Gagliole riapre la zona rossa
“Ma i soldi della solidarietà
sono stati bloccati”

SISMA - Diverse famiglie sono tornate nelle loro case. Il comune è il primo che riesce a riaprire la zona off limits. Il sindaco Mauro Riccioni: "In autunno contiamo di completare la ricostruzione leggera. Abbiamo fatto tutto da soli, lo Stato è assente"
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Il taglio del nastro

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di Monia Orazi

Gagliole è stato questa mattina il primo comune marchigiano del cratere a riaprire la zona rossa. Il taglio del nastro, intorno alle 11,30, è stato fatto da Jordan Francesco Fichera, 7 anni, insieme al sindaco Mauro Riccioni. “Consegnamo questo luogo a chi ci dovrà vivere in futuro, come il piccolo Jordan – ha detto Riccioni – dopo i lavori di messa in sicurezza della rocca, che così siamo sicuri non cadrà, ma non sappiamo quando potrà tornare ad ospitare gli scatti delle bellissime spose che la sceglievano per il loro album di nozze, oggi il centro storico riparte da un punto di vista simbolico e pratico, perchè alcune decine di persone dopo quasi otto mesi, torneranno a vivere nelle loro case. Entro breve contiamo di far partire la ricostruzione leggera, così altri potranno rientrare in autunno”. Sono serviti quaranta giorni di lavori degli operai della Grimaldi costruzioni, mille e cinquecento morsetti per fissare pali in acciaio, tiranti metallici e rinforzi lungo i lati del secolare monumento, per evitare che le ferite del terremoto facessero cadere il simbolo di Gagliole. I sopralluoghi per le Fast sono terminati già da quaranta giorni, metà del patrimonio edilizio comunale è inagibile, con la punta del 90 per cento a Selvalagli. “Riapro con il magone – ha continuato Riccioni – la settimana scorsa ci hanno detto che non potremo spendere i soldi raccolti dalla solidarietà di tante persone. Non siamo vincolati dal patto di stabilità, ma per le cifre che superano la spesa effettuata l’anno scorso, non possiamo erogare nulla. Queste cifre rischiano di restare parcheggiate diversi anni. E’ questa la lezione morale di uno Stato assente, tutto ciò che abbiamo fatto qui, dalla prima accoglienza sino alla riapertura della zona rossa, lo abbiamo fatto da soli e soltanto grazie al supporto delle associazioni di volontariato, dei singoli cittadini. La Protezione civile nazionale, la Regione, lo Stato non ci sono stati. Vorrà dire che d’ora in poi chiederemo casette, beni alimentari per la casa di riposo, materiale per la scuola direttamente in natura, così non ce lo possono sequestrare. Faccio un accorato appello ai colleghi sindaci a denunciare questa assurdità”.

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