Pioraco non va sulla costa:
per gli sfollati requisito capannone

TERREMOTO - Il Comune ha allestito l'edificio che da questa sera accoglierà chi è senza casa. Montata anche la cucina da campo. Il sindaco Tamagnini: "La sicurezza delle persone è la priorità, la cartiera è la più grande preoccupazione perchè senza cartiera non c'è più nulla"
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Il capannone sequestrato a Pioraco

 

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Lo spazio dove saranno alloggiati gli sfollati

 

di Monia Orazi

A Pioraco il Comune non si arrende e per gestire l’emergenza ha requisito un capannone industriale dismesso, che diventerà la nuova casa di quanti non possono entrare più nelle loro abitazioni lesionate dal sisma. «L’idea del capannone può essere un modello per gli altri centri, non vogliamo spopolare queste zone. Il terremoto è stato devastante, abbiamo alcune centinaia di sfollati, Seppio non esiste più, questa mattina abbiamo firmato l’ordinanza di demolizione di alcuni edifici, la frazione è isolata, lungo la strada per Pioraco sono caduti i massi, quella che passa ai Piani di Lanciano è chiusa per alcune case pericolanti, finchè non saranno demolite non sarà riaperta», così Matteo Cicconi, vicesindaco di Pioraco e presidente dell’Unione montana di San Severino racconta il dopo sisma nella città della carta, già duramente colpita dalla scossa del 26 agosto, che aveva messo fuori uso la cartiera. «Ora è tutto fermo – prosegue il sindaco Luisella Tamagnini – la sicurezza delle persone e la gestione dell’emergenza sono le nostre priorità, la cartiera è la nostra più grande preoccupazione, dobbiamo farla ripartire presto, perchè senza cartiera a Pioraco non c’è più nulla».

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I danni a Pioraco

Due giorni fa erano state fatte delle prove di carico, per verificare una possibile soluzione al crollo del tetto che ha distrutto le due macchine principali per la produzione, con un danno di svariati milioni di euro. Solo per il cambio del turno i dipendenti si erano salvati, essendo da un’altra parte. La scossa di ieri ha stoppato tutto. «Non vogliamo che Pioraco si spopoli, per questo come amministrazione comunale abbiamo requisito un capannone nella zona industriale dei Piani di Lanciano – racconta Cicconi – per gestire al meglio l’emergenza e ripristinare la vivibilità con le giuste condizioni igienico sanitarie, per gli sfollati».

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Il palazzetto dello sport di Pioraco organizzato per l’accoglienza

Ora tutti sono alloggiati al palasport, dove nello spazio a disposizione ci sono circa duecento brandine. «Non se ne possono andare tutti sulla costa, chi lavora qui ha bisogno di restare, per questo grazie all’aiuto dell’esercito, dei volontari, della protezione civile, dei vigili del fuoco e di tutte le altre forze dell’ordine abbiamo voluto preparare il capannone, per una superficie di duemila metri quadrati, che da stasera accoglierà gli sfollati di Pioraco e se c’è bisogno, anche dei paesi limitrofi», conclude Cicconi. In queste ore si sta montando una cucina da campo capace di sfornare duecento pasti l’ora, stasera la prima cena. Mancavano gli allacci, prontamente effettuati per volontà del comune e grazie al Cosmari, all’interno del capannone in disuso da anni, è stato portato via il materiale che vi si trovava.

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