Calcioscommesse, le partite e le telefonate
che inguaiano Garaffoni e Sampino

INCHIESTA DIRTY SOCCER - Il difensore della Maceratese è indagato per la presunta combine di Santarcangelo-L'Aquila, il procuratore per quella di Pisa-Torres. Entrambi hanno avuto contatti ripetuti con Ercole Di Nicola, ds de L'Aquila, uno dei 50 arrestati e nome di spicco dell'indagine. La solidarietà del club biancorosso al calciatore toscano
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Mirko Garaffoni

Mirko Garaffoni

di Gianluca Ginella

Santarcangelo-L’Aquila e Pisa-Torres. Sono queste le partite che hanno messo nei guai il difensore della Maceratese Mirko Garaffoni, 39enne, fiorentino, e il procuratore Giuseppe Sampino, 47 anni, ex capitano ed ex ds dei biancorossi. Emerge dalle carte della procura antimafia di Catanzaro che ha coordinato le indagini condotte dalla Squadra mobile della città calabrese. I nomi di Garaffoni e Sampino (entrambi dicono di non avere nulla a che fare con la vicenda) compaiono in maniera marginale tra quelli dei 70 indagati dell’inchiesta Dirty soccer (leggi l’articolo) che prende in esame presunte combine e scommesse da parte di un gruppo di serbi e sloveni su partite di serie D e Lega Pro.

SANTARCANGELO-L’AQUILAQuesto il match di Lega pro, giocato il 15 novembre dello scorso anno con risultato di zero a uno per gli abruzzesi, per cui è indagato Garaffoni. Secondo gli inquirenti Ercole Di Nicola, direttore sportivo de L’Aquila calcio (uno dei 70 indagati dell’inchiesta che oggi è stato arrestato), avrebbe comprato la vittoria della sua squadra anche attraverso l’intermediazione di Garaffoni incaricato direttamente da Di Nicola per sondare l’affidabilità di Daniele Ciardi magazziniere del Santarcangelo. Di Nicola avrebbe pagato il magazziniere per reclutare tre calciatori per procurare la vittoria de L’Aquila. Secondo gli investigatori Di Nicola avrebbe contattato Garaffoni, fino alla scorsa stagione giocatore del Santarcangelo e nell’anno precedente de L’Aquila, per sondare con Ciardi l’affidabilità della combine che lo stesso Ciardi avrebbe proposto a Di Nicola. Insomma, secondo la procura Garaffoni doveva dire a Di Nicola se si potesse avere fiducia di Ciardi (detto Bomber). Nell’inchiesta c’è una intercettazione telefonica in cui Di Nicola parla con Garaffoni. La telefonata è del 13 novembre. Di Nicola dice: «Mi ha chiamato il bomber, ma ci possiamo fidare?». E Garaffoni: «Eh, sì sì». Di Nicola insiste perché Garaffoni telefoni subito a Ciardi per essere sicuro ci si possa fidare. Cinque minuti dopo il difensore della Maceratese chiama Ciardi. In questa telefonata Ciardi avrebbe ripetuto a Garaffoni i termini della combine che stava organizzando con Di Nicola e un calciatore. Dalla telefonata per la procura emerge anche che Garaffoni non si sarebbe limitato a informarsi della combine ma si sarebbe proposto lui stesso come ulteriore interlocutore di Di Nicola, offrendosi di facilitare la conclusione dell’accordo. Nella combine dovevano esserci anche dei complici stranieri che però alla fine si tirarono fuori. Nonostante questo, dice la procura, Di Nicola era riuscito comunque a condizionare il risultato finale della partita.

