Giunta Corvatta, ultimo consiglio:
approvato il baratto amministrativo

CIVITANOVA - Si è svolta ieri la seduta numero 95 del quinquennio di mandato. Quasi unanimità per il provvedimento che a fronte di prestazioni da parte dei cittadini, come ad esempio la cura del verde, consente riduzioni del pagamento di tributi. Corallini sull'ex scuola Filippantò: "Locali occupati senza la convenzione firmata. Ho mandato tutto alla Corte dei conti"
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L’assessore ai servizi sociali Yuri Rosati

 

di Laura Boccanera

(Foto di Federico De Marco)

Si è svolto ieri l’ultimo consiglio comunale ordinario dell’amministrazione Corvatta. L’ultimo dei 5 anni di mandato, il 95esimo dal 2012 ad oggi. Si era riunito per la prima volta il 9 giugno del 2012 per il discorso del sindaco e i criteri di eleggibilità dei consiglieri e si è chiuso ieri 26 aprile. Una compagine di giunta e consiglio che è cambiata nel corso degli anni (tre gli assessori che si sono succeduti, Antonella Sglavo ai servizi sociali a cui è subentrato Yuri Rosati, Doriana Mengarelli al bilancio poi sostituita da Giulio Silenzi che ha accorpato le deleghe e Francesco Micucci che ha lasciato il posto a Gustavo Postacchini dopo l’elezioni nel consiglio regionale). Ora il consiglio potrà riunirsi solo in formula straordinaria per approvare atti urgenti o improcrastinabili. Ieri all’ordine del giorno una serie di punti di urbanistica su piano particolareggiato e alienazioni minori, ma soprattutto a chiudere l’era Corvatta è stata l’approvazione del baratto amministrativo. Prima dell’apertura dei lavori un saluto da parte dell’assessore Gustavo Postacchini che dopo 17 anni in politica ha deciso di non chiedere deroghe per il terzo mandato e non si ricandiderà chiudendo qui la sua esperienza amministrativa. Soddisfazione per l’approvazione del baratto amministrativo che ha incassato 18 sì e un’astensione.  «Il regolamento è un orgoglio per la città – ha detto l’assessore ai servizi sociali Yuri Rosati – non è stato semplice per un comune come Civitanova riuscire a stabilire i criteri e le modalità di intervento, abbiamo studiato, arriva dopo 2 anni di lavoro ed è il frutto dell’impegno di tutti, maggioranza e opposizione». Uno strumento utilizzato per far partecipare più attivamente la popolazione alla vita del proprio comune, offrendo servizi e al tempo stesso ricevere delle agevolazioni, esenzioni e riduzioni sulle tariffe. «Il baratto amministrativo è una ulteriore possibilità di venire incontro alle esigenze economiche dei concittadini – ha detto il sindaco –  barattando parzialmente o totalmente alcuni tributi o tariffe con una attività di riqualificazione urbana, come ad esempio manutenzione di aree verdi, pulizia strade, manutenzione di giochi, lavori di piccola manutenzione di edifici comunali. Lo scopo del baratto amministrativo è quello di dare ulteriore dignità alle persone che, pur in difficoltà, possono fornire un contributo materiale al bene comune. Siamo veramente orgogliosi di dare, primi tra i grandi comuni delle Marche, una ulteriore opportunità ai civitanovesi». L’attività partirà ora in forma sperimentale e i progetti verranno individuati dall’amministrazione comunale e sottoposti ai volontari con una graduatoria che privilegerà le fasce più deboli.

ultimo-consiglio-comunale-minoranza-morresi-marzetti-carassai-corallini-civitanova-FDM-6-325x217Il consiglio si è aperto però con un’interrogazione che non si è svolta nel dibattito, ma solo nell’esposizione da parte del consigliere Corallini a causa dell’assenza giustificata dell’assessore Cristiana Cecchetti. Corallini ha inviato mesi fa alla Corte dei conti un fascicolo sull’utilizzo dei locali dell’ex scuola Filippantò assegnata all’associazione Rosa dei venti. Assegnata, ma, pare, consegnata senza la convenzione firmata: «la convenzione non è mai stata stipulata – dice Corallini – l’associazione si è insediata senza rispondere degli oneri che erano presenti nella convenzione come allacci utenze e polizze. C’è solo l’energia elettrica che è stata attaccata alla rete pubblica. Non hanno mai pagato le utenze e inoltre anche lo scopo per la quale la scuola è stata assegnata, ovvero iniziative culturali, appaiono discutibili. E’ una vergogna. Ho inviato tutto alla Corte dei conti per la valutazione del danno erariale».

 



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