Rombo di motori per l’addio a Lorenzo
“Insegnerai agli angeli ad impennare”

MACERATA - Nella chiesa della Santa Madre di Dio in tantissimi si sono stretti attorno alla famiglia del 24enne morto in sella alla sua moto. Il suo prof di religione: "Quando un amico non vive più, vive di più". Le ex compagne di scuola: "Eri il nostro latin lover". Il feretro è stato seguito da un corteo di Land Rover
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L’uscita dalla chiesa

Lorenzo Simonetti

Lorenzo Simonetti

 

di Sara Santacchi

(Foto di Lucrezia Benfatto)

Il rombo dei motori delle Land Rover dell’autoclub di Monte San Giusto ha rotto il silenzio all’uscita dalla chiesa per l’ultimo saluto a Lorenzo Simonetti, il 24enne morto domenica in un terribile incidente con la sua moto (leggi l’articolo). Nella chiesa della Santa Madre di Dio, a Macerata, questa mattina, in tantissimi si sono stretti attorno alla famiglia del giovane per condividere il dolore di una tragedia avvenuta in una giornata d’estate, spezzando la vita di un ragazzo pieno di sogni e che venerdì si sarebbe laureato in Mediazione Linguistica. Presente anche il rettore dell’Università di Macerata Luigi Lacchè. Si è affidato alle parole di San Paolo, don Piergiorgio Copparo, di fronte all’impossibilità di dare delle risposte a fatti del genere: “Una volta presto o tardi qualcuno dovrà pur darci delle spiegazioni. Niente può separarci dall’amore di Dio. È un posto in cui saremo al sicuro e nulla potrà turbarci. Dobbiamo essere innamorati della vita. Impariamo a vivere anche attraverso questi accadimenti così tristi e inspiegabili – ha detto – La solidarietà sia sempre il nostro dono. Da soli non si va avanti. Attraversare i dolori significa anche imparare a vivere”. Appassionarsi alla vita, proprio come lo era Lorenzo, amante degli sport, giocatore di hockey. La maglia della squadra è stata posta sopra la bara, in chiesa, insieme a quella della Juve, di cui era tifosissimo, lasciata dagli amici col numero 22 e la scritta “Lollo”. Una cerimonia semplice, con diversi canti che hanno accompagnato l’addio al giovane. A celebrare la messa anche don Flaviano D’Ercoli e don Umberto Tanoni.

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I familiari seguono la bara di Lorenzo

Quest’ultimo, insegnante di religione per i cinque anni al liceo Linguistico ha ricordato Lorenzo in una lettera: “Vorrei accostarmi al dolore di voi tutti – ha detto – Ho vissuto 5 anni con Lorenzo e ricordo la sua attenzione a scuola. In questi giorni silenziosamente ho condiviso il dolore lancinante e confesso che ho fatto fatica a trovare le parole per questo momento. Mi viene in mente quanto detto don Oreste Benzi in un incontro a Pescara: la morte non esiste. Quando un nostro amico non vive più, vive di più. Ora Lorenzo insegna agli angeli ad impennare. Era un ragazzo amato da tutti, capace di avere un pensiero per chiunque. Permettetemi di sentire nel mio cuore tanti dubbi o domande. Una volta mi hai detto che da grande avresti voluto vincere un Gran Premio per salire sul podio. Bene, ci da pace e speranza il fatto di pensarti nel podio più alto che ci sia. Addio Lorenzo”.

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Il rombo delle Land Rover ha accompagnato l’uscita dalla chiesa

In lacrime anche il ricordo di una ex compagna di scuola a nome della classe del liceo linguistico: “Hai sopportato cinque anni in cui sei stato circondato da ragazze in classe, con le nostre chiacchiere e comportamenti. Eri un ragazzo sempre col sorriso sulle labbra, gentile e disponibile, non dicevi mai di no. Il tuo senso dell’ironia faceva ridere sopra ogni cosa. Saremo sempre in debito con te e la tua famiglia per tutte le merende a casa tua. O per ogni festa della donna in cui non hai mai fatto mancare una mimosa per le tue compagne di scuola. Eri il nostro latin lover. Arrivavi senza scalpore, ma la tua presenza si sentiva comunque. Ti vedevamo arrivare proprio sulla tua moto, un minuto prima che suonasse la campanella. La gita a Barcellona e ogni momento, nulla potrà cancellarlo”. Luana Severini, un’amica di famiglia, ha rivolto l’ultimo saluto proprio ai familiari, leggendo la poesia “Inno alla vita”, di madre Teresa di Calcutta. L’uscita dalla chiesa è stata accompagnata da un lungo applauso oltre che dalle Land Rover che hanno seguito la bara.

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La folla di amici e parenti al funerale di Lorenzo Simonetti

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