Sesso virtuale su Skype con una bionda,
imprenditore finisce ricattato

CIVITANOVA - L'uomo aveva conosciuto una ragazza su internet e davanti alla webcam aveva compiuto atti di autoerotismo. Due giorni dopo gli è arrivata una mail dall'Interpol che gli chiedeva 4.500 euro di multa ed evitare un procedimento penale
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sesso online

di Laura Boccanera

Imprenditore vittima di un’estorsione a luci rosse. «Facciamo sesso online?» Inizia così l’approccio per un uomo di 50 anni, sposato. Un contatto su Skype (software per videochiamate) da parte di una procace bionda. L’uomo accetta ma resta vittima di un’estorsione ben articolata, fra paradisi fiscali e sedicenti agenti dell’Interpol. Tutto comincia ad inizio aprile. L’imprenditore acconsente alla richiesta della donna di compiere vicendevolmente gesti di autoerotismo davanti alla telecamera. I due iniziano a spogliarsi e a toccarsi nelle parti intime. Consumato l’amplesso digitale i due si salutano e staccano la connessione. Ma a distanza di un paio di giorni l’uomo riceve una mail che ha come mittente “Interpol ufficio prevenzione pedofilia in rete” che gli mostra il video di lui nudo nel compiere i gesti di autoerotismo e contestualmente anche una mail di una non definita Procura della Repubblica che lo avvisa che c’è un’indagine su di lui e che può essere archiviata dietro pagamento di una sanzione. Il 50enne impaurito convoca i suoi avvocati che gli suggeriscono di fingere di accettare di pagare la multa. A quel punto arriva una mail nella quale i truffatori chiedono 4.500 euro e danno un numero di conto corrente che si trova in un paradiso fiscale. L’uomo con tutto il fascicolo si è recato alla Compagnia dei carabinieri di Civitanova e ha denunciato il fatto. Tutti gli atti sono stati trasmessi in procura. Proseguono le indagini per identificare i responsabili dell’estorsione.



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