Esuberi alla Whirlpool
Cordata tra i sindaci del Maceratese
per marciare su Roma

LAVORO - La giunta di Matelica, guidata dal sindaco Alessandro Delpriori, ha incontrato i rappresentanti sindacali unitari dello stabilimento Indesit di Albacina. Si vogliono coinvolgere i primi cittadini di tutto il territorio per andare portare l'attenzione del problema da Renzi e direttamente al minsitero
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Da sinistra Belardinelli, D'Accardi, Lacché, Rsu stabilimento di Albacina

Da sinistra Belardinelli, D’Accardi, Lacché, Rsu stabilimento di Albacina

di Monia Orazi

Incontro tra la giunta comunale di Matelica, guidata dal sindaco Alessandro Delpriori ed i rappresentanti sindacali unitari dello stabilimento Indesit di Albacina, per fare il punto sulla difficile situazione del distretto del bianco fabrianese, per cui Whirlpool ha annunciato a livello nazionale circa 1.350 esuberi, con Fabriano che rischia di perdere nei prossimi mesi, tra impiegati ed operai, tra i 700 e gli 800 posti di lavoro. Molti cittadini di Matelica sono impiegati tutt’oggi nello stabilimento e il problema è molto sentito anche nel Maceratese. Delpriori ha annunciato di voler coinvolgere i sindaci del territorio, per portare la vicenda sul tavolo del premier Matteo Renzi, chiedendo che si trattata direttamente dal ministero dello Sviluppo Economico. E’ convocato per domani alle 16 il tavolo tecnico al Mise, dal ministro Federica Guidi. «Questa è la fine dell’informativa del piano industriale, che poi dovrà essere spiegato in dettaglio nei territori – annuncia Alessandro Belardinelli della Fiom Cgil – l’azienda si muoverà sito per sito, in ogni territorio spiegherà quello che succede, le tempistiche, gli esuberi, le chiusure, poi partirà la negoziazione vera e propria. Noi vogliamo sapere cosa succederà, vorremmo un piano di lungo periodo che ci dia una prospettiva». Al momento è certo che con l’accorpamento dello stabilimento di Albacina a Melano, 280 persone resteranno senza lavoro, nel distretto produttivo fabrianese, senza considerare il settore della ricerca e sviluppo e gli impiegati. «Il paradosso è che si investono 500 milioni di euro in Italia e sono stati previsti 1.350 esuberi, solo nella parte operaia, 150 ricerca e sviluppo, dicono che porteranno tutta la ricerca e sviluppo in Italia, chiudendo un centro in Germania, poi saltano fuori tutti questi esuberi e la chiusura di tre stabilimenti – puntualizza Christian D’Accardi della Fim Cisl – tre chiusure, a None dove lavorano 90 persone c’è un outlet e la logistica, il centro ricerca e sviluppo per le lavastoviglie, poi Carinaro in provincia di Caserta, con 830 famiglie in mezzo alla strada lì non hanno nessun altra prospettiva. Per Albacina, c’è la cessazione, dopodiché partirà a Melano come dice la Whirlpool lo stabilimento unico in Europa, dove sarà concentrata la produzione dei piani cottura». I piani cottura richiedono meno lavoro rispetto alla produzione di forni, specifica Belardinelli : «Su questo c’è da dire che è un prodotto povero che sviluppa meno ore di lavoro rispetto ai forni a incasso, che hanno più componentistica, anche l’indotto verrebbe penalizzato. Questa situazione vorremmo capirla bene, i prossimi incontri serviranno anche per questo». La Whirpool ha rassicurato che lo stabilimento servirà per i prossimi decenni, ma «chi ci assicura che dopo il 2018, con la fine degli incentivi la produzione resterà qui? A Caserta prima sono stati accorpati due stabilimenti, ora l’unico esistente sta per essere chiuso», fanno notare i sindacalisti. Un altro allarme è stato lanciato sui livelli occupazionali degli impiegati: «Non è stato sinora considerato il fatto degli impiegati. Riteniamo che ci potrebbero essere una ricaduta forte sui livelli occupazionali degli uffici centrali di Fabriano – spiega Cristiano Lacchè Fiom Cgil Impiegati – perché stimiamo ulteriori 450, 500 esuberi. Non è stato ufficializzato il piano per gli impiegati che sarà presentato a giugno, ma c’è preoccupazione e allarme, ci sono sovrapposizione molto forti tra Fabriano e Varese dove c’è la sede Whirlpool. Temiamo che questa stima a breve possa diventare realtà, con circa 800 esuberi nel fabrianese». Alessandro Delpriori ha spiegato che agirà insieme al sindaco di Fabriano, Giancarlo Sagramola, per coinvolgere numerosi sindaci delle province di Macerata, Ancona, Pesaro Urbino ed i colleghi umbri, per poter fare massa critica ed intraprendere la mobilitazione del territorio, per andare direttamente a Roma da Renzi, convocando appositi tavoli tecnici, per tutelare un territorio profondamente devastato dalla crisi economica.



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