A Treia l’economia a misura d’uomo
con lo sguardo al Mediterraneo
“Stiamo vicini alla Tunisia”

SYMBOLA - Il ministro degli esteri "marchigiano" Paolo Gentiloni porta gli echi dell'Italia vista dal resto del mondo e dopo l'attentato di ieri invita ad una maggiore coesione europea. L'ideatore Realacci: "La nostra visione è quella dell'enciclica di papa Francesco"
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Paolo Gentiloni, Graziano Delrio e Ermete Realacci( clicca sull'immagine per guardare il video)

Paolo Gentiloni, Graziano Delrio e Ermete Realacci (clicca sull’immagine per guardare il video)

Ermete Realacci

Ermete Realacci

di Gabriele Censi

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Una vasta rappresentanza della classe dirigente italiana si è ritrovata per due giorni a Treia con l’idea di parlare in positivo di un paese che ha tante energie da svelare. Una visione, i numeri e il racconto sono i tre ingredienti che Symbola sceglie ogni anno per il suo Seminario Estivo. Limitandoci al racconto il cammino virtuoso sembra già avviato e irreversibile: una nuova economia sostenibile con le parti sociali che si confrontano e collaborano. Ma poi in tv e nell’agone politico si trova un’altra Italia e allora è su questo che Aldo Bonomi, direttore Aaster ha interrogato gli ospiti della tavola rotonda condotta da Monica Maggioni, di Rainews24:

Il vescovo di Macerata Nazzareno Marconi

Il vescovo di Macerata Nazzareno Marconi

«Qui diamo le ricette giuste con i numeri  a sostegno (leggi l’articolo) e una visione complessiva, senza mancare di rispetto (dice rivolgendosi al vescovo Marconi che ha aperto la mattinata con il suo saluto, ndr)  diciamo da anni quello che sta scritto sull’enciclica di papa Francesco,  ma chi accompagna questo progetto?». Risponde nelle conclusioni Ermete Realacci, ideatore con Fabio Renzi di questo convivio di eccellenze: «Per rispondere alle sfide che abbiamo di fronte e tornare a crescere  l’Italia deve affrontare i suoi mali antichi e chiamare a raccolta le sue energie migliori. Non dobbiamo dimenticare i nostri problemi – il debito pubblico,  le diseguaglianze sociali, l’economia in nero, quella criminale, il ritardo del Sud, una burocrazia inefficace e non di rado persecutoria,  ma abbiamo il dovere di guardare ai nostri punti di forza perché il Paese che può affrontare il futuro è l’Italia che crea ricchezza da cultura e creatività, che sceglie la via della qualità, che rende forti le imprese grazie al loro radicamento nelle comunità e nei territori e scommette sulla green economy. Un Paese che asseconda la propria vocazione all’eccellenza e incrocia la crescente domanda di bellezza e sostenibilità che arriva dai consumatori globali, come confermano i nostri primati nell’export, i dati sull’incremento delle ricerche di Made in Italy su Google e i 101 miliardi di valore aggiunto che arrivano dalla nostra green Italy insieme ai 3 milioni di green jobs».

symbola 2015 foto ap 13«Una forte scossa  sui rapporti fra uomo, economia e ambiente – continua Realacci – è arrivata dall’enciclica Laudato Sì di Papa Francesco. Un importante monito a politica e governi del mondo arrivato a pochi mesi dalla Conferenza Onu sul Clima di Parigi. Il Papa ha tratteggiato un’idea di  società solidale e di un’economia a misura d’uomo, che sta in campo senza compromettere il futuro, che può parlare italiano. Coesione sociale, comunità, territori, bellezza e qualità sono parte integrante della capacità italiana di produrre cose che piacciono al mondo. Questo vuole essere il nostro contributo ad un “progetto comune” che, speriamo, si affermi anche alla Cop21 di Parigi. È tra Laudato sì e il vertice Onu sul clima di Parigi, insomma, la nostra missione per un’economia a misura d’uomo.  Oggi la desiderabilità della prospettiva  ambientale che sognava 20 anni fa Alex Langer è più presente: ad esempio sappiamo bene che ci conviene fare la raccolta differenziata e mangiare i prodotti del territorio»

symbola 2015 foto ap 16«Dobbiamo raccontare anche le cose belle – ha detto il ministro Graziano Delrio – il pregiudizio si cura con la fiducia e la fiducia nelle istituzioni si riacquista facendo le cose, l’autostrada del Sole è stata realizzata in soli 8 anni con ingegneri e architetti che l’hanno resa famosa nel mondo. Gli altri paesi ci guardano come esempio di innovazione e di creatività. Abbiamo le potenzialità per farcela, dobbiamo semplificare le procedure e la burocrazia per renderci competitivi. L’accorpamento delle autorità portuali non deve fare paura ma piuttosto i 23 procedimenti autorizzativi per spostare le merci»

