Cannabis terapeutica,
“la Regione rispetti gli impegni”

FARMACI - A tre mesi dall'approvazione della mozione in Consiglio regionale, ancora non sono stati presentati gli indirizzi attuativi. A sollevare la questione le associazioni "Luca Coscioni" e "Di sana pianta"

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Della Cannabis per uso terapeutico

 

Cannabis per uso terapeutico, regione Marche sotto accusa. I tre mesi per applicare la legge che ne regola l’uso sono scaduti e le  associazioni “Luca Coscioni” e “Di sana pianta” chiedono a gran voce di attuare la normativa già approvata. «Mentre nel mondo si discute, studia, dibatte, depenalizza, legalizza e riconosce le qualità ed i benefici della cannabis per uso medico – spiegano Renato Biondini e Luciano Postacchini  a nome delle due associazioni – mentre altre amministrazioni regionali si stanno adeguando e legiferando su questo tema, noi nella regione Marche restiamo a guardare. Abbiamo la legge, la n.1 del 22 Gennaio 2013, già votata ed approvata con larga maggioranza ma che giace inapplicata ed “inapplicabile” perché dopo tre anni ancora non sono stati approvati gli indirizzi attuativi. Insieme alla legge in questione, riposano in pace i diritti e le sofferenze dei tanti malati, con le più’ svariate patologie, che da questo tipo di terapia traggono benefici innegabili».

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Cannabis terapeutica

«Con la cannabis si possono curare dolori da tumore, la Sla, la sclerosi multipla, alcune neuropatie, la stimolazione dell’appetito nei pazienti affetti da Aids – spiegano le associazioni – può essere utile anche alla cura delle forme di dolore cronico refrattario di origine reumatologica, al morbo di Crohn, all’asma bronchiale, al glaucoma, ad alcune forme di epilessia resistenti ai farmaci, alla cura dell’ansia e dell’anoressia. Il Consiglio Regionale delle Marche, l’ 8 marzo scorso, ha  approvato una mozione presentata dalla consigliera Pergolesi del Movimento 5 stelle (leggi l’articolo), che impegna la Giunta ad emanare entro tre mesi le linee procedurali per l’applicazione della legge regionale 1/2013.  Siccome i tre mesi sono scaduti, chiediamo con forza e al più presto queste linee procedurali, dando  la possibilità a molti malati di beneficiare di queste cure farmacologiche, che tra l’altro vanno a favore di persone che hanno delle gravi patologie croniche».



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