Eraclio Floriani
e Maria Antonietta Bartolozzi
nella memoria di Serrapetrona

VIDEO - Mario Pianesi fa intitolare un parco al suo amico fraterno, pioniere dell’agricoltura biologica. Celebrata anche la missionaria di Tolentino, che aprì un asilo nel paese, a cui è stata dedicata una via
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La cerimonia di ieri a Serrapetrona
Pianesi, Pinzi e Passacantando

Mario Pianesi, Silvia Pinzi e Carla Passacantando

 

di Gabriele Censi

E’ stata una cerimonia della memoria, quella di ieri a Serrapetrona con la intitolazione di due vie a personaggi diversi ma accomunati dal legame con il paese. Nel parco vicino la Fonte delle Conce sono ora ben visibili due targhe che ricordano Eraclio Fiorani e Maria Antonietta Bartolozzi e ne contengono anche una sintetica descrizione. Eraclio Fiorani, Serrapetrona 1925 – Ancona 1998: “Premiato atleta, Agronomo ed Erborista e Pioniere dell’Agricoltura Biologica in Italia”. Maria Antonietta Bartolozzi: “Donna dai grandi ideali cristiani, missionaria di carità. Umile, forte, coraggiosa e instancabile benefattrice dei più bisognosi di ogni età, condizione e nazionalità”.  

“Il ricordo di tutte quelle persone  – ha detto il sindaco di Serrapetrona Silvia Pinzi – che, sia che sono nate a Serrapetrona, come Eraclio Fiorani, o che a Serrapetrona ci sono solo venute, come la Bartolozzi, hanno contribuito a fare del bene all’umanità e a far conoscere Serrapetrona in tutto il mondo con la loro forza di volontà ed intelligenza a riprova che, anche se si nasce in un piccolo paesino, è possibile dare il proprio contributo a livello planetario. Per questo la scelta di dedicare un nuovo viale e un nuovo parco alla memoria di questi due personaggi. Questo rappresenta l’inizio di un percorso che l’amministrazione si è prefissata di portare avanti anche con altre iniziative inerenti concittadini che hanno contribuito a dare lustro al paese e al territorio”.

Scopertura Targa Fiorani

La famiglia Fiorani scopre la targa che intitola il parco a Eraclio

L’intitolazione ad Eraclio Fiorani è nata da una proposta del professor Mario Pianesi, ideatore, fondatore e presidente dell’associazione internazionale Upm Un punto macrobiotico. Nel suo intervento Mario Pianesi ha riportato diversi aneddoti dove ha fatto emergere la forza d’animo di quello che ha definito “un vero uomo che si è comportato da eroe tutti i giorni” anche per raccontare la storia alle nuove generazioni che oggi sanno poco e niente dei propri genitori e si trovano le cose fatte senza sapere nemmeno chi le ha fatte. Tanto che, come ha affermato, “se le Marche sono state le prime ad avere un’agricoltura ed una carne biologica, lo si deve alla nostra comune proiezione di intenti” raccontando che è stato Fiorani, infatti, a presentargli il più grande produttore di carne delle Marche. Produttore che poi Pianesi ha stimolato a divenire la prima azienda bovinicola biologica d’Italia. “Questo allevatore seguì il mio consiglio e quando uscì lo scandalo della “mucca pazza”, la Regione Marche fece pubblicare sui giornali a tutta pagina la notizia che erano l’unica regione in Italia che poteva offrire carni biologiche”.

Eraclio Fiorani

Eraclio Fiorani

Ha poi raccontato che Eraclio Fiorani è stato da giovane un campione in varie discipline dell’atletica perché “era uno che si sapeva gestire molto bene le sue energie” e di averlo conosciuto nel 1983, quando Fiorani lavorava in Regione. “Fra di noi c’era uno stima reciproca perché entrambi difendevamo l’ambiente e l’agricoltura tradizionale ma ancora non ci frequentavamo”. Poi, per un suo problema di salute, un loro amico in comune (che aveva fondato la prima cooperativa biologica su stimolo di Mario) gli suggerì di rivolgersi a lui. “Eraclio si mise subito a seguire i miei consigli e dopo soli 15 giorni si rese conto che già stava meglio. Lui era contento ed io ero più contento di lui perché sapevo che insieme avremmo potuto fare grandi cose. “Lui è forse” ha sottolineato Pianesi “la persona che più di tutti, ed io ho aiutato migliaia di malati in questi anni, che mi ha dimostrato sincera gratitudine. Aveva un cuore grandissimo. Amava la vita e gli piaceva che gli altri stessero bene e che l’ambiente fosse sano”. Felice della sua ripresa e di collaborare con Pianesi, Fiorani decise di chiudere l’esperienza lavorativa con la Regione. Dal 1989 al 1998 Fiorani ha partecipato ha molte iniziative Upm e nel 1990 ha contribuito alla stesura della legge regionale sull’agricoltura biologica (un anno prima del regolamento europeo).

La targa del Belvedere intitolato a Fiorani ad Ancona

La targa del Belvedere intitolato a Fiorani ad Ancona nel rione di Posatora inaugurato nel 2005

“Eraclio era la voce della verità ed era coraggioso anche in campo nemico. Aveva le sue idee e le portava avanti con forza e convinzione e di questo la popolazione deve essergli grata” tanto che, ha raccontato Pianesi di quando andò all’Onu, come rappresentante europeo dove, nonostante l’invito a moderarsi, disse “Questa mattina mi hanno portato a vedere delle stalle gigantesche, con migliaia di mucche, e gli fece stacco perché lui diceva agli allevatori in Italia di tenere nelle stalle non più di 10 animali, e poi sono venuto qui, in questo palazzo gigantesco con centinaia di piani e mi è venuto da pensare alla similarità fra quelle mucche e le persone che vivono in questo palazzo”. Pianesi ha poi raccontato della loro amicizia comune con i compianti Fausto Filipponi (presidente dell’Ordine dei Farmacisti per più di 30 anni) ed il professor Carlo Alberto Nittoli (pluriencomiato medico e sportivo) “Tutti devono essere orgogliosi di Eraclio – ha poi concluso – Con lui ci siamo amati profondamente ed io gli voglio bene tutt’ora. Eraclio era un uomo vero e un eroe. Tutti i giorni!”.

