Case in affitto per gli sfollati,
nasce una rete trova alloggi

TOLENTINO - Proprietari di immobili agibili ed agenzie immobiliari si sono uniti. Inviando una mail con le richieste dei singoli casi sarà possibile aiutare gli sfollati. L'idea è nata nella riunione promossa dallo studio di architettura e design Trepuntozero e alla quale hanno partecipato architetti, ingegneri, geometri, geologi e tecnici
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L'incontro per far nascere la rete

L’incontro per far nascere la rete

 

Una rete di contatti per agevolare i terremotati rimasti senza casa a trovare un alloggio in affitto. L’idea è nata nella riunione della settimana scorsa, a Tolentino, promossa dallo studio di architettura e design Trepuntozero e alla quale hanno partecipato architetti, ingegneri, geometri, geologi e tecnici provenienti da diverse province della regione. «Abbiamo organizzato insieme ad altri colleghi una rete di proprietari di immobili agibili ed agenzie immobiliari sia sulla costa che nell’entroterra che hanno disponibilità di appartamenti in affitto – spiega Alessia Scarpeccio, architetto – in questo modo chi sta cercando una casa sicura in cui vivere almeno in questi primi mesi può inviare una mail a: casapertutti2016@gmail.com. E’ necessario specificare il comune di residenza, dove si cerca l’immobile e le particolari esigenze di ciascun richiedente. L’attività è completamente gratuita». All’incontro, organizzato per riflettere e confrontarsi su vari aspetti della ripartenza post sisma e a cui hanno preso parte anche l’assessore comunale all’Urbanistica di Tolentino, Emanuele Della Ceca, e (in collegamento telefonico) il consigliere, con delega alla Cultura, Alessandro Massi, il punto di partenza del confronto è stata la figura del cittadino, costretto dai terremoti ad un nomadismo indotto, per poi proseguire con le attività commerciali ancora aperte, realtà che più di tutte stanno risentendo le conseguenze dello svuotamento dei centri storici.

Tutti i tecnici si sono detti concordi sul fatto che ciascun abitante dei comuni colpiti dai sismi debba riavere al più presto i propri luoghi di aggregazione, oltre naturalmente alle proprie città e case. «Stiamo lavorando per i nostri amici, parenti, per chiunque ora si trovi a convivere con i disagi post sisma – aggiunge l’architetto Scarpeccio –, organizzando per loro degli incontri pubblici in accordo con amministratori, associazioni di categoria e attori del territorio per una maggiore chiarezza e informazione sulle future prospettive e metodi di ricostruzione». Alla tavola rotonda è intervenuto anche l’architetto Cesare Salvatori: «Un evento di così ampia portata che coinvolge tutto il territorio e tutte le forme sociali deve portarci a riflettere con un salto di scala che non può interessare solo un singolo edificio. L’occasione ci offre l’occasione “zero” dalla quale ripartire e riflettere su scala territoriale su paesaggi, borghi, centri storici e periferie, per poi concludere con il singolo edificio con le sue tecniche e tecnologie». Attivato il team che cercherà di offrire una soluzione a chi in questo periodo di molteplici difficoltà, sta cercando un nuovo alloggio che gli dia la tranquillità persa dal 26 ottobre.



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