro la richiesta di pagamento che si basava su di una circolare in cui l’Agenzia delle entrate riteneva che fossero tenuti a pagare anche i proprietari che possedevano i terreni da oltre 5 anni. L’imprenditrice si era così rivolta all’avvocato tributarista Marisa Abbatantuoni e al dottor Francesco Foglia. «Intrapresa la tortuosa via del contenzioso con il fisco, la contribuente, i cui beni sono stati sottoposti anche a sequestro preventivo in virtù della supposta evasione fiscale perpetrata – spiega l’avvocato Abbatantuoni –, finalmente vedeva riconosciute le proprie ragioni innanzi la Commissione tributaria provinciale di Macerata. Tuttavia a luglio 2016 l’ufficio proponeva appello alla sentenza, riaprendo nuovamente la partita, questa volta innanzi il Giudice di appello. Con la sentenza pronunciata alle porte delle festività natalizie, la contribuente vede confermate le proprie ragioni e riconosciute anche le spese legali per un ammontare pari 12mila euro». Il legale comunque si attende che vi sarà ricorso in Cassazione da parte dell’Agenzia delle entrate visto anche che in Italia sono diversi i casi simili a quello della sua assistita.



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