La Famiglia Fiorani

Marco Fiorani con la famiglia

Marco Fiorani (presidente di Federsalus) figlio maggiore di Eraclio ha parlato a nome dell’intera famiglia presente (la moglie Fernanda, gli altri due figli Mara e Massimo e i nipoti) descrivendo il padre come “un uomo con la schiena sempre dritta, sincero, che diceva sempre, e a tutti, quello che pensava e che aveva, in tante cose, una visione lungimirante”.   Ha ringraziato il Comune (“Radice della nostra famiglia”) ed, in particolar modo Pianesi, il quale “non ha mai perso occasione per ricordare quello che ha realizzato di positivo Eraclio” che “ci parlava di Mario come una persona di cui ci si poteva sempre fidare, una persona da ammirare ed un vero amico”. Del padre ha ricordato, a nome di tutta la sua famiglia, che era un uomo di grandi ideali e che non scendeva mai a compromessi. tanto che, ha aggiunto “Oggi tutti quanti, compreso l’attuale ministro, per uno sviluppo più sostenibile in agricoltura, propongono quello che Eraclio Fiorani diceva più di 40 anni fa, nell’indifferenza e fra lo scetticismo dei più”. Dalle sue denunce contro i mangimi per gli erbivori realizzati con le carni e le ossa degli stessi al fatto che ripetesse spesso che “viviamo in un microcosmo dove niente si crea e tutto si trasforma. Un ecosistema che va rispettato, altrimenti la natura si ribellerà e si rivolterà contro di noi”. Uomo con un forte attaccamento alla vita, sincero e di buon senso che si scontrava spesso con la “logica del profitto a breve termine, la malafede o l’ignoranza sempre più diffuse”.

Fra i partecipanti all’incontro, anche l’agronomo Paolo Paparelli che è intervenuto per dire che è stato un allievo di Fiorani, che ha definito un grandissimo agronomo, e per dire che “Trovandomi d’accordo con Pianesi sugli aspetti umani di Fiorani, posso aggiungere che è stato il fondatore in Italia della agrometereologia, istituendo nella regione , più di 100 stazioni agrometereologiche che oggi sono 380”. E che, ha continuato, “il Fiorani, da grande esperto di erbe, ha sperimentato per primo, l’uso di fitofarmaci senza metalli pesanti e di origine vegetali, in agricoltura”.

Scopertura targa Bartolozzi

Familiari e amici di Maria Antonietta Bartolozzi con il sindaco sotto la targa appena scoperta

L’intitolazione alla missionaria tolentinate Maria Antonietta Bartolozzi, morta nel 1994 a 69 anni in seguito ad un malore dopo la messa allo stadio di Macerata mentre partiva il pellegrinaggio per Loreto è stata invece fortemente voluta dal fratello novantenne Siro. Per lui, presente, è intervenuta la giornalista Carla Passacantando per un messaggio di ricordo della donna che era molto conosciuta anche a Serrapetrona dove seguì, avviata in una casa della zia, la scuola materna gestita dalle suore della congregazione di San Giuseppe di Torino con sede a Macerata, poi chiusa qualche decennio dopo. “Maria Antonietta Bartolozzi aiutava i piccoli, i bisognosi donando medicinali, vestiario ed altro.  Sono state fatte diverse pubblicazioni e iniziative con testimonianze sulla sua vita e delle sue opere.  L’idea è nata dal desiderio di mantenere viva la sua immagine attraverso le voci delle tante persone che l’hanno conosciuta ed apprezzata. La conobbi nel 1993 e ne rimasi molto colpita. In casa sua trovai di tutto, dai cibi per i bambini ai medicinali per gli anziani da inviare in diversi Paesi più poveri”.

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Maria Antonietta Bartolozzi in missione

E quella fu l’occasione per scrivere uno dei suoi primi pezzi da giornalista dove, come ha raccontato, scrisse della fitta corrispondenza della missionaria con molti vescovi indiani e non solo e del fatto che “fu lei a portare avanti, per prima, il discorso dell’adozione a distanza a Tolentino”. “La sua morte prematura è stata una grande perdita- ha proseguito la Passacantando – ma Siro e chi l’ha conosciuta, continua a cercare di portarne avanti il ricordo e l’esempio di aiuto per gli altri”. Sulla Bartolozzi è intervenuto, fra il pubblico, anche Mario Cottone che ha raccontato di come la missionaria lo avesse generosamente aiutato a poter entrare in seminario, raccogliendo elemosine tra le famiglie ricche di Tolentino, per diventare anche lui un missionario. “Non proseguii quella strada ma, oggi insegno italiano ai seminaristi stranieri che vengono a Macerata. L’incontro con Maria Antonietta Bartolozzi mi ha cambiato la vita. Vita che è segnata da certi incontri e dagli intenti comuni. Io non sono andato in missione ma da anni sono i missionari che vengono da me”.

Per l’occasione si è esibita la banda del paese e al termine della cerimonia Upm ha offerto ai presenti un buffet a base di prodotti naturali.

 

Siro Bartolozzi

Siro Bartolozzi



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