Rogo allo chalet Barracuda
“Danno di oltre 200mila euro,
voglio riaprire tra 7 giorni”

POTENZA PICENA - Ad essere andato distrutto nell'incendio è il balneare dei maceratesi, che ogni giorno attira tante persone dal capoluogo. Il proprietario è il 34enne Marco Cecchetti: "Quello che è successo per me è una nuova sfida"
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Marco Cecchetti sul luogo dell'incendio

Marco Cecchetti sul luogo dell’incendio

I lavori di questo pomeriggio al Barracuda

I lavori di questo pomeriggio al Barracuda

 

di Gianluca Ginella

(foto di Lucrezia Benfatto)

Dello chalet dei maceratesi resta un cimitero di travi in legno carbonizzate, spuntoni metallici deformati, frammenti di tavoli, sedie e arredi con i morsi neri delle fiamme, tutto disteso su di una coperta di cenere grigio scura: è quello che rimane del balneare Barracuda di Porto Potenza, dove alle 4,40 di questa mattina è scoppiato un incendio nella zona del bar che ha distrutto per intero il locale (leggi l’articolo). D’estate è frequentatissimo dai maceratesi ed è maceratese il proprietario, Marco Cecchetti, 34 anni, titolare anche del Terminal di Macerata, che oggi pomeriggio era al lavoro per arrivare il prima possibile alla riapertura dello chalet. Il rogo, secondo quanto accertato dai vigili del fuoco di Civitanova, intervenuti sul posto questa mattina per spegnere l’incendio, si è generato a causa di un corto circuito ed è partito dalla zona del bar. Intorno alle 6 il proprietario del locale, è stato rintracciato al telefono e subito è partito per Porto Potenza.

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«La prima cosa che ho chiesto è stata quando potevo riaprire. La prima cosa che ho pensato è stata che adesso è ora di riaprire. Questa situazione per me è una nuova sfida» dice Cecchetti che non si è perso d’animo e immediatamente si è concentrato sul modo di far ripartire il locale (il lato della spiaggia, con sdraio e ombrelloni, è rimasto aperto per i clienti).

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L’insegna del Barracuda

«La mia idea è di riaprire venerdì prossimo, è il mio obiettivo. E ho già in mente che per l’inaugurazione faremo un concerto con il gruppo “Solo per adulti” – continua Cecchetti –. Oggi pomeriggio sono al lavoro le ruspe per portare via i calcinacci. Già è stato messo in sicurezza il locale». Lo chalet è andato completamente distrutto e rimettere le cose a posto costerà carissimo: «Il danno è da valutare, ma posso immaginare che sistemare il locale potrebbe costare più di 200mila euro, forse 250mila» dice il commerciante maceratese. Che ha incassato la solidarietà di tutti e la piena disponibilità del sindaco di Potenza Picena. In mattinata era arrivato allo chalet, che si trova sul lungomare sud vicino al sottopasso La Piccola, anche il legale di Cecchetti, l’avvocato Luca Froldi.

I resti del Barracuda

I resti del Barracuda

Che aveva chiarito come non vi fossero dubbi, in base agli accertamenti dei vigili del fuoco e dei carabinieri, che l’incendio fosse avvenuto in maniera accidentale e non dolosa. «Che potesse essere doloso non l’ho mai pensato, anche perché vado d’accordo con tutti qua» riprende Cecchetti. Una volta che le ruspe avranno terminato di ripulire dalle macerie, il Barracuda sorgerà nuovamente, pronto ad accogliere i tanti maceratesi che ne hanno fatto un punto di ritrovo irrinunciabile sulla costa, con i concerti e le serate organizzate nel locale: «Da lunedì cercherò di rimontare qualcosa, inventerò» conclude Cecchetti.

 

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