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Paolo Gentiloni e Graziano Delrio

Il ministro degli esteri Paolo Gentiloni porta prepotentemente l’attualità al teatro Comunale di Treia  con le notizie degli attentati di ieri in Tunisia: “La risposta non è certamente la diffusione di paura e allarmismo, la risposta è nel rafforzamento delle misure di sicurezza, nella vicinanza ai paesi colpiti, in modo particolare alla Tunisia, paese pluralista che ha portato a buon fine l’esperimento della primavera araba e il rafforzamento della coalizione anti Daesh, l’Italia è in prima fila“. Elogiando il ruolo che svolge Symbola il ministro ricorda che la forza dell’Italia si vede molto di più all’estero che da noi.

Ivan lo Bello

Ivan lo Bello

Esordisce nel suo nuovo incarico di presidente di Unioncamere Ivan Lo Bello simbolo della svolta  antimafia degli industriali dopo che nel  2007 da presidente regionale lanciò la sfida ai suoi colleghi: “Fuori dall’associazione chi paga il pizzo”. Oggi ricorda che non c’è un solo Sud «quello rappresentato da inefficienza  e corruzione, ma ci sono anche realtà, soprattutto di giovani, che provano a mettersi  in gioco». La presidente di Legambiente Rossella Muroni occupa lo spazio del racconto portando alcuni esempi di buone pratiche come il progetto Grab, l’anello di pista ciclabile intorno a Roma: «Un idea che parte dal basso, costa poco e porta un cambiamento di mentalità nella fruizione della città». «Non ci sono settori di intervento distinti – spiega Catia Bastioli, presidente Terna e Ad di Novamont – se parliamo di nuove reti di energia coinvolgiamo il territorio, e se salvaguardiamo il paesaggio parliamo di turismo».

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Luca Ceriscioli (al centro)

Il presidente della Regione Luca Ceriscioli si propone come soggetto di regia per mettere insieme il patrimonio di capacità dei marchigiani: “Abbiamo la tendenza naturale a dividerci, insieme possiamo creare nuove opportunità e fare delle Marche un modello. Un ragionamento forte sull’Europa è strategico. Dobbiamo produrre quel cambiamento che approdi all’Unione delle Regioni per tornare all’Europa dei valori fondamentali, a quella storia che ci ha reso grandi. Le Marche sono una regione manifatturiera tenuta insieme anche dalla grande forza di coesione retta da un sistema del welfare ben strutturato da anni. Siamo anche una delle regioni più belle d’Italia per cultura, paesaggio e bellezze. Dobbiamo riuscire a tenere insieme questi elementi puntare su solidarietà, bellezza e ambiente. Questo è il nostro valore aggiunto. È importante che tutte le istituzioni si uniscano in questo sforzo per costruire passo passo questo percorso. Insieme ci dobbiamo mettere a servizio di questo disegno»

Roberto Moncalvo, Rossella Muroni e Aldo Bonomi

Roberto Moncalvo, Rossella Muroni e Aldo Bonomi

Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti evidenzia i paradossi della burocrazia: «La Commissione Ue diffida l’Italia perchè dal 1974 vieta il  latte in polvere per fare i formaggi. Una scelta che ha garantito fino ad ora il primato della produzione lattiero casearia italiana che riscuote un apprezzamento crescente in tutto il mondo dove le esportazioni di formaggi e latticini sono aumentate in quantità del 9,3 per cento nel primo trimestre del 2015. Siamo di fronte all’ultimo diktat di una Europa che tentenna su emergenze storiche come l’emigrazione, ma che è pronta ad assecondare le lobby che vogliono costringerci ad abbassare gli standard qualitativi dei nostri prodotti alimentari difesi da generazioni di produttori». Rivendica il ruolo degli artigiani Daniele Vaccarino presidente Rete imprese Italia : «Sono i soggetti più in linea con l’economia circolare, pronti a innovazione e flessibilità. Il  binomio territorio-patrimonio artistico e culturale  può costituire un volano per lo sviluppo di molte attività economiche, dal manifatturiero ai servizi, nel quale le Pmi possono e devono essere protagoniste”.

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Daniele Vaccarino, Catia Bastioli e Luca Ceriscioli

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