Il Soroptimist riflette sul terremoto:
Tondi fa la radiografia del Vettore

MACERATA - Il docente Unicam è intervenuto durante l'evento proposto dal club presieduto dalla presidente Adelaide Pangrazi. Il presidente di Confidnustria Pesarini: "Ora si pone il problema del dove e come ricostruire"
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Il geologo Tondi durante l’incontro del Soroptimist con la presidente Adelaide Pangrazi

 

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di Donatella Donati

Nel giorno indicato dalle Nazioni Unite anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (10 dicembre) il Soroptimist di Italia ha deciso di dedicare le riunioni di club per raccolta fondi per le zone terremotate delle Marche. La presidente del Club di Macerata Adelaide Pangrazi ha organizzato a Villa Quiete un incontro dal tema ‘I terremoti dell’estate autunno 2016: dalla gestione dell’emergenza alla prevenzione’. Hanno partecipato le socie, persone direttamente coinvolte negli esiti tragici del terremoto ed esperti del problema dal punto di vista scientifico e legale. Il relatore Emanuele Tondi, professore associato di Geologia strutturale all’università di Camerino, è capofila di un gruppo di ricerca che valuta il potenziale sismogenetico delle faglie attive e il loro ruolo nella circolazione dei geofluidi sotterranei. Con numerose slide ha fatto la radiografia essenziale del Monte Vettore e delle zone soggette al pericolo di terremoti e ha indicato come principio fondamentale degli interventi la prevenzione dei danni delle eventuali scosse sismiche, giudicando fondamentale il sistema preventivo rispetto a quello ricostruttivo. Il professore ha insistito sulla necessità che nell’intervallo di tempo tra un terremoto e il successivo, durante il quale la natura ci concede una tregua più o meno lunga si programmino interventi che potranno servire a meglio difenderci in futuro .

 

soroptimist_tondi-1-400x300Oggi i comuni si sono attivati per affidare ai geologi analisi del suolo adeguate alle costruzioni ma fino a qualche tempo fa la professione del geologo sembrava una sine cura e molti di loro erano costretti a svolgere professioni diverse dalla loro formazione.
Sul sistema ricostruttivo ci sono stati vari interventi che coincidono con le speranze e le indicazioni di coloro che hanno perduto la casa, degli industriali che hanno dovuto interrompere l’attività produttiva, degli abitanti in genere delle zone da ricostruire. Molto opportuno è stato l’intervento del presidente di Confindustria di Macerata, Gianluca Pesarini, che ha posto in evidenza non solo i danni strutturali delle fabbriche ma anche la difficoltà di far raggiungere il posto di lavoro agli operai quasi tutti collocati per la prudente evacuazione lungo la costa. Si pone adesso così il dove e il come ricostruire. Io ricordo una querelle famosa che ci fu nel decennio successivo alla fine della guerra a Firenze per la ricostruzione del ponte di Santa Trinità completamente distrutto. Due ideologie si confrontarono: visto che esistevano ancora i disegni dell’Ammannati ricostruirlo ‘dov’era e qual era’ e chi invece ne desiderava il totale rinnovamento con criteri architettonici sia esteticamente sia strutturalmente più moderni. Vinse la conciliazione tra le due soluzioni. Il dibattito si è fermato con molto interesse sulla famosa divisione in quattro zone sismiche fatta nei primi anni duemila . Mario Paciaroni, già procuratore della Repubblica, ha chiesto come mai l’Aquila era stata posta nella zona 2, quella di pericolo meno elevato, mentre nella zona 1 era stato messo il Parco nazionale d’Abruzzo dove a rischio era solo l’orso marsicano, supponendo la presenza di ragioni politiche ed economiche in quella classificazione. Qui il discorso si è prudentemente fermato ma è chiaro che ci sono state delle responsabilità e la conclusione del seminario è stata quella dell’invito alla maggiore attenzione, sicurezza e trasparenza perché non succeda più che vengano costruite scuole come quella di Norcia fortunatamente illesa, sopra una faglia, e perché i Comuni, gli architetti e gli ingegneri diano più credibilità alle mappe sempre più aggiornate delle faglie. Bisogna anche fare appello alla coscienza civile di chi si fa costruire una casa perché nello scegliere il luogo, i materiali e le tecnologie consigliate si attenga ai regolamenti e alla normativa. Ne va dell’avvenire delle nuove generazioni oltre che della conservazione intelligente del territorio.



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