Meningite, boom di vaccinazioni
Presi d’assalto gli ambulatori:
“A Macerata centinaia di richieste”

SALUTE - Tiziana Bentivoglio, responsabile della Prevenzione per l’Area vasta 3: "E' una psicosi, abbiamo quasi esaurito le scorte". Il Servizio sanitario regionale rassicura: "Non ci sono nuovi casi"

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Un vaccino (foto d’archivio)

 

di Federica Nardi

Boom di richieste di vaccini contro la meningite da meningococco in provincia di Macerata. «È una psicosi – dice Tiziana Bentivoglio, responsabile della Prevenzione per l’Area vasta 3 –  da dieci giorni abbiamo gli ambulatori pieni con centinaia di persone di qualunque età che richiedono il vaccino contro la meningite. Abbiamo quasi finito le scorte e sono partiti gli ordini. La cosa veramente strana è che anche i genitori che hanno deciso di non vaccinare i bambini ora ci chiedono di vaccinarli per il meningococco senza porsi problemi per tutte le altre malattie. Serve riprendere un rapporto con la realtà corretto e riavvicinarsi alla pratica delle vaccinazioni secondo i piani regionali. Solo così potremo smettere di preoccuparci delle malattie infettive». I batteri che più frequentemente causano la meningite sono lo pneumococco, il meningococco e l’haemophilus influenzae (batterio da non confondere con il virus influenzale). Già dal 2010 la Regione ha inserito nel proprio calendario vaccinale le vaccinazioni antimeningococcica e antipneumococcica per i nuovi nati e vaccina, da molti anni, i bambini con l’esavalente. Un vaccino che oltre a proteggere da malattie come poliomielite, epatite b, tetano, difterite e pertosse, assicura protezione anche dalle meningiti causate da haemophilus influenzae. L’importante, dice Bentivoglio, «è vaccinare i bambini e gli adolescenti che sono le fasce più a rischio di ammalarsi e di trasmettere. Se si vaccinano loro la popolazione è già coperta anche perché gli adulti raramente contraggono la meningite C o B». Anche il Servizio sanitario regionale rassicura in una nota: «Nelle Marche non ci sono nuovi casi di meningite legata al meningococco». E ribadisce: «25 genitori su 100 nel 2015 hanno rifiutato l’offerta gratuita della vaccinazione contro il meningococco C. Lo stesso vaccino per cui ora c’è tanta richiesta da parte della popolazione». Le richieste comunque, dice la Regione, «non corrispondono a un reale incremento dei casi nella nostra regione dove, al contrario, si è registrato un numero inferiore di casi di meningite menigococcica negli ultimi anni».

COME VACCINARSI – Data la corsa al vaccino in ogni caso la Regione offre agli adulti «per cui le vaccinazioni antimeningococciche non sono previste né raccomandate» la possibilità di accedere alle vaccinazioni con la formula del co-pagamento: il costo del vaccino, a carico del cittadino, è pari al prezzo di acquisto sostenuto dall’Asur (tranne per i residenti nei Comuni colpiti dal sisma che invece possono vaccinarsi gratuitamente). Inoltre per evitare lunghe attese e organizzare al meglio il lavoro degli operatori, la Regione raccomanda di prenotarsi utilizzando il numero di telefono dei servizi vaccinali di riferimento della provincia di appartenenza. Per quanto riguarda i bambini, l’invito rivolto a tutti i genitori è quello di rispettare il calendario vaccinale e sottoporre i figli a tutte le vaccinazioni raccomandate e offerte gratuitamente, seguendo le indicazioni dei Servizi vaccinali dell’Asur e del proprio pediatra.

I DATI – Ogni anno nelle Marche vengono registrati, nel sistema informativo, da 0 ad 8 casi di meningite da meningococco. Nel 2016 ne sono stati registrati 6. Nei sei anni (2000–2006) precedenti l’avvio della offerta vaccinale ai nuovi nati, sono stati registrati complessivamente 30 casi di meningite da meningococco. Negli ultimi 6 anni (2010-2016) i casi complessivi sono stati 19, con una riduzione del 40 percento, anche grazie alle vaccinazioni che vengono offerte attivamente e gratuitamente a tutti i bambini.

 

 


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