Viaggio accaldato
in attesa della pioggia

DAVOLI A MERENDA - E con oggi fanno tre (per ora). Docce. Sto parlando degli unici momenti di ristoro in questo scorcio agostano del 2017. Ma non avevano detto che rinfrescava?
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Davoli a merenda

 

di Filippo Davoli

E con oggi fanno tre (per ora). Docce. Sto parlando degli unici momenti di ristoro in questo scorcio agostano del 2017.
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Ma non avevano detto che rinfrescava? Già quindici giorni fa avevano preconizzato violentissimi temporali sulla nostra città, ma a parte la grandinata che ha imbiancato il litorale, su Macerata le solite amarissime quattro gocce, dopo le quali l’afa peggiora.
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Curiosa gente, i meteorologi: anticamente c’era il colonnello Bernacca, appuntamento fisso con i disegnini in bianco e nero delle mappe e delle isoipse (?) fornite dall’Aeronautica Militare, a ridosso del Telegiornale, anche se le previsioni le azzeccava sempre all’incontrario. Beh, meglio di niente: bastava sintonizzarsi per inversione e ci si prendeva sempre.
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Quasi uno di casa, il colonnello Bernacca. Lo vidi a un giuramento in Aeronautica a Firenze, credo nel 1987: come un bambino entusiasta gli corsi incontro: “Colonnello Bernacca, Colonnello Bernacca!”, e lui – altissimo, elegante e tutto d’un pezzo: “Generale, prego. Generale Bernacca!”. E scivolò via tra le alte uniformi senza un fiato di più. Una figuraccia (io). Ma anche una delusione (e che cavolo! Per me era e rimarrà sempre il colonnello Bernacca che arrivava in tv prima di Carosello). Non ebbi né tempo né prontezza per rispondergli “Mi scusi, Colonnello Bernacca. Non sapevo…”.
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Temperature record a Macerata

Oggi no: gli strumenti sono molteplici. Quelli televisivi rete per rete (alcuni con l’esperto che piega a nichilismo, e vede nera qualunque evoluzione; altri col sorriso stampato in fronte anche se un fortunale promette di spazzare via mezza Italia, etc.); poi ci sono quelli online con tutte i disegnini colorati, a volte addirittura virtualmente realistici: lì non c’è la voce ma l’intertestualità che – se sei facile alla dietrologia – ti permette di raffrontare pressione, temperatura, umidità di oggi con quelle di tutti i decenni precedenti. Un’operazione di alta scientificità e precisione orafo-meteorologica dove sentirsi alle prese col tentacolo del polipo di Brodskj è il minimo che possa capitare.
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Risultato? Non si sa. L’unica cosa certa è che il caldo imperversa e il sudore malignamente annulla i benefici delle molteplici docce.
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CALDODa metà luglio in qua è un continuo rimandare dell’abbassamento delle temperature: domani. No, dopodomani. Ma chi l’ha detto dopodomani? Almeno fino a metà settimana sarà ancora così. Alt: l’Italia è divisa in due, adesso il Nord è flagellato ma il brusco cambiamento sta arrivando anche al Centro. Si, ma quando? Come quando? Entro metà settimana, no?
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No. Siamo già scivolati beatamente verso il week end. Tanto che ha probabilmente, per una volta, ragione mia zia che – dal fondo della sua antica sapienza agricola – ha già dichiarato da almeno una settimana che “Fino a la luna nova scòrdete che cambia témbu!”. – Ma zia, lo vedono dai satelliti, non è più come ai tempi di Bernacca, adesso è tutto scientifico… – e lei, imperturbabile: “Fino a la luna nova scòrdete che cambia témbu!”, come se non avessi detto nulla e la mia voce fosse il ronzio di una mosca (a proposito: avete fatto caso che quest’anno ci sono pochissime zanzare e nessun pipistrello?).
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Nel 2003, le previsioni sul “rinfrescamento” vennero rimandate con costanza matematica di settimana in settimana: e da fine maggio, fino a tutto settembre, non ci fu verso di vedere abbassarsi la colonnina di mercurio. L’orizzonte era come la pianura sterminata della Puglia garganica, dove a puntellare il panorama ci sono soltanto piante di ulivo. Per fortuna, ad ottobre, i soloni delle previsioni ebbero il buon gusto di non affermare “Noi l’avevamo detto che prima o poi cambiava…”.
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Quando verrà l’agognato “rinfrescamento” dell’estate 2017, meno asciutta di quella del 2003 ma egualmente asfissiante? Speriamo che ci abbiano detto la verità e che ci abbiano preso, che ormai si sia intrapreso il conto alla rovescia. Altrimenti ci toccherà parlare, un’altra volta, di… rinfrescacce!



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