Il ministro Orlando a Civitanova:
“ripensare la filiera
della ricostruzione”
POLITICA - Il candidato alla segreteria del Pd ha parlato di sisma e sicurezza: "Nel ddl misure per inasprimento delle pene. Chiederò più polizia per questa città". E tra le proposte per la guida dei democrat la scissione tra premier e leadership del partito nazionale

Da sinistra il segretario del Pd civitanova Mirella Franco. l’onorevole Luciano Agostini, il Ministro Andrea Orlando e Giulio Silenzi
di Laura Boccanera
(Foto Federico De Marco)
«Occorre ripensare alla risposta del Governo sul terremoto. C’è una filiera che va risistemata, nei comuni il problema è ricostruire prima che vengano meno funzioni di carattere essenziale». Così il Ministro alla giustizia Andrea Orlando che ha fatto tappa a Civitanova oggi pomeriggio in vista della corsa alla segreteria del Partito Democratico. Orlando ha risposto così alle sollecitazioni del vicesindaco Giulio Silenzi che ha portato il Ministro a rispondere su due temi di rilevanza come sisma e sicurezza. E sulla competizione per la leadership del partito dichiara: «se sarò eletto segretario del Pd non farò il premier». Orlando arriva con un’ora e mezzo di ritardo rispetto all’orario previsto, trattenuto a Campotosto e nelle zone del sisma e della passata emergenza neve nel Gran Sasso.
Gremita la sala consiliare del comune di Civitanova dove viene accolto dal segretario del Pd Mirella Franco e da Giulio Silenzi che sollecita il Ministro a fornire risposte per il territorio e sul locale: «a Civitanova facciamo fatica ad avere un poliziotto in più. La sicurezza è un tema che è cavalcato dai populisti, ma la sicurezza è un bene irrinunciabile, fateci assumere più forze di polizia». Orlando ha rassicurato che il ddl che andrà al voto la prossima settimana contiene un inasprimento delle pene e delle misure cautelari per chi viene beccato a fare furti negli appartamenti: «Il numero dei reati è sceso del 9%, ma alcuni, come quelli predatori sono aumentati, mi farò latore della richiesta di maggiori forze dell’ordine» – ha sottolineato il ministro alla Giustizia. E poi il vicesindaco ha ricordato come nel 1997 la ricostruzione delle Marche fu un modello di trasparenza ed efficacia esprimendo però le proprie perplessità in merito alla ricostruzione attuale: «il modello studiato dal governo è sbagliato – sentenzia Silenzi – non ci può essere un solo commissario a gestire un’emergenza su un territorio così vasto, lo schema deve essere diverso, con il presidente di ogni regione a fare da commissario e a dialogare con le necessità dei sindaci, altrimenti i ritardi ci travolgeranno, ancora non c’è una bussola e occorre avere il coraggio di affrontare il problema».
Una proposta e un appello condiviso dal Ministro che ha confermato che «occorre ripensare alla risposta del Governo». Sulle proposte per il partito e sulla competizione interna che lo vede contrapporsi all’ex premier Matteo Renzi e al presidente della Regione Puglia, Andrea Orlando ha parlato di scissione tra la figura del premier e quella del segretario del partito e della necessità di riunire l’Italia per riunire il Pd con un Governo che faccia alleanze solo a sinistra. «Il referendum è stato un trauma – ha dichiarato il candidato alle primarie del partito – abbiamo perso perchè si è sfilacciato il rapporto con la nazione e faremmo un errore a non interrogare quel malessere. Abbiamo fatto finta di non vedere le disuguaglianze del Paese».















Ma noi un premier così mica ce lo vorremmo perdere.