Addio a Dionisio Bertini,
la sua polenta conosciuta in tutta Italia

TREIA - Il pioniere maceratese della coltivazione dei cereali minori è morto a 88 anni nella sua abitazione di Santa Maria in Selva. Il funerale domani (mercoledì) alle 15 nella chiesa della frazione. Il sindaco Franco Capponi: "Nel suo nome proseguiremo i progetti sulla filiera agricola locale"
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Dioniso Bertini

E’ morto questa mattina nella sua abitazione di Santa Maria in Selva a Treia Dioniso Bertini. Era il pioniere della coltivazione dei cereali minori in provincia di Macerata. Aveva 88 anni.  La sua polenta era conosciuta in tutta Italia, era stato festeggiato lo scorso marzo come il più anziano produttore delle Marche (leggi). Il funerale si svolgerà domani mercoledì alle 15 nella chiesa della frazione. Lascia la moglie Ileana Monti e i figli Andrea e Maria Rosaria. Nel 1994 sotto la presidenza di Oscar Luigi Scalfaro aveva ricevuto il titolo di Cavaliere della Repubblica. Lo ricorda con commozione il sindaco di Treia Franco Capponi: “Era un amico, ed è stato il mio primo datore di lavoro come presidente di una cooperativa agricola. Un anziano ‘giovanissimo’ per la sua propensione all’innovazione. Aveva animato il mondo agricolo promuovendo cooperative ed è stato il fondatore della Coldiretti treiese. I suoi contatti andavano oltre la nostra regione fino in Valsugana”. Recentemente si stava occupando per l’Assam della conservazione delle biodiversità e con l’università di Agraria di Ancona aveva lanciato un progetto di filiera corta per la ristorazione a chilometro zero nelle scuole e negli ospedali: “Vogliamo nel suo nome – continua Capponi – portare avanti questo importante obiettivo, economico e sociale, le sue due passioni che svolgeva in modo volontario”.

 

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Il convegno dell’Accademia Georgica in municipio a Treia

Il ricordo dell’Accademia Georgica di Treia:  “La scomparsa di Dionisio Bertini lascia un grande vuoto non solo tra i familiari, gli amici e i conoscenti ma anche tra gli appassionati di prodotti agricoli tradizionali del Maceratese e delle Marche.  L’orzo, la segale, il frumento, il Triticale, le antiche varietà di granoturco o granturco, il grano saraceno, sono cereali che in passato, anche nel territorio collinare e montano della nostra provincia, hanno avuto un ruolo fondamentale nella storia dell’alimentazione umana, garantendo contestualmente la gestione del territorio. Dopo gli anni Cinquanta la coltivazione di questi cereali minori è progressivamente calata lasciando spazio a colture più remunerative, ma nonostante ciò l’amico Dionisio si è sempre prodigato nel coltivarle quale appassionato al fine di non perderne la loro importanza. Dall’assessorato regionale all’Agricoltura all’Assam, fino alla Facoltà di Agraria dell’Università Politecnica delle Marche conoscevano la tenacia di Bertini nel sostenere la riscoperta di questi cereali minori in particolare per la qualità nutritiva delle farine. L’Accademia Georgica di Treia lo ricorda con affetto in particolare per le molteplici collaborazioni, tra le quali l’ultima da lui fortemente voluta e sostenuta: la realizzazione di un convegno sui Cereali Minori della Biodiversità Agraria nella dieta Mediterranea che si è svolto a Treia il 21 novembre 2015 nella sala consiliare.”

Cordoglio anche dalla Coldiretti Macerata: “Noto a tutti per essere uno dei produttori più anziani delle Marche, Bertini era anche un ultraveterano della Coldiretti, visto che nel settembre del lontano 1949 organizzò le prime sezioni dell’organizzazione in provincia di Macerata. Nelle campagne di Treia produceva orzo e legumi biologici oltre ad essere uno degli agricoltori-custodi che, assieme all’Assam, garantiscono la tutela del mais quarantino, varietà di granoturco a rischio estinzione, con cui realizzava una polenta che andava di persona a promuovere e vendere addirittura in Valsugana, patria di questo piatto” . “E’ una grave perdita per tutta l’agricoltura marchigiana – sottolineano il presidente della Coldiretti Macerata, Francesco Fucili, e il direttore Giordano Nasini –. Dioniso era un esempio per tutti, con il suo infaticabile entusiasmo e la sua passione per la tutela della biodiversità, cui ha consacrato tutta la sua attività. Ci mancherà”.

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