Unicam guarda l’universo, il rettore:
“I nostri studi serviranno
per trovare una nuova Terra”

LA SCOPERTA DEL SECOLO - Gli scienziati dell'ateneo ducale hanno partecipato alla rilevazione delle onde gravitazionali teorizzate un secolo fa da Albert Einstein. Corradini: "Continueremo gli studi, ci occuperemo del lavoro sulle strumentazioni"
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Il sole e la terra (foto d'archivio)

Il sole e la terra (foto d’archivio)

 

Il rettore Flavio Corradini

Il rettore Flavio Corradini

 

di Marina Verdenelli

Onde gravitazionali, Unicam continuerà lo studio sulle orme di Einstein (leggi l’articolo). Gli scienziati dell’università di Camerino contribuiranno a svelare al mondo cosa sono i buchi neri nell’universo e dove si potrà vivere tra 5 miliardi di anni quando il sole si spegnerà. E’ quanto ottenuto dal rettore Flavio Corradini, oggi a Roma, dopo l’incontro con il presidente dell’istituto nazionale di fisica nucleare Fernando Ferroni. «A Cascina (sede dell’osservatorio gravitazionale europeo che ha rilevato le onde gravitazionali, ndr) vogliono aumentare la precisione – spiega Corradini – con tecnologie più sofisticate. Hanno chiesto ai nostri fisici di concentrarsi sullo studio del rumore con tecnologie all’avanguardia. In questo modo si potrà avere una misurazione più precisa per rilevare le onde di minore intensità, centesimi di secondi e di millimetro. Noi lavoreremo sugli apparati». Uno studio che richiederà anni e anni ma che andrà a riscrivere la storia dell’universo arrivando a sciogliere molti punti interrogativi. Uno su tutti l’implosione, l’origine dei buchi neri. «Si potranno avere anche queste risposte – continua il rettore – rilevare certe onde aiuterà a capire come e quando certi fenomeni accadono. Saranno utili alle stime sul comportamento della Terra e a indirizzarci su dove, quando tra 5 miliardi di anni il sole si spegnerà, dovremmo andare a vivere. Il problema più grosso sono i finanziamenti. per portare avanti certi progetti occorrono strumenti costosi. Qui contiamo sull’Europa. Comunque servono risorse per la ricerca». L’incontro nella capitale è servito anche a mettere le basi per altri studi che verranno annunciati in seguito anche d’accodo con l’Istituto nazionale di fisica nucleare.



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