Castelsantangelo ordina 48 casette:
“Dopo 6 mesi, basta chiacchiere”

SISMA - Il sindaco Falcucci: "Speriamo di averle per l'estate". Le strutture saranno montate dal consorzio Arcale che ha vinto, lo scorso maggio, il bando nazionale
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La zona rossa di Castelsantangelo sul Nera

 

di Federica Nardi

Sono 48 le casette ordinate dalla Regione per Castelsantangelo sul Nera e per la frazione di Gualdo. Rispettivamente 36 per il borgo e 12 per Gualdo. Altre 12 la settimana prossima saranno ordinate per la frazione di Nocria dove però “aspettiamo conferma per la copertura economica – dice il sindaco Mauro Falcucci – perché servirà rifare la strada da capo”. A Vallinfante invece, spiega Falcucci “sono previste altre 10 casette ma prima bisogna studiare il dissesto idrogeologico che mette a rischio la zona individuata per posizionarle e solo allora possono iniziare i lavori. I residenti sono già stati informati”.

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Il commissario Vasco Errani con il presidente Luca Ceriscioli e (al centro) il sindaco di Castelsantangelo Mauro Falcucci

L’ordine convalidato oggi dal Responsabile unico del procedimento regionale (Rup) è stato fatto al consorzio Arcale di Firenze, che a maggio 2016 ha vinto l’appalto nazionale per le soluzioni abitative di emergenza (Sae). Il costo al metro quadro indicato dalla convenzione e di circa mille euro. “Il consorzio prepara le piazzole e le case. Fanno tutto loro – dice Falcucci – I tempi contrattuali non li conosco ma mi auguro di averle per primo. Confido per maggio o giugno, fine primavera”. Perché a Castelsantangelo il terremoto ha cominciato a distruggere “dal 24 agosto – dice il sindaco – e dal 26 avevo già indicato le aree. Voglio avere pari trattamento come le altre realtà che hanno avuto il primo terremoto”. Sulle riunioni che si susseguono con il commissario alla Ricostruzione Vasco Errani, la Regione e la Protezione civile Falcucci chiede a gran voce “risposte diverse tarate su diversi interventi. Bisogna intervenire per aree omogenee come avevano detto a dicembre. Cosa che non si è più fatta. Io non voglio dire chi ha danni maggiori o minori ma ci sono situazioni diverse e non si possono fare riunioni che non hanno senso. Bisogna che le Marche alzino la voce e accelerino i tempi. Dobbiamo attrezzarci e strutturarci in modo operativo. Abbiamo avuto problemi con le stalle, problemi con tutto. Basta con le chiacchiere e iniziamo con i fatti, sono passati 6 mesi”.



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