Papa Francesco a Capponi:
“Porta il mio abbraccio ai treiesi”
L'INCONTRO - Il sindaco ha scambiato qualche parola con il pontefice durante l'udienza a Roma grazie al gemellaggio con la cittadina argentina di Monte Buey: "Dopo tanti giorni estenuanti è stato un momento speciale per noi"

Alcuni dei sindaci presenti all’udienza: da sinistra Franco Capponi, Francesco Giubileo, Rosa Piermattei, Ornella Formica, Romano Carancini, Ilenia Catalini e Luigi Monti
“Il Papa mi ha detto di portare il proprio abbraccio a tutti i miei concittadini e posso dire che dopo tanti giorni estenuanti questo è stato un momento speciale per ognuno di noi sindaci”. Sono ancora vive nel cuore e nella mente del sindaco di Treia, Franco Capponi, le parole di papa Francesco incontrato nell’udienza riservata alle popolazioni colpite dal terremoto di giovedì scorso (leggi l’articolo). “Il fatto di rappresentare Treia e di avere un gemellaggio con la cittadina argentina di Monte Buey mi ha permesso di scambiare qualche parola in più con papa Francesco – racconta Capponi – Mi ha chiesto dov’era Treia e gli ho risposto che anche la nostra terra è stata terra di emigrazione, soprattutto verso l’Argentina, come avvenuto alla sua famiglia. È stato più volte a Monte Buey e me ne ha parlato come una cittadina dove tutti parlano italiano ma ognuno col proprio dialetto e che per questo non capiva nessuno”. Una parentesi di ricordi allegri in una giornata dedicata non solo ai cittadini ma anche al grande lavoro degli amministratori in prima linea nell’emergenza. “Non posso farvi nessun sermone quello che dico oggi è ispirato dalle vostre parole – racconta il primo cittadino delle parole rivolte dal pontefice ai sindaci – Si è detto anche orgoglioso dei suoi parroci che non hanno lasciato la terra e i loro fedeli. Il suo messaggio, l’accoglienza che ha riservato a noi sindaci, salutando e scambiando parole con ognuno di noi, ma soprattutto la vicinanza alle popolazioni, alle istituzioni dei territori colpiti, è stato un atto di grandissima umanità e solidarietà, che ci aiuta a tenere alto lo spirito e il cuore con cui affrontare quello che ci aspetta.

Qualcosa di concreto no?
Il grande afflato che si respira nelle parole del Capponi lascia intuire che la memorabile udienza ha restituito al territorio una schiera di sindaci pronti ad affrontare per esso finanche il martirio.
Bravo Capponi, peccato non aver promesso di far suonare le campane. Quando ti ricapita più un’occasione così…