Il ministro Martina all’asilo Ricci
racconta l’agricoltura e il futuro:
«Serve un nuovo pensiero»

MACERATA - Il titolare del dicastero alle Politiche agricole e forestali ha presentato il suo ultimo libro insieme al rettore Francesco Adornato di Unimc. «Serve il giusto equilibrio tra l'apertura ai mercati globali e la tutela delle nostre produzioni». Intanto arriva l'annuncio del contributo di altri 6 milioni di euro per gli allevatori del centro Italia
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Da sinistra, il ministro Maurizio Martina e il rettore Francesco Adornato

 

di Leonardo Giorgi

(foto di Fabio Falcioni)

Dall’agricoltura all’agricultura, in un viaggio nel Paese che verrà. Il ministro delle Politiche agricole e forestali Maurizio Martina ha presentato a Macerata il suo libro “Dalla terra all’Italia”. Un incontro all’asilo Ricci dove l’uomo simbolo di Expo 2015 ha raccontato la sua visione politica e agraria in un dialogo con il rettore di Unimc, Francesco Adornato.

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Martina, che prima nel pomeriggio ha incontrato alcuni produttori dei territori colpiti dal sisma dello scorso anno, ha spiegato le potenzialità dell’Italia raccontando il suo primo incontro con il neo ministro dell’Agricoltura americano. «Appena arrivato – racconta -, il ministro mi ha fatto vedere una tabella con i prodotti alimentari importati ed esportati tra Stati Uniti e Italia. Ovviamente, i prodotti esportati dall’Italia erano molti di più di quelli importati. A quel punto il collega mi dice che è ora di far tornare l’equilibrio tra import ed export, seguendo la politica dell’American first. Chiaramente gli dissi di non essere d’accordo, ma questo dà l’idea del nostro potere per quanto riguardo le tre A fondamentali italiane: agricoltura, alimentazione, ambiente». Ma un’eventuale linea Italian first funzionerebbe in Italia? Secondo Martina «ci vuole il giusto equilibrio tra l’apertura ai mercati globali e la tutela delle nostre produzioni. A volte sono in una posizione scomoda, preso facilmente di mira da attacchi di demagogia e populismo. Facile dire in tv che bisogna pensare ai nostri lavoratori – ha aggiunto –  ma allo stesso tempo non possiamo chiuderci in noi stessi, rimettere dazi doganali e abbattere ponti. Nessuna attività ne trarrebbe beneficio, anche perché il mercato italiano è veramente piccolo in confronto alle possibilità di un mercato globale. Serve un nuovo pensiero». Il libro del ministro Martina, dove si prospetta un futuro in cui la sfida per il cibo si affiancherà a quella per l’energia, è stato oggetto di un’attenta analisi da parte del rettore Adornato. «Lo stile dell’opera – ha sottolineato – riflette quello dell’autore, ed è quindi uno scritto sobrio e concreto. E’ un libro che partendo dalla contemporaneità, disegna il Paese del futuro. Un cambio di paradigma nel quale l’agricoltura è ora vista come scuola di cittadinanza e terra di multi idealità».

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Il sindaco Romano Carancini con il ministro Martina

MaurizioMartina_AsiloRicci_FF-13-325x216Salutato dal sindaco di Macerata, Romano Carancini, e dall’onorevole Irene Manzi (tramite messaggio scritto, non potendo essere presente per votare la nuova legge di bilancio), il ministro Martina si è intrattenuto con il numeroso pubblico presente per firmare le copie del libro, per poi tornare a Roma. Tante le strette di mano e i ringraziamenti, come quelli arrivati dalla vice presidente della Regione, Anna Casini. «Ringraziamo il ministro Martina per l’attenzione e la disponibilità mostrata, ancora, una volta, a favore della zootecnia dell’area terremotata», ha sottolineato l’assessore con delega all’Agricoltura in una nota stampa diffusa in serata. Una vicinanza, quella del ministro alla zona del cratere, concretizzatasi in un’emanazione di altri 6 milioni di euro di fondi statali agli allevatori del centro Italia. Nelle Marche il provvedimento interessa 1.732 allevamenti, ai quali sono già stati assegnati 12,3 milioni di euro per complessivi 17.180 bovini, 78.702 ovini e 40.012 suini. I fondi sono quelli della strategia nazionale per la crisi del settore lattiero caseario assegnati alle aziende terremotate. L’aiuto originario era di 400 euro per bovino, 60 per ovino e 20 per suino. «Gli aiuti sono importanti per sostenere la struttura economica dell’area appenninica danneggiata dal sisma – conclude la vice presidente -. Un territorio che vive di agricoltura e zootecnia e che ora riceve un ulteriore sostegno».

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Il saluto del sindaco Carancini

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A destra, la docente Ninfa Contigiani

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