Raffaele Curi, nel ‘cuore’ di Macerata
ricordando ‘serate magiche’
SFERISTERIO - L’attore insieme con i fratelli Cherchi, figli del direttore di Villa Quiete che accolse le celebrità di tante stagioni liriche. “Sono vicino a chi soffre a causa del terremoto. E Cronache Maceratesi, anche con il suo Annuario, ci offre un’importante testimonianza sul campo”
di Maurizio Verdenelli
A Capodanno e dintorni, come noto, la magia è possibile. Così vicolo Viscardi può trasformarsi in uno dei ‘camminamenti’ interni dell’arena Sferisterio che porta idealmente dritto dopo una trionfale ‘prima’ di Traviata, nell’estate dell’84 al Salone delle Feste di Villa Quiete dove come nel celebre finale di ‘Titanic’ ad attendere l’Ospite attesa insieme con il suo Anfitrione, c’è il Direttore pronto ad uno dei suoi leggendari baciamano. L’altra sera nel ristorante della poetessa Manuela Marino (‘Frecandò’, chef Giuseppe Amoroso: l’unico nel centro storico privo di insegna e senza insegne direzionali) la magia si è compiuta.
Il Direttore (Bernardo Cherchi) e l’Ospite (Laura Antonelli) non ci sono più: il primo da alcuni anni ormai, la seconda dal 22 giugno dello scorso anno, ma gli altri protagonisti sì. “Quando l’abbiamo rivisto, ci sono passati davanti gli anni meravigliosi della nostra famiglia a Villa Quiete, il luogo dopoteatro delle stagioni liriche di Calise-Perucci e Proietti: i cast artistici ‘tutte stelle’, gli ospiti famosi, i testimonial che facevano sognare per un futuro senza problemi dell’opera maceratese: Fendi, Martini (un patto già concluso autoaffondato da un report commerciale partito dal maceratese, ndr)”. Ricordi e voce dei fratelli Cherchi: Andrea, Enrico e Cecilia (una bambinetta nell’84, ragazzi gli altri) figli di Bernardo.
L’uomo delle ‘Stelle’ della loro memoria è Raffaele Curi, attore e regista, direttore artistico della Fondazione Esperimenti di Alda Fendi premiata con lo ‘Svoboda’ dall’Accademia a due passi da vicolo Viscardi. Per Raffaele, da Potenza Picena, il ritorno a casa per le Feste è un impegno fisso. A Macerata, il 22 aprile scorso in occasione della ‘settimana’ dedicata alla città da parte di ‘Panorama’ aveva intervistato Dante Ferretti (con cui ha realizzato una performance teatrale a Roma legata ai luoghi dell’Adriatico) al teatro Lauro Rossi insieme con Emanuela Fiorentino, maceratese, vicedirettrice del periodico. Un affollato appuntamento che sembrava aprire la …luce ad un progetto di illuminazione del centro maceratese da parte del Premio Oscar e recente laureato ad honorem in Architettura a ‘La Sapienza’ di Roma. Per il momento non pare debba andare così e Ferretti ha avuto modo a Recanati di dolersene. Curi e lo scenografo sono amicissimi dai tempi della giunta Menghi, un sodalizio nato per un progetto, anche quello arenatosi per le dimissioni poi date dallo stesso Ferretti, allora assessore alla Cultura: si trattava di un festival sul modello di Sundance film, dedicato al cinema indipendente, promosso da Robert Redford a Salt Lake City e ad Ogden negli Usa (nello Stato dell’Utah).Nel ‘locale’ di Manuela, Raffaele era accompagnato dall’amica di sempre, Letizia Testa. E’ stata l’occasione per lo scambio di doni e pure per una breve chiacchierata e la …lettura dell’annuario di Cronache Maceratesi.
Che te ne sembra di questo lavoro della redazione di Cm?
“Meraviglioso! Sfogliarlo è davvero intrigante: avevo apprezzato l’annuario 2015. Questo rappresenta uno sforzo ancora maggiore e mi riferisco all’inserto sul terremoto. Un’importante testimonianza ‘sul campo’, un faro sempre acceso da parte del vostro giornale su questo immenso dramma, che non deve essere minimamente dimenticato o sottovalutato. La mia casa di famiglia è a Potenza Picena, un comune che non è nel cratere sismico, ma il mio cuore, sì. Seguo da Roma e da qualsiasi altra parte d’Italia e del mondo dove mi trovo, gli avvenimenti passo passo e sono davvero vicino ai miei conterranei che soffrono!”
Progetti per il futuro, Raffaele?
“Sempre legati all’analisi critica della realtà, rispondente ad un taglio preciso. Insomma esperimenti per un nuovo approccio, ad un ‘altra’ introspezione. Un esempio riuscitissimo? ‘Parsi’, nel nome dell’antica lingua persiana un’azione teatrale con letture del poeta Umar Khayyam, legata alla ‘mostra’ di due degli ‘scatoloni’ che fecero scandalizzare il mondo: quelli che servirono a ‘coprire’ le nudità dei capolavori dei Musei Capitolini in occasione all’inizio del 2016 della visita del Presidente dell’Iran, Hassan Rohani. Che fece dire al ‘tolentinate’ Paolo Gentiloni, allora ministro degli esteri: ‘Poggi si avvera il sogno di Enrico Mattei’…un altro marchigiano di gran nome”. E proprio nel nome di Mattei tornerò a Macerata per la piece ‘In memoria di un petroliere e di uno scrittore’ (che la Ctr mette in scena per la regia Paolo Nanni, che conclude una serie di eventi legata al fondatore dell’Eni e a Pier Paolo Pasolini ndr)”.


ancora vivo il ricordo di direttore artistico dello sferisterio, negli anni 80, con regie di grandi registi innovatori nell’allestimento di opere tradizionali, Rassel, Argento….fecero scalpore, ho molto apprezzato quelle novità..che con gran dispiacere non si fecero più…ai maceratesi non piace la ricerca….peccato…il tradizionale rimane sempre non morirà mai…..provare altre scene, regie è fondamentale, …si deve osare….
E’ una fortuna vivere per rivivere quei tempi indimenticabili, quando c’erano uomini con le idee, disposti a rischiare per realizzarle. Fu una specie di “rinascimento” in piccolo, nel tempo e nello spazio: Macerata era il palcoscenico in cui si muovevano, operavano e ci faceva sognare nomi celebri, che oggi non ci sono più. Tra costoro Raffaele Curi era come il montatore del montaggio di un film: tagliava, aggiungeva e coordinava i vari pezzi dello spettacolo cittadino.
Siamo arrivati alla crisi di tanti valori. Abbiamo avuto il terremoto che ci ha dato un nuovo senso della realtà.
Il, Mondo di Curi è scomparso? Sì, però qualcosa di nuovo è già avvenuto. All’epoca, il Palazzo Buonaccorsi come contenitore d’Arte non c’era, mentre oggi c’è. Quindi, qualcosa di buono è stato fatto… Coraggio.