Naufragio di migranti libici
Il Gus chiede a Renzi e Juncker azioni concrete

MACERATA - Il Gruppo Umana Solidarietà interviene dopo la tragedia a sud della Sicilia. Il presidente Bernabucci: "Si lavori tutti insieme per favorire lo sviluppo di politiche di accoglienza tese ad agevolare dei processi positivi"
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Paolo Bernabucci del Gus

Paolo Bernabucci del Gus

Dopo le centinaia di morti nel Mediterraneo, a causa del naufragio di circa 800 persone che si trovavano nel barcone affondato a sud della Sicilia, il Gruppo Umana Solidarietà di Macerata scrive al presidente del Consiglio Matteo Renzi e al presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker per chiedere subito azioni concrete.
«L’ennesima tragedia si è consumata a largo delle coste libiche – si legge nella nota – tra le 700 e 900 vittime sono morte nel nostro mare. Il Mediterraneo si macchia ancora una volta del sangue di uomini, donne e bambini in fuga da guerre e persecuzioni che, nella speranza di trovare rifugio e protezione altrove, hanno invece trovato solo una triste ed ingiusta morte. Questa tragedia è inaccettabile e ci lascia sgomenti, il dolore prende il sopravvento sull’indignazione – dichiara Paolo Bernabucci presidente del Gus, Gruppo Umana Solidarietà che da oltre 20 anni si occupa di rifugiati e richiedenti protezione internazionale – allo stesso tempo però non possiamo rimanere inermi di fronte alla morte di migliaia di persone che erano solo alla ricerca di una vita sicura e dignitosa e ancor di più all’idea che episodi come questo rischieranno di ripetersi nelle prossime settimane e nei prossimi mesi se non verranno attuate misure adeguate.
Chiediamo all’Italia e all’Unione europea di rispondere subito con azioni concrete e di farsi carico con la massima tempestività di questa situazione che rappresenta un problema di tutti e non solo di qualcuno, di tutta l’Europa e non solo dell’Italia. E’ fondamentale – conclude Bernabucci – che si lavori tutti insieme per favorire lo sviluppo di politiche di accoglienza tese ad agevolare dei processi positivi, condivisi e partecipati di creazione di un nuovo modello di gestione dell’immigrazione che superi la mera emergenza e riconosca e restituisca dignità ai migranti».



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