Giuseppe Sampino, ex capitano e diesse della Maceratese

Giuseppe Sampino, ex capitano e diesse della Maceratese

PISA-TORRESQuesto l’incontro, di Coppa Italia lega Pro, giocato il 29 ottobre 2014 e finito 4 a zero per i toscani, per cui è indagato, tra gli altri, Giuseppe Sampino, residente a Macerata. Ancora una volta è Di Nicola a tirare le fila della combine. In questo caso insieme a quelli che la procura definisce i suoi fidati complici Sampino e Fabio Di Lauro (il cui nome compare anche per la combine del match tra Sant’Arcangelo e L’Aquila). Di Nicola entra in contatto con la dirigenza della Torres e riesce ad averne la disponibilità a vendere il risultato della partita. Di Nicola avrebbe venduto il risultato ad un gruppo di scommettitori serbi e sloveni in cambio di 20mila euro che sarebbero stati paghi agli altri indagati: Vincenzo Nucifora (direttore sportivo della Torres), Domenico Capitani presidente della Torres, Francesco Massimo Costantino allenatore della Torres. Il nome di Sampino perché insieme a Di Nicola si sarebbe incontrato a pranzo, il 28 ottobre, giorno che precedeva il match, con il presidente della Torres. Un pranzo che secondo la procura doveva essere stato fruttuoso perché poi Di Nicola scrive ad una utenza serba questo messaggio: «Vuoi fare Pisa Torres?». Seguono poi una serie di telefonate in cui viene data conferma dell’interesse. Insomma per la procura la combine viene organizzata . Insomma per la procura la combine viene organizzata e della partita fanno parte Aleksander Brdanin, sloveno, 34 anni, Uros Milosavljevic, sloveno, 33enne, Milan Jovicic, serbo, 43enne (tutti arrestati oggi) finanziatori della partita trucca. Il match, infatti, termina 4 a zero per il Pisa rispecchiando fedelmente i risultati combinati venduti ai finanziatori stranieri (detto, nel gergo delle scommesse, handicap e over, cioè una partita che doveva essere vinta dal Pisa con almeno tre gol di scarto).

Garaffoni 2

Garaffoni in campo con la maglia della Maceratese

LA DIFESA – «Sono dispiaciuto ed esterrefatto – dice Garaffoni -. E’ un fulmine a ciel sereno, ho fatto il mio campionato alla Maceratese, l’ho vinto, ho fatto bene. Tutto qua. Mi dispiace, ora vedremo, mi sentirò anche con la società». Anche Sampino, attraverso il suo legale, l’avvocato Barbara Arzilli, nega ogni coinvolgimento: «Lui si ritiene assolutamente estraneo a questi fatti – dice i legale – ha contatti con tantissime persone per il Calciomercato e a volte non sa con chi parla visto che, appunto, i contatti che ha sono moltissimi. E’ assolutamente estraneo e si difenderà nelle opportune sedi». Nella casa di Sampino, nel quartiere di Colleverde, a Macerata, questa mattina alle 5 è stata messa a segno una perquisizione e sono stati sequestrati computer e cellulari.

LA MACERATESE E GARAFFONI DOMANI CAPITANO – In difesa di Garaffoni interviene anche il club biancorosso con un comunicato. «In merito alla notizia relativa alle indagini sul calcioscommesse che riguardano anche il vice capitano della formazione biancorossa, pur non entrando nel dettaglio delle indagini che comunque non riguardano la società della presidente Maria Francesca Tardella, ma soltanto il difensore centrale, esprime innanzitutto, nella presunzione d’innocenza dell’indagato fino a prova contraria, la “massima solidarietà a Mirko Garaffoni da parte dell’intera società biancorossa. Garaffoni si è dimostrato per tutto il corso di un’annata magica ed irripetibile un uomo, innanzitutto, ed un atleta dalla condotta inappuntabile, garantendo costantemente il massimo apporto alla causa biancorossa fino alla vittoria finale. Nel ribadire stima, affetto e vicinanza all’uomo Garaffoni, la società biancorossa informa che sarà regolarmente a disposizione del tecnico Giuseppe Magi per le partite della poule scudetto, a partire da domani, al “Romeo Neri” di Rimini, dove la società sarà onorata di offrire a Mirko Garaffoni la fascia di capitano della Maceratese